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Galigani dice no a Brigante sulla cessione del Brindisi. Tifosi preoccupati per il futuro

BRINDISI – Il Football Brindisi continua la preparazione per la gara di domenica con la Vibonese. Si giocherà al Fanuzzi, con la speranza che la morsa del gelo si attenui. Agli infortunati, molti dei quali dovrebbero essere recuperati, si è aggiunta anche la squalifica di Alessandrì che era diffidato. Rientrano dalle squalifiche Montella e La Rosa. Per il primo il posto in squadra domenica dovrebbe esserci. Non si sa se sarà la stessa cosa per La Rosa. Domani i giocatori faranno il solito test infrasettimanale che consente all’allenatore Massimo Rastelli di verificare il lavoro svolto nei giorni precedenti. Per quanto riguarda le polemiche sul fronte societario al momento sembrano essersi placate.

BRINDISI - Il Football Brindisi continua la preparazione per la gara di domenica con la Vibonese. Si giocherà al Fanuzzi, con la speranza che la morsa del gelo si attenui. Agli infortunati, molti dei quali dovrebbero essere recuperati, si è aggiunta anche la squalifica di Alessandrì che era diffidato. Rientrano dalle squalifiche Montella e La Rosa. Per il primo il posto in squadra domenica dovrebbe esserci. Non si sa se sarà la stessa cosa per La Rosa. Domani i giocatori faranno il solito test infrasettimanale che consente all'allenatore Massimo Rastelli di verificare il lavoro svolto nei giorni precedenti. Per quanto riguarda le polemiche sul fronte societario al momento sembrano essersi placate.

I fratelli Giuseppe e Francesco Barretta hanno intrapreso la via giudiziaria per tutelarsi dato che non è stata pagata la prima cambiale (scadenza 30 novembre) del debito contratto dal presidente Vittorio Galigani e dal vice Antonio Pupino, anzi dalle rispettive mogli che sono le proprietarie del Football Brindisi, per acquistare la società. Ieri Galigani ha risposto attraverso un comunicato stampa a Giovanni Brigante che si era dichiarato disposto a rilevare il Brindisi nel caso l'attuale proprietà non fosse in grado di portare avanti la gestione finanziaria. Il comunicato dice: "In seguito alle dichiarazioni rilasciate dal consigliere regionale, sig. Giovanni Brigante, sulla sua disponibilità ad aiutare la società del Football Brindisi nel caso in cui la stessa versasse in precarie condizioni economiche, si ritiene opportuno se non necessario precisare quanto segue: il Football Brindisi 1912 Srl, pur tra notevoli difficoltà non preventivabili questa estate, sta cercando di rinnovare il percorso intrapreso negli anni scorsi formando le basi per un futuro roseo del calcio brindisino. Ascoltare esternazioni che, sinceramente, hanno più un sapore propagandistico che fattivo, non aiuta in questa opera".

"Tuttavia, chiunque sia interessato ad aiutare le sorti del Brindisi - prosegue Galigani - ha un unico mezzo per favorire tale collaborazione: bussare direttamente alla porta della sede di Via de Terribile invece di invocare presunti, futuri e poco concreti aiuti dinanzi ai microfoni televisivi. La società resta a disposizione per qualsiasi proposta che possa trovare adesione all'interno della compagine sociale senza preclusione di alcuna ipotesi collaborativa come, del resto, è stato più volte invocato dal presidente". In altri termini, la società non è in vendita, né è in discussione la figura del presidente, ma se qualcuno vuole collaborare si faccia avanti.

La preoccupazione sul futuro della squadra tra i tifosi è sempre alta. Non per un'eventuale retrocessione. Questo pericolo non si corre dato che ci sarà una sola caduta in Interregionale e non ci saranno nemmeno i play out. E candidato certo alla retrocessione, se arriva a fine campionato, è il Catanzaro. Due punti in classifica, già penalizzato di un punto ed ora nuovamente deferito per cui sono attese altre penalizzazioni, i giocatori che sinora non hanno percepito un solo centesimo (domenica per protesta nel corso della gara col Pomezia si sono seduti per un minuto sul terreno di gioco). Il problema che tiene in apprensione la tifoseria è se a fine campionato l'attuale società reggerà oppure tirerà i remi in barca rimandando il Brindisi tra i dilettanti. I tifosi sperano che regga soprattutto in vista della rivoluzione che si preannuncia in Lega Pro.

Il calcio è in crisi e di questo se ne è accorto anche il vertice della Lega Pro. Le società professioniste sono tantissime. Tra Prima e Seconda divisione ci sono ben 85 società. Erano novanta, ma non si è riusciti a raggiungere questo numero nemmeno con i ripescaggi perché da quest'anno sono onerosi. E per questo in Seconda divisione c'è un girone composto da diciotto squadre e due da sedici. Mario Macalli, presidente della Lega Pro il 21 dicembre, nell'ultimo Consiglio federale del 2010, proporrà di anticipare la riforma a partire dal 2011: niente più Prima e Seconda divisione, ma tre gironi (com'era un tempo) di serie C con venti squadre ciascuno e blocco dei ripescaggi.

Non ci sono alternative. Lo scorso anno sono state cancellate venti società, quest'anno al momento sono trenta a non essere in regola. A maggio diventeranno molte di più. Così non si può andare avanti. Ci vuole una bonifica. Niente più avventurismi, ma poche società, solide, con bilanci a posto e giocatori regolarmente pagati. Basta con questi campionati farsa. In Prima Divisione la Pro Patria è prima in classifica nel suo girone ma non ha ancora dato un euro ai suoi giocatori. In questi giorni è stata deferita.

E il Brindisi? Dalla società rimbalzano notizie contraddittorie. Galigani nei giorni scorsi ha detto che c'erano giocatori che non erano stati pagati e non si intendeva farlo. Poi è stato reso noto il rinvio o l'approvazione del bilancio dello scorso campionato perché sospetta ci siano irregolarità. Ed è venuta fuori la storia del ricorso ai giudici, della prima cambiale non pagata. Intanto la squadra non gira come dovrebbe. Dopo un inizio fulminante è andata in caduta libera. E così anche le presenze allo stadio che nell'ultima gara, tra abbonati e biglietti venduti, non andavano oltre le cinquecento.

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