Galigani, un'autentica memoria difensiva contro gli attacchi di questi giorni

BRINDISI – “La Brindisi che ama il calcio e ne segue con grande passione gli eventi legati alla sua squadra vive un momento di legittima tensione, alla luce di voci che, allo stato, si sono introdotte nel tessuto connettivo del popolo tifoso, della stampa e, forse anche dei rappresentanti le istituzioni, per motivi che, al netto di pregiudizi, fonti non verificate e passaparola infondati, non trovano alcun riscontro obiettivo nella realtà. Se ci si ferma un solo attimo a chiedersi se mai uno solo degli attuali delatori per hobby o per professione abbia mai verificato tecnicamente e giuridicamente le proprie fonti, ci si rende conto che sono state diffuse con incauta generosità quantità immani di menzogne, offese e libere interpretazioni su fatti e persone che, solo per onor di verità, meriterebbero, probabilmente, più rispetto. Solo guardando i freddi numeri, si può tranquillamente affermare che nell’Italia del calcio l’attuale compagine societaria può involontariamente vantare il record di essere stata invitata a lasciare dopo soli 4 mesi, ovvero 120 giorni, di gestione. Ora questa società invita tutti, se ancora il pubblico tribunale inquisitorio gliene concede facoltà, a fare il punto della situazione”.

Vittorio Galigani (Foto Vito Massagli)

BRINDISI – “La Brindisi che ama il calcio e ne segue con grande passione gli eventi legati alla sua squadra vive un momento di legittima tensione, alla luce di voci che, allo stato, si sono introdotte nel tessuto connettivo del popolo tifoso, della stampa e, forse anche dei rappresentanti le istituzioni, per motivi che, al netto di pregiudizi, fonti non verificate e passaparola infondati, non trovano alcun riscontro obiettivo nella realtà. Se ci si ferma un solo attimo a chiedersi se mai uno solo degli attuali delatori per hobby o per professione abbia mai verificato tecnicamente e giuridicamente le proprie fonti, ci si rende conto che sono state diffuse con incauta generosità quantità immani di menzogne, offese e libere interpretazioni su fatti e persone che, solo per onor di verità, meriterebbero, probabilmente, più rispetto. Solo guardando i freddi numeri, si può tranquillamente affermare che nell’Italia del calcio l’attuale compagine societaria può  involontariamente vantare il record di essere stata invitata a lasciare dopo soli 4 mesi, ovvero 120 giorni, di gestione. Ora questa società invita tutti, se ancora il pubblico tribunale inquisitorio gliene concede facoltà, a fare il punto della situazione”.

Vittorio Galigani, presidente del Football Brindisi, dopo giorni di silenzio, ha deciso di parlare alla città, ai tifosi; di spiegare quello che è accaduto e quello che accadrà. Scenari che secondo Galigani non sono così foschi da poter ipotizzare il fallimento della società.  “Noi non siamo venuti qui per far fallire il calcio – dice-, a meno che non siamo proprio matti da dare in pegno i nostri beni e buttarli al vento. Abbiamo un momento di difficoltà e stiamo cercando di riportare il bilancio sui 500/600mila euro, che è quello consono per una squadra di C2. Questo ovviamente comporta dei tagli perché non ci possiamo permettere di pagare stipendi da 162mila euro lordi a Minopoli, o ad altri giocatori per poi fare due punti in dieci gare, Cejas, il cui stipendio era di 85mila euro, lo abbiamo lasciato andare perché è inutile pagare giocatori che poi non ti rendono. Se nelle ultime dieci gare avessimo fatto un punto a partita, staremmo in ben altra posizione di classifica e non staremmo ora parlando di questo”.

Gli aspetti societari. “L’attuale dirigenza – spiega Galigani - ha acquisito nell’agosto scorso il pacchetto azionario,rilevandolo dalla precedente dirigenza che, da quanto si racconta, e non certo per nostro personale giudizio, non è stata rimpianta, né invitata con cortei e manifestazioni di solidarietà, a rimanere alla guida del Brindisi Football 1912. Ad oggi, dichiariamo, avendone pieno titolo e diritto, di non avere il minimo problema di ordine economico, visto che il conto spese verso i fornitori dell’ordinaria amministrazione si attesta intorno ai 30.000 euro, per fatture non ancora scadute”. Galigani dice che ha già regolarizzato quattro affitti di abitazioni di calciatori, mentre per altri due si sta provvedendo. “Paventare oggi ipotesi di fallimento – prosegue - è assolutamente improvvido e scorretto. Abbiamo sospeso il pagamento di una delle rate dell’acquisizione societaria a favore della precedente proprietà, in presenza di fatti formali da chiarire in altre sedi, che rientrano nella nomenclatura dei rapporti tra privati, e quindi assolutamente fuori dalla pertinenza del pubblico dominio. Abbiamo altresì congelato dichiaratamente gli emolumenti a favore di tecnici e calciatori, per motivi legati al rendimento sportivo, di cui faremo cenno più avanti”.

E chiarisce: “A conferma di quanto siano a lunga scadenza i programmi di questa compagine societaria ci stiamo attivando, in occasione della finestra di calciomercato di gennaio, alla riduzione del monte stipendi che riteniamo spropositato rispetto alla categoria sportiva di nostra competenza, stante la presenza di contratti ereditati che raggiungono in alcuni casi la soglia dei 160.000 euro lordi per ciascun tesserato, dando facoltà ad alcuni di essi, di scegliere altre collocazioni in società che possano assecondare le loro legittime aspirazioni economiche. Ad oggi la rosa dei calciatori di prima squadra conta 28 tesserati, compreso il portiere Lorenzo Prisco che, pur avendo fatto richiesta di messa in mora, non si è mai allontanato dalla squadra. “La stessa rosa – prosegue Galigani - potrà essere parzialmente variata, con una logica di ringiovanimento dell’età media, anche nel rispetto delle indicazioni dettate dalla Lega Nazionale Calcio Professionistico”.

Attualmente sono andati via Lispi, Radi (“Era un peccato tenerlo qui, l’avevamo preso per calciare le punizioni e non gliele facevano tirare”), Coduti, Buono, Mortelliti, Novielli, Cejas e Cunsolo (a quest’ultimo è stato rescisso il contratto poche ore fa). Sono stati presi D’Avanzo e Tundo a minimo di stipendio sempre nell’ottica societaria di ridurre a 500/600mila euro il costo complessivo di gestione. “Per quanto concerne eventuali nuovi ingressi di proprietari in affiancamento agli attuali e l’avvicinarsi di un nuovo main sponsor di rilevante importanza – dice ancora il presidente Galigani - confermiamo l’esistenza degli uni e dell’altro, pur ammettendo e sottolineando che in presenza dell’attuale strategia denigratoria da parte delle componenti all’inizio citate, gli stessi nuovi partner in pectore potrebbero porsi giustificati dubbi e muoversi con le dovute cautele.

Poniamo inoltre in evidenza un altro aspetto che andrebbe meglio valutato quando si paventa e si chiede perentoriamente di cedere il titolo nelle mani del sig. sindaco di Brindisi: per favorire il passaggio, anche con modalità bonarie, occorre che la parte subentrante, necessariamente privata, e giammai pubblica, per legge, si faccia carico in solido di attività e passività in atto, indipendentemente dalla loro congruità, e si capisce che ciò può avvenire solo trattando direttamente tra privati. Gli stessi privati eventualmente disponibili, ed eventualmente proposti anche dal sig. sindaco, che invitiamo ancora una volta a prendere contatto con lo Studio Commerciale De Vita, pronto a dare tutti i ragguagli del caso. In ragione di tutto quanto esposto – sottolinea Galigani -, riteniamo che allo stato non è necessario partecipare ad alcuna riunione pubblica, pur riconoscendo alla stampa (quella iscritta ai Tribunali come testata giornalistica) il diritto di cronaca e di critica dei fatti le cui fonti siano state verificate, ed al popolo tifoso quello di approntare tutte le azioni di appoggio o più verosimilmente di contestazione, nel rispetto della democrazia, della non violenza e del serio lavoro altrui. Ribadiamo infine che, ove alla data del 15 febbraio p.v. ci trovassimo a convivere ancora con difficoltà di ordine ambientale, valuteremo le migliori soluzioni per liberare la Città dalla nostra sgradita presenza, nell’unico obiettivo di dare continuità al calcio brindisino”.

“Riprendiamo il concetto espresso in precedenza – prosegue il presidente - in tema di stipendi congelati al settore tecnico, per sottolineare come risulti almeno strano che nell’analisi dei risultati sportivi della squadra ci sia evidente differenza tra quelli acquisiti nelle prime cinque giornate di gara (quattro vittorie ed un pareggio), e le successive nelle quali sono stati raccolti (o raggranellati?) appena sei punti su trenta disponibili, a fronte di due gol realizzati, uno dei quali su rigore, a pochi minuti dalla fine, contro il Catanzaro. Ci permettiamo di arrogarci il diritto di chiedere ai nostri speciali lavoratori più produttività, atteso che anche le loro richieste di avvicendamento tecnico sono state nostro malgrado assecondate, senza che ne siano scaturiti positivi riscontri.Siamo anche, purtroppo a registrare la pessima prestazione della squadra nell’ultimo match Brindisi-Vibonese, a seguito del quale, come se non bastasse, siamo stati costretti a chiedere l’intervento della Procura federale per fatti che gli organi competenti avranno modo di chiarire, anche se il tempo dei verdetti sarà necessariamente lontano”.

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E conclude: “Non pensiamo di aver raggiunto la perfezione gestionale, ma riteniamo che le nostre pluriennali esperienze nel mondo del calcio dovrebbero al minimo sdoganare il riconoscimento unanime e congiunto delle nostre capacità di realizzazione di un progetto calcistico. Chi ritiene di poterci concedere un tempo minimo (siamo titolari del Football Brindisi 1912 da soli quattro mesi) per dimostrare che possiamo far bene anche in una città dimostratasi inizialmente ostile, sarà da noi apprezzato e certamente gratificato dai risultati gestionali e sportivi che noi quanto voi ci auguriamo.Gli altri li ringrazieremo anche per la loro opposizione, sicuri che alla fine, dovranno ricredersi”.

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