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Giorgio Flora torna libero, ma c'è una nuova richiesta di arresto della Dda

Il tribunale del Riesame di Bari ha rimesso in libertà Giorgio Flora, per insussistenza delle esigenze cautelari. Ma allo stesso tempo si apprende che la Dda di Catanzaro avrebbe chiesto al gip una nuova ordinanza di custodia cautelare nei confronti di gran parte delle persone indagate nell'ambito dell'operazione Dirty Soccer, fra cui quelle coinvolte nel filone brindisino

BRINDISI – Il tribunale del Riesame di Bari ha rimesso in libertà Giorgio Flora, per insussistenza delle esigenze cautelari. Ma allo stesso tempo si apprende che la Dda di Catanzaro avrebbe chiesto al gip una nuova ordinanza di custodia cautelare nei confronti di gran parte delle persone indagate nell’ambito dell’operazione Dirty Soccer, fra cui quelle coinvolte nel filone brindisino: Antonio Flora, ex proprietario della Ssd calcio Città di Brindisi; lo stesso Giorgio Flora, ex vicepresidente; l’attuale proprietario Vito Morisco; il consulente di mercato Savino Daleno. Questi finirono in carcere lo scorso 19 maggio, con l’accusa di aver preso parte alle combine di due partite disputate dal Brindisi nel corso del campionato di Serie D conclusosi poche settimane fa: Brindisi-San Severo 2-1 del 30 novembre 2014 e Pomigliano-Brindisi 0-4 del 14 dicembre 2014.

Si tratta di due fra le numerose partite dei campionati di Lega Pro e Serie D della stagione 2014/2015 il cui esito sarebbe stato condizionato da un’organizzazione con ramificazioni in tutta la penisola, dedita alle scommesse sui risultati degli incontri calcistici. Per quanto riguarda il sodalizio di via Benedetto Brin, Daleno era stato scarcerato dopo pochi giorni l'arresto. Il gip del tribunale di Trani, dopo averlo interrogato per rogatoria, non ravvisò il pericolo di fuga e quindi non convalidò il provvedimento di fermo di indiziato di delitto emesso a suo carico.

Si trovano invece ai domiciliari con l’accusa di frode sportiva (quella di associazione mafiosa allo stato è caduta) Antonio Flora e Morisco. Stamani si è svolta l’udienza riguardante l'istanza di scarcerazione presentata dall'avvocato di Giorgio Flora, il quale, come detto, è tornato libero. Il prossimo 8 giugno toccherà a Vito Morisco,

Quest’ultimo, difeso dall’avvocato Gianluca Loconsole, si ritrova anche nella (scomoda) posizione di intestatario del 98 per cento di quote del club biancazzurro, detenute fino allo scorso marzo dall’imprenditore barese, oltre che di amministratore unico della società. E sul destino della società non vi è ancora alcuna certezza. Da fonti vicine a quel che resta del Brindisi, si apprende che Morisco starebbe valutando l’ipotesi di portate in tribunale le scritture contabili. E’ da vedere, però, se sussistono i presupposti legali per farlo. Perché per il fallimento di una società deve essere acclarato e non solo presunto lo stato di insolvenza, cioè l’impossibilità di far fronte al pagamento dei debiti.

Vito Morisco e Savino Daleno-2Morisco vuole evidentemente liberarsi di questo fardello, per dimostrare ai giudici di essere oramai fuori dal mondo del calcio e potersi concentrare esclusivamente sul fronte giudiziario. Ma ad oggi, da quanto riferito dall’avvocato Loconsole, nessuno ha manifestato alcun interesse per le quote del Città di Brindisi (oltre al 98 per cento in mano a Morisco, c’è un 2 per cento intestato a Stefano Casale). E chi, d’altronde, potrebbe anche solo prendere in considerazione l’idea di rilevare una società indebitata (non si sa quanto), sulla quale pende la spada di Damocle della giustizia sportiva (l’iscrizione al campionato di Serie D va fatta entro la prima metà di luglio, ma le decisioni del tribunale federale, che quasi certamente disporrà la retrocessione del Brindisi in Eccellenza, difficilmente arriveranno prima di agosto)?

In questo scenario, se si vuole tenere in vita il calcio brindisino, l’unica strada percorribile è quella di fondare una nuova società, che avrebbe davanti a sé due opzioni: ripartire dalle categorie inferiori; acquistare il titolo sportivo di una società della provincia che orbita fra la Promozione e l’Eccellenza.

Ma anche qui si ripropone una questione di non poco conto. Dove andare a prendere le risorse economiche per allestire una squadra competitiva? All’orizzonte non si vede alcun imprenditore disposto a investire nel calcio locale. Le istituzioni continuano ad assistere indifferenti all’agonia della maglia con la V. Solo l’associazione polisportiva “PerBrindisi” onlus sta facendo qualcosa di concreto per smuovere le acque (e le coscienze), anche se la campagna di sottoscrizione quote lanciata qualche settimana ancora non decolla. E fra i tifosi, purtroppo, comincia a farsi largo una rassegnazione che sa di resa. 

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