Grave errore del Viminale, gli ultras senza tessera accanto alle famiglie

BRINDISI – Quei cento tifosi avellinesi messi nella gradinata accanto ai tifosi del Brindisi, per lo più tranquilli genitori, con figli e mogli al seguito. La polemica per questa decisione non accenna a diminuire, nonostante tutto si sia risolto con qualche spintone, magari qualche calcione tra opposti tifosi e tanti supporter del Brindisi che stavano in gradinata costretti a lasciare lo stadio per timore di essere coinvolti in scontri.

I brindisini esultano, in tribuna invece tensione

BRINDISI – Quei cento tifosi avellinesi messi nella gradinata accanto ai tifosi del Brindisi, per lo più tranquilli genitori, con figli e mogli al seguito. La polemica per questa decisione non accenna a diminuire, nonostante tutto si sia risolto con qualche spintone, magari qualche calcione tra opposti tifosi e tanti supporter del Brindisi che stavano in gradinata costretti a lasciare lo stadio per timore di essere coinvolti in scontri.

E’ il risultato dell’entrata in vigore della tessera del tifoso. Gli ospiti muniti di tessera vanno nel settore ospiti mentre gli altri vengono collocati accanto ai tifosi locali. Siamo all’impazzimento totale. Chi ha preso queste decisioni evidentemente ha dimenticato che tanta di questa gentaglia va allo stadio per scaricare i propri istinti violenti e non per vedere la partita. Una collocazione che non è stata solo nel Fanuzzi. E siccome per la tessera del tifoso c’è contestazione, nessuno degli ultras la vuole fare altrimenti si viene “schedati” e quindi si è facilmente individuabili.

Oggi, quindi, negli stadi si sono presentati i tifosi delle squadre ospiti senza questa tessera e con il problema della loro collocazione. Nei settori di norma loro assegnati, che sono recintati e separati dalla tifoseria locale, non potevano andare perché destinati ai possessori di tessera. E allora dal Ministero dell’Interno è arrivata la genialata: mettiamoli nelle gradinate, accanto ai locali. Ma non ci sono transenne divisorie? E che importa? Ci sono gli steward!

A Brindisi per fortuna c’è stata solo qualche scaramuccia tra il centinaio di irpini e qualche locale. Nel secondo tempo, quando gli avellinesi hanno gridato: “Dove sono i nostri nemici?”, e i brindisini hanno risposto: “Figli di puttana come la Salernitana”. Con replica degli ospiti: “Odiamo tutta la Puglia”. Per carità, non ci soffermiamo sullo spessore culturale di queste frasi, ma sul fatto che sono bastate queste stupidissime frasi a scatenare gli avellinesi contro i tranquilli spettatori della gradinata. C’è stato il fuggi fuggi dei locali.

C’erano molte donne e bambini tra loro. Come se non bastasse era aperta la porta che collega la Curva sud, territorio dei locali, con la gradinata. Prima di riuscire a chiuderla cinque ultras di Brindisi sono entrati nella gradinata per affrontare gli irpini. Le forze dell’ordine sono riuscite a riportare la calma. Ma il rischio corso è stato enorme.

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“Noi avevamo posto il problema alle autorità competenti – spiega il presidente del Brindisi Vittorio Galigani -, ma ci è stato risposto che il Ministero dell’Interno, a sua volta informato dalla questura di Brindisi, aveva disposto ugualmente di collocare i tifosi ospiti in quella zona della gradinata”. L’esordio di questa tessera del tifoso non è stato dunque positivo. Bisognerà apportare immediatamente correttivi per evitare che i tifosi delle opposte fazioni possano finire a contatto di gomito. Prima che gli incidenti si verifichino con conseguenze gravi.

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