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Happy Casa: roster costruito male, ora i “tagli” giusti per una svolta immediata

A rischio la posizione di classifica per entrare nelle Final Eight di Pesaro.  Esami strumentali per Alessandro Zanelli

BRINDISI - La sconfitta subita dalla Vuelle Pesaro stabilisce con definitiva certezza il valore assoluto del roster di Happy Casa Brindisi della stagione 2021-22. La valutazione di quest’ultimo risultato negativo, che segna la quinta sconfitta nelle ultime sei partite disputate, va analizzato contestualmente alle altre prestazioni che le hanno determinate, risalendo obiettivamente e realisticamente alle origini. Questa squadra è stata costruita male, sulla base di presupposti che non potevano avere risvolti postivi, a cominciare dalla” scommessa Clark”, da Carter e per finire a Josh Perkins.

Inizio da grande squadra con il “miracolo italiano” e Nick Perkins

Le sei vittorie consecutive conquistate ad inizio campionato avevano relativamente coperto le lacune del roster grazie a risultati ad effetto ottenuti dovuti alle straordinarie condizioni fisiche e di forma del “gruppo Italia”, con Raphael Gaspardo e Mattia Udom che così sono riusciti a meritarsi la convocazione in Nazionale, con il consueto apporto di Alessandro Zanelli e con un più che promettente inizio di Riccardo Visconti, oltre al bravo Lucio Redivo. Con loro la “colonna portante” della squadra Nick Perkins, presentatosi ad inizio stagione già in forma smagliante e del buon avvio di Nathan Adrian, con Jeremy Chappell in sordina, che hanno permesso la lunga striscia di vittorie riproponendo al basket nazionale una Happy Casa nuovamente protagonista.

Redivo-2

Roster insufficiente per campionato e Champions

L’inizio della Champions League ha poi di fatto scoperto i limiti della squadra perché il roster così composto, con due americani come Clark e Carter praticamente impresentabili, con Josh Perkins discontinuo in cabina di regia, la squadra non poteva reggere lo sforzo fisico e mentale delle due competizioni e delle elative trasferte. Era facilmente prevedibile che l’impegno nelle due competizioni avrebbe lasciato il segno, determinando anche il calo di Nick Perkins chiamato ad autentiche battaglie sotto i canestri al limite di minutaggio completo, praticamente con pochi aiuti e senza un possibile cambio, e di Adrian Nathan. Si sono poi aggiunti gli infortuni di Lucio Redivo ed Alessandro Zanelli che hanno ancora di più accorciato le rotazioni a disposizione di coach Vitucci.

Storia di un flop annunciato

 Era facile prevedere che puntare su Wes Clark, soprattutto impiegato nel ruolo di “guardia”, sarebbe stato un prevedibile salto nel buio, non avendo il giocatore americano notoriamente i requisiti fondamentali per ricoprire il compito, né le capacità di leadership. A ciò aggiuntasi che Clark era reduce da infortunio per cui ha dovuto poi impegnarsi per mesi prima di ritornare in una condizione di forma accettabile, rimanendo fermo per buona parte dell’inizio di campionato.

Wes Clark, Happy Casa Brindisi-3-2

L’esperienza di Wes Clark a Brindisi, tuttavia, sembra essersi definitivamente conclusa con quegli ultimi venti secondi di autentica follia quando domenica scorsa, contro Pesaro, ad inizio del secondo quarto, ha perso palla e commesso fallo su Moretti, sfiorando l’antisportivo” ed appena 20 secondi dopo ha perso ancora banalmente palla, prima che coach Vitucci lo richiamasse in panchina.

…e di una storia mai iniziata

Sono bastati poi pochi scampoli di partita per rendersi conto che Myles Carter era completamente inadeguato per un campionato impegnativo come quello italiano di Lega A ed inadatto ad affrontare la Champions League in qualità di straniero ingaggiato perché avrebbe dovuto completare il roster e consentire una valida alternativa a Nick Perkins e ad Adrian Nathan. In quel poco di minutaggio che coach Vitucci ha voluto impiegarlo Myles Carter ha colmato le caselle del suo score personale di una lunga serie di “0”, con una presenza insignificante in ogni angolo del terreno di gioco. Del roster brindisino fa parte anche Scott Ulaneo, ma il giocatore italo-londinese, ala di 205 centimetri, è stato impiegato solo in rare occasioni e per pochi minuti. E c’è poi Josh Perkins, il play che avrebbe dovuto realizzare in campo la filosofia e le direttive di gioco volute da coach Vitucci, che doveva guidare la squadra con la dovuta saggezza tattica, con Wes Clark in posizione da “guardia”, e che si è fatto notare di più per le sue fantasiose acconciature, senza mai incidere in termini di gioco e di punti.

Ora i “tagli” dovuti e si dia inizio ad un “nuovo” campionato

La New Basket Brindisi e lo staff tecnico sono consapevoli che c’è bisogno di una svolta immediata per evitare di ritrovarsi in situazione di classifica a cui non si era più abituati, con il rischio di essere condizionati dal timore di compromettere l’ingresso nelle Final Eight. Chiari sintomi di nervosismo già si sono visti contro Pesaro con i 13 tiri liberi sbagliati (16/29), l’incredibile rimessa di Jeremy Chappel (il giocatore più esperto della squadra!) con palla consegnata a Jones a 37” dal termie con il risultato su 84-84, mentre i possibili ricevitori non riuscivano ad uscire dai blocchi e smarcarsi, una difesa sempre più” allegra” che concede 91 punti a Pesaro di cui 50 nel secondo tempo. Si decidano ora i “tagli” immediati per dare una scossa alla squadra e favorirne la ripresa immediata. Lo staff tecnico dispone di professionalità riconosciute in campo nazione come il coach Frank Vitucci ed il direttore sportivo Simone Giofrè che non mancheranno di operare le scelte migliori e le più opportune.

L’infortunio ad Alessandro Zanelli

Lo staff medico della New Basket Brindisi tiene sotto osservazione il ginocchio sinistro di Alessandro Zanelli, infortunatosi durante la partita contro Pesaro.

Zanelli infortunio-3

“Ad oggi nessuna diagnosi è ancora possibile. Attendiamo che il ginocchio si sgonfi prima di sottoporlo alla necessaria tac per verificare l’entità del danno” – ha detto il responsabile dottor Dino Furioso- “Successivamente il giocatore sarà visitato dallo specialista dottore Antonio Orgiani e dal dottore Peppino Palaia per ogni eventuale necessità”. 

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