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Domenica, 5 Dicembre 2021
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I Barretta: "Il Brindisi nel professionismo solo grazie a noi"

BRINDISI - Sono stati chiamati indirettamente in causa, e stasera hanno voluto rispondere. Sono gli ex presidenti del Football Brindisi, Francesco e Giuseppe Barretta, che puntualizzano in un comunicato come la squadra sia entrata nel professionismo solo grazie al loro impegno organizzativo e finanziario. Lo scontro odierno sulle sorti del calcio locale è un'altra rappresentazione del malessere che attraversa in questi mesi lo sport brindisino. Ma forse è il momento di sottolineare che si tratta di una situazione che non riguarda solo i colori biancazzurri nelle varie discipline, ma la maggior parte delle società italiane in crisi soprattutto finanziaria. E che i Comuni hanno appena i soldi per garantire i servizi essenziali ai cittadini. E' in questo scenario che occorre ragionare.

BRINDISI - Sono stati chiamati indirettamente in causa, e stasera hanno voluto rispondere. Sono gli ex presidenti del Football Brindisi, Francesco e Giuseppe Barretta, che puntualizzano in un comunicato come la squadra sia entrata nel professionismo solo grazie al loro impegno organizzativo e finanziario. Lo scontro odierno sulle sorti del calcio locale è un'altra rappresentazione del malessere che attraversa in questi mesi lo sport brindisino. Ma forse è il momento di sottolineare che si tratta di una situazione che non riguarda solo i colori biancazzurri nelle varie discipline, ma la maggior parte delle società italiane in crisi soprattutto finanziaria. E che i Comuni hanno appena i soldi per garantire i servizi essenziali ai cittadini. E' in questo scenario che occorre ragionare.

I l comunicato dei Barretta

Dopo aver letto il comunicato diffuso da Palazzo di Città riferito alla questione calcio, abbiamo deciso di esprimere il nostro pensiero, visto che siamo stati nuovamente chiamati in ballo. Per fare le nostre precisazioni, però, dobbiamo necessariamente ricordare ancora una volta che abbiamo annunciato la nostra decisione di voler lasciare il calcio ad aprile proprio per lasciare il tempo alle istituzioni di organizzarsi ed agli eventuali imprenditori, locali e non, di farsi avanti.

La famosa cordata di imprenditori (di cui ancora oggi non abbiamo avuto il piacere di conoscere nella sua interezza i componenti), è venuta a galla il 21 luglio, in maniera comunque poco chiara e che pretendeva di avere la società gratis, come più volte manifestato, quando la squadra era già iscritta e, quindi, con ulteriori esborsi da parte della famiglia Barretta. Il tutto, peraltro, a sole 48 ore dalla scadenza della domanda di ripescaggio, senza che ci fossero più i tempi tecnici per presentare l'istanza.

Gli unici che si sono presentati con un'offerta economica concreta e decisi a rilevarla erano Galigani e Pupino. Ed in quel momento, quella dei due imprenditori tarantini ci è sembrata la scelta più conveniente per la società e più giusta per il prosieguo del calcio a Brindisi. Tutto questo è stato peraltro confermato dalle dichiarazioni e dai commenti della stessa stampa, relativamente ai primi mesi di gestione della nuova proprietà, con i commenti entusiastici sia da parte dei giornalisti che dei tifosi, i quali mettevano spesso in evidenza anche una migliore gestione rispetto alla nostra.

Infine, in riferimento al comunicato emesso del presidente Galigani in riposta a quello del sindaco - pur comprendendo il suo malumore rispetto alla sensazione di abbandono da parte di tutti, la stessa provata da noi per sei anni e che ha rappresentato uno dei principali motivi per i quali abbiamo deciso di abbandonare il calcio - lo stesso Galigani, nel momento in cui ha acquistato la società, era perfettamente a conoscenza dei contratti onerosi esistenti.

Contratti, peraltro, di calciatori validi che lo scorso anno hanno sfiorato la promozione in C1 sul campo e su cui sarebbe stato il caso di puntare, senza bisogno di spendere ulteriori soldi per fare una rosa di oltre 40 atleti. Ci permettiamo di dire questo, sebbene ci rendiamo conto che non è corretto entrare nei meriti della gestione di chi ha succeduto, perché il sig. Galigani molte volte, anzi troppe volte, si è permesso di giudicare la nostra gestione.

Riguardo gli stipendi di maggio e giugno, facevano parte dell'accordo e lui stesso ha chiesto di accollarsene l'onere, perché sono andati in detrazione dal prezzo d'acquisto della società, avendo per lui il vantaggio di poterli pagare entro il mese di settembre e non al momento dell'atto. Ci dispiace essere stati chiamati in causa anche da chi, amministrazione comunale, attraverso i suoi due massimi esponenti, in colloqui privati ma soprattutto in occasione di conferenze stampa, interviste e presentazioni della squadra, hanno dichiarato di volersi adoperare per fare da tramite con aziende locali, al fine di supportare il calcio. Cosa che non è mai avvenuta, tanto che se il calcio brindisino oggi è nel professionismo è solo grazie a noi.

E a chi, proprio di recente, ha avuto il coraggio di dire che la vecchia proprietà è stata destinataria di sponsor, ribadiamo che in sei anni abbiamo fatto quasi esclusivamente tutto da soli, fatta eccezione per un paio di aziende ed un paio di amici imprenditori che hanno contribuito per quanto era nelle loro possibilità. Le difficoltà economiche di cui si parla tanto in questo momento nel mondo del calcio possono finalmente far capire gli sforzi che abbiamo sostenuto in tutti questi anni. Alla fine, quindi, ancora parole su parole, ma i fatti veri e concreti sono solo quelli che per sei anni hanno caratterizzato la nostra gestione.

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