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Brindisi supponente e perdente: servirà un miracolo per raggiungere i playoff

Dopo la sconfitta all'over time contro Pesaro, sonora contestazione nei confronti della squadra. Pieno sostegno invece alla società e al presidente Marino

BRINDISI - Supponenti e perdenti. La sconfitta dell’Enel Brindisi contro Pesaro, squadra ultima in classifica e reduce da una sconfitta interna contro Cremona in una sorta di sfida fra candidate alla retrocessione, è improponibile e spiegabile solo con la supponenza dei singoli giocatori e con la presunzione che ha determinato un pauroso crollo tecnico e tattico che, salvo un miracolo, preclude la possibilità di accesso ai play off.

No. Non solo presunzione! E’ un sceneggiatura che ha caratterizzato tutto un campionato, partite ed errori già visti e sconfitte ripetute in fotocopia che hanno rallentato l’ascesa della squadra e che ora compromettono il traguardo dei play off, ritenuto di importanza vitale per la società e per il futuro del basket brindisino.

L’Enel Brindisi, come squadra, come singoli e come “panchina” ha molte colpe da farsi perdonare per una sconfitta come quella subita contro Pesaro (seguita a quella assurda di Sassari), inaccettabile ed ingiustificabile, nella forma e nella sostanza, tenuto conto dell’importanza che il risultato rivestiva per la classifica e per  la società che certamente avrebbe  voluto mettere l’accesso ai play off sul piatto della bilancia nella trattativa-fiume con l’Enel per il rinnovo del contratto di sponsorizzazione.

In pochi minuti, quelli che vanno dal 33 in poi, la squadra ha dilapidato un tesoretto di ben 15 punti (74-59), giocando al tiro al bersaglio quasi fosse al luna park, con coach Sacchetti dalla panchina incapace a frenare la folle corsa dei suoi giocatori e di trovare il giusto rimedio per attaccare una semplice ed elementare “zonetta” schierata da coach Spiro Leka nel tentativo disperato di mettere freno a M’Baye e compagni, notoriamente pericolosi nell’”uno-contro –uno”.

E’ vero che l’Enel Brindisi per proprie caratteristiche di gioco non è squadra capace di gestire il gioco e che è difficile convertire il suo “corri e tira” in una gestione razionale del punteggio, ma contro Pesaro la squadra ha superato ogni limite praticando una folle corsa al tiro improvvisato, mai costruito, in una partita che valeva un campionato e che avrebbe richiesto una più sensata conduzione dalla panchina ed una maggiore responsabilità da parte dei giocatori più esperti.  

Nel basket i numeri hanno spesso un significato e spiegano e confermano le impressioni: contro Pesaro l’Enel Brindisi è corsa a canestro all’impazzata ed ha tirato per ben 42 volte dall’arco dei 3 punti e per 39 occasioni da 2 punti, cioè per ben 81 volte la squadra ha attaccato il canestro avversario, stabilendo sicurante un record con una  frequenza che non si  registra neppure in Nba, ed ha poi subito passivamente un break di 7 a 21 da una squadra ultima in classifica, senza avere una reazione proporzionata all’importanza che la partita rivestiva ed una risposta tattica adeguata alle necessità in difesa.

La difesa? Sono stati commessi ben 11 falli su Rotnei Clarke, cioè proprio sul giocatore infallibile dalla lunetta con il suo 10 su 10 (ma si può?), fatto poi crescere con i 33 punti realizzati (7/9 da 2 punti e 3/3 da 3 punti!), giocatore che ha tagliato a proprio piacimento la difesa brindisina. Ed ancora la difesa ha concesso spazi enormi a Jarrod Jones e Marcus Thornton, i soli  giocatori di buon livello di Pesaro (ma a campionato finito si potrà vedere un solo tagliafuori?).

Così non è stata mai proposta una inversione tattica al tiro al bersaglio cercando più profondità e di servire Samuels sotto i tabelloni che, sia pure in sovrappeso ed in ritardo di preparazione, avrebbe potuto significare un alternativa da  proporre in una serata di lucida follia in cui tutto è sembrato scorrere verso la sconfitta senza alcun argine. Non a caso è stato di Samuels il canestro da sotto messo a segno, fallo subito e libero realizzato, che ha portato la squadra da 90-92 a 93-92, riaprendo la partita a pochi secondi dalla fine.

Come a testimoniare di una serata senza direzione e di incredibile tendenza alla sconfitta, allo scadere del supplementare l’Enel Brindisi ha affidato a Marco Spanghero, entrato a freddo qualche secondo prima a sostituire Nic Moore, l’ultimo tiro della partita, da 3 punti dall’angolo! Nessuna colpa da attribuire a Marco Spanghero, che invece si è preso la responsabilità del tiro, ma certamente non toccava ad un giocatore che era da considerare fuori dal contesto finale incandescente della partita, il tiro più difficile della serata.

C’è ora da ricostruire un rapporto ormai rovinato fra il pubblico e la squadra. Da tempo non si verificava una contestazione così forte da parte della tifoseria del PalaPentassuglia nei confronti dei giocatori e della panchina, ma con tanto di solidarietà espressa invece nei confronti della società, del presidente Nando Marino e di tutti gli altri soci e dei sostenitori di “Brindisi vola a canestro”, per i sacrifici fin qui compiuti per completare un organico di buon livello capace di aggiudicarsi l’accesso ai play off.

Sabato prossimo sarà ospite del PalaPentassuglia l’EA7 Olimpia Milano, capolista del campionato. Ci si aspetta dalla squadra uno scatto d’orgoglio ed una prova convincente che possa sia pure parzialmente ripagare i tifosi per le mortificanti prestazioni subite e per tenere in piedi  le residue speranze di ottenere un posto nei play off.

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