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L'Enel Brindisi va in "blocco" contro Brescia, trappola per coach Sacchetti

Né "up" né "down". Questa volta l'Enel Brindisi contro Brescia è andata proprio in "blocco", perdendo una straordinaria occasione per fare un gran salto nelle posizioni di classifica, mettendo al sicuro i punti preziosi per garantirsi la permanenza in serie A

BRINDISI - Né  “up” né “down”. Questa volta l’Enel Brindisi contro Brescia è andata proprio in “blocco”, perdendo una straordinaria occasione per fare un gran salto nelle posizioni di classifica, mettendo al sicuro i punti preziosi  per garantirsi la permanenza in serie A e, semmai, posizionarsi in zona play off. La squadra di coach Sacchetti si è fatta sorprendere dalla Germani Basket Brescia e non ha avuto la forza mentale e la capacità tattica di reagire per aggiudicarsi una partita che in apparenza si presentava facile e, comunque, alla portata dell’Enel Brindisi. Brescia ha vinto perché le è stata offerta su un piatto d’argento una occasione irripetibile e, soprattutto, perché coach Andrea Diana ha predisposto un piano partita ineccepibile, realizzato alla perfezione dai suoi giocatori, sorprendendo coach Sacchetti che, invece, non ha saputo interpretare e leggere la partita nei momenti cruciali.

L’Enel Brindisi è andata in confusione tattica di fronte allo schieramento programmato ed attuato da coach Andrea Diana (ma non doveva essere esonerato?) che si è sviluppato con un vasto assortimento di “zone” ed ha sofferto la difesa spesso allungata in zone-press dai bresciani ed una efficace e continua “match-up”, realizzate con lo scopo preciso di rallentare il gioco in velocità e di limitare così i pericoli che potevano portare i tiratori brindisini. Una specie di “trappola” ben organizzata e riuscita per l’Enel Brindisi, per M’Baye, Scott e Joseph. 

Enel Brindisi-Brescia palla a due-2

La squadra ha continuato a praticare il “run and gun”, il “corri e tira”, preferito da coach Sacchetti, senza però riuscire a prendere le opportune contromisure, come se non si trovasse di fronte ad un avversario che stava vincendo la partita proprio sul piano dell’impostazione tattica, ed ha continuato a tenere lo stesso atteggiamento per tutto l’incontro, anche quando Brescia era in bonus e schierava in campo molti giocatori con 3 e 4  falli a carico.

La partita poi ha preso un piega negativa proprio nel momento in cui l’Enel Brindisi, sia pure a fatica, sembrava stesse per avere il sopravvento su Brescia, quando con una vantaggio acquisito di 8 punti (60-52), gli arbitri hanno fischiato con evidente eccesso di zelo un fallo tecnico alla panchina brindisina, consegnando il pallone a Luca Vitali che ha realizzato il tiro libero ed ha operato la rimessa che ha dato inizio ad un clamoroso break di 13 a 0! Si era al 28’ di gioco del terzo tempo e sono stati due minuti di lucida follia della squadra, minuti trascorsi fra tiri forzati e sbagliati, palle perse e recuperi impossibili, in particolare con una difesa impresentabile, che hanno consesso a Marcus Landry di fare il fenomeno ed esibirsi in una spettacolare prestazione parziale, con un 3 su 3 nel tiro da tre punti ed un canestro da sotto che ha prodotto alla sua squadra ben 11 punti e consentito di chiudere il terzo tempo in vantaggio di 2 punti (63-65). 

Cardillo, Enel Brindisi-Brescia-2

E’ evidente che da quel momento in poi l’inerzia della partita è stata completamente stravolta, ma è anche certo che l’Enel Brindisi ha continuato a vivere la sua confusione tattica fra 16 palle perse e “rimesse” banalmente sbagliate e consegnate agli avversari,  che ha peggiorato la sua prestazione presentando una difesa imbarazzante, che subisce un passivo di 91 punti in casa, ancora alle prese con la lezione numero uno sul “tagliafuori”, dove Danny Agbelese non ha ancora trovato la giusta collocazione e Robert Carter (2  punti realizzati e 2 soli rimbalzi catturati)  è troppo molle contro avversari decisi e determinati,  ed un attacco che ha continuato il suo tiro al bersaglio contro la difesa schierata di Brescia, senza mai cercare un solo tiro costruito. 

E’ emersa soprattutto nell’ultimo periodo la mancanza di un play di ruolo e la “serata –no” di Phil Goss (1/6 al tiro!), il giocatore che per esperienza e mezzi tecnici avrebbe dovuto assumere la leadership della squadra, riportarla sui giusti equilibri tattici, interpretare e leggere la partita in quella fase finale determinante per il risultato, e la inadeguatezza di AJ English ad interpretare il ruolo in cabina di regia. Con il rientro del play maker Nic Moore, dato per certo per la partita contro Cantù, in programma lunedì sera, lo staff tecnico e la società dovranno decidere sull’eventuale ”taglio” di English, che allo stato appare il più probabile, e sul possibile prolungamento del contratto a tempo determinato di Phil Goss, in scadenza a dicembre.

M'Baye 2, Enel Brindisi-Brescia-2

Ma sarà opportuno conoscere anche quale contributo potranno dare alla squadra i giocatori italiani, considerato che coach Sacchetti contro Brescia, non ha ritenuto di utilizzare Marco Spanghero, nonostante le difficoltà registrate in cabina di regia con Goss ed English, che Daniel Donzelli ha giocato meno di un minuto e che Giorgio Sgobba non è stato finora impiegato in campionato. 

Dopo sette partite dall’inizio del campionato è giunto il momento di tirare le somme e capire su quale roster coach Sacchetti dovrà fare affidamento per realizzare gli obiettivi della società e le aspettative della tifoseria brindisina. C’è infine da segnalare lo stravagante atteggiamento di una parte, sia pure limitata, della tifoseria che lascia le gradinate del PalaPentassuglia quando manca un minuto alla fine della partita con la squadra che ha ancora la possibilità di rimontare 7 punti di svantaggio. Ma non è da tutti la cognizione che le partite di basket si giocano e spesso si vincono all’ultimo decimo di secondo e che, molto spesso, la partecipazione attiva dei tifosi può essere decisiva. 

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