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Finanziementi per lo sport: tre milioni a Fasano, Brindisi assente. Vince l'apatia

Il Comune non ha partecipato alla corsa ai finanziamenti rivenienti dall'accordo fra Regione Puglia e Credito Sportivo, ed è rimasto perciò fuori dall'elenco degli impianti sportivi proposti e finanziati dal Governo

BRINDISI - Se la Fip è la  Lega Basket dovessero definire l’accordo da tempo avanzato per cui verrà imposto alle società il limite minimo di capienza di 5 mila posti a sedere per poter disputare i play off scudetto, alla New Basket Brindisi verrebbe definitivamente preclusa questa straordinaria opportunità.

L’impianto di contrada Masseriola, infatti, dispone di una capacità limitata a 3 mila e 534 posti, molti dei quali inservibili per l’assoluta mancanza di visuale del rettangolo di gioco ed inoltre la New Basket Brindisi rimarrebbe isolata dal grande basket nazionale da questa insuperabile restrizione in quanto i play off scudetto non si potrebbero disputare neppure in Puglia, visto che il PalaFlorio di Bari ha una capienza massima di 4 mila e 540 posti.

Fino ad ora, tuttavia, è come se il problema non riguardasse nessuno. In rispettoso silenzio istituzionale è rimasto non solo il Comune, ma anche  la società New Basket, che pure è direttamente coinvolta nelle decisioni Fip-Lega, e l’associazione “Brindisi vola a canestro” la cui azione non dovrebbe esaurirsi nell’encomiabile e prezioso supporto finanziario, ma avere altresì un ruolo decisivo e propositivo nei rapporti esterni per appoggiare la società nelle soluzioni istituzionali difronte al chiaro disimpegno politico, e per non vanificare i propri sacrifici. E così anche i club dei tifosi brindisini che dovrebbero far sentire con forza il proprio peso e la propria voce non solo per incitare la squadra nel PalaPentassuglia, ma essere più presenti e protagonisti di iniziative propositive  per sollecitare l’interesse dell’amministrazione comunale.

E nel clima di assuefazione generale e di colpevole silenzio è coinvolta anche gran parte della stampa brindisina che dovrebbe uscire dalla logica delle ”veline di palazzo” per portare alla ribalta con obiettività ed il giusto equilibrio ogni problema che riguarda i cittadini e lo sport. E’ come se la squadra di basket che partecipa con orgoglio al campionato nazionale di serie A e che  porta sulle maglie il nome della città ed il logo della Regione Puglia in giro  sulle più  importanti piazze nazionali ed europee, in Germania, in Francia, in Belgio, in Spagna, in Olanda (Berlino, Gran Canarie, Le Mans, Ludwigsburg ecc.) non  rappresentasse il Comune di Brindisi e non consigliasse l’amministrazione ad assumere impegni conseguenti.

Ed, invece, il Comune è risultato assente nella recente corsa ai finanziamenti rivenienti dall’accordo fra Regione Puglia e Credito Sportivo, ed è rimasto perciò fuori dall’elenco degli impianti sportivi proposti e finanziati dal Governo, a fondo perduto, con la legge “Sport e Periferie”, come se non ci fosse alcuna urgente necessità di candidarsi ai sussidi proposti per realizzare o ristrutturare la dotazione impiantistica ed accedere al Fondo di 100 milioni nel triennio 2015-17, istituito per il potenziamento delle attività  agonistiche nazionali, nonostante le continue informative e le meritorie  sollecitazioni da parte dei rappresentanti del Coni provinciale e regionale.

Più volte il Coni (in particolare  Nicola Cainazzo ed Elio Sannicandro) si è reso parte diligente per incontrare  nel tempo, prima i rappresentanti della Giunta Consales, poi il Commissario Castelli e successivamente la sindaca Carluccio e  gli attuali amministratori comunali, per informare, sollecitare e  sostenere la partecipazione ai bandi nazionali e regionali allo scopo di risolvere l’annoso problema della riqualificazioni di tutti gli impianti sportivi della città, ed in particolare della vetustà ed inadeguatezza del palasport di Brindisi che avrebbe potuto avere concrete possibilità di finanziamento e facilitazioni.

In quell’elenco di opere finanziate sono risultati presenti il Comune di Cisternino  e  soprattutto il Comune di Fasano che dall’attuazione della legge “Sport e Periferie” ha ottenuto 2 milioni di finanziamento  per la costruzione di un palasport polivalente ed anche  1 milione e mezzo dalla Regione Puglia, grazie ad un emendamento alla legge di bilancio 2016 proposto e voluto dal fasanese Fabiano Amati, Presidente della Commissione al Bilancio, raggiungendo la ragguardevole somma complessiva di 3 milioni e mezzo. Un risultato straordinario, quello ottenuto da Fasano, con evidenti e  comprensibili ricadute di carattere finanziario ed occupazionale sulla città, reso possibile quando la politica, gli amministratori ed i dirigenti comunali dimostrano senso di appartenenza, capacità progettuale e di intercettare ogni forma di finanziamento utile a realizzare opere pubbliche.

Ora un nuovo protocollo d’intesa fra l’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) e l’ICS (Istituto Credito Sportivo)  potrebbe aprire nuovi scenari perché il Comune Brindisi si candidi a presentare un progetto per la costruzione di un nuovo Pala eventi. L’accordo prevede che i progetti definitivi o esecutivi per i quali è possibile richiedere l’ammissione a contributo devono riguardare “la costruzione, l’ampliamento, l’attrezzatura, la ristrutturazione, il miglioramento, l’efficientamento energetico, compresa l’acquisizione delle aree e degli immobili destinati all’attività sportiva” e rientra nella disponibilità di 18 milioni complessivi destinati ai Comuni capoluogo, che godranno del totale abbattimento della quota interessi, entro il limite massimo di 6 milioni di mutuo. La scadenza per presentare  richiesta  relativa ad un solo progetto  o lotto funzionale è il prossimo 5 novembre.

Sono anni ormai che la favola della costruzione di un nuovo palasport viene raccontata con abbondanza di particolari progettuali, tecnici e di finanziamenti prima  dalla Giunta Mennitti, poi  brutalmente ridimensionata dal commissario Pezzuto con una drastica riduzione dello stanziamento, favola ancora ripresa in pompa magna da Consales con tanto di promessa e con progetto alle mani sventolato davanti a migliaia di tifosi, leggenda che si è conclusa respinta e cestinata da Cesare Castelli. Per la serie che a Brindisi c’è posto per tutti!

L’ultimo commissario straordinario chiamato a gestire il Comune nel dopo-Consales, infatti, dopo essersi completamente assuefatto al clima della voglia del “non fare” che da anni tormenta ed addormenta la città, e forte dell’alibi perfetto, del  “non ci sono soldi”, come se un’opera pubblica deve essere realizzata solo con i fondi della cassa comunale e non con forme e risorse finanziarie alternative (vedi Fasano e Cisternino!), ritenne di escludere lo stanziamento di bilancio relativo al palazzetto dello sport dall’elenco del “nulla” delle opere pubbliche. Castelli aggiunse poi che “negli anni che verranno, forse, potranno decidere di fare uno stadio grande come il Maracanà”,  beffando, nel silenzio generale, la storia della città e le esigenze dei suoi cittadini che da oltre 30 anni sono regolarmente presi in giro da amministratori e commissari che si sono succeduti nel tempo.

Ma Cesare Castelli,  sicuramente, non sapeva che a Brindisi non si costruisce un’opera pubblica significativa da oltre 50 anni, se si esclude la strada dei Pittachi. Altro che “Maracanà”! E l’alibi perfetto è ancora valido ed attuale per tutti, principalmente per il cultori del “no” a prescindere, quelli che sostengono con forza che Brindisi ha mille altri problemi da risolvere, dimenticando che anche gli altri 999, anche i più elementari,  non sono mai stati risolti. Anche se ora il rischio concreto è quello di compromettere anni di sacrifici della società e pregiudicare il destino del basket brindisino che da anni è patrimonio e rappresenta l’orgoglio della città e della Regione.  

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