Il Football Brindisi vuole tagliare gli stipendi, Trinchera non ci sta

BRINDISI – “Una cosa deve essere chiara: nessuno ci ha regalato niente, i contratti con il Football Brindisi ce li siamo sudati. Io sono quattro anni che mi dedico anima e corpo alla causa del Brindisi. E’ troppo riduttivo oggi venirci a dire che c’è questione di budget o di carta di identità”. Stefano Trinchera, 36 anni, da quattro anni capitano del Brindisi, oggi, come abbiamo già riportato in mattinata, ha lasciato il ritiro di Cingoli.

Stefano Trinchera

BRINDISI – “Una cosa deve essere chiara: nessuno ci ha regalato niente, i contratti con il Football Brindisi ce li siamo sudati. Io sono quattro anni che mi dedico anima e corpo alla causa del Brindisi. E’ troppo riduttivo oggi venirci a dire che c’è questione di budget o di carta di identità”. Stefano Trinchera, 36 anni, da quattro anni capitano del Brindisi, oggi, come abbiamo già riportato in mattinata, ha lasciato il ritiro di Cingoli.

“Di comune accordo con la società – dice Trinchera – abbiamo deciso che io rientrassi a casa e il presidente Galigani ha dato il suo assenso affinché  io mi alleni da questi parti. Ma tengo a precisare che tuttora io sono tesserato del Brindisi e che ho un contratto che mi lega a questa società. Se si verranno a creare le condizioni giuste le nostre strade si separeranno, altrimenti io sarò a disposizione di mister Florimbj, che poi ovviamente è libero di utilizzarmi oppure no”.

Trinchera non è molto felice della situazione che si è venuta a creare. Al momento è stato autorizzato a lasciare il ritiro, ma non è una separazione consensuale, e tantomeno per colpa, per non è stato messo nero su bianco. Né Vittorio Galigani lo può fare in quanto al momento nel Brindisi non riveste alcuna carica in quanto il passaggio di proprietà non è stato ancora fatto. Al momento la proprietà è sempre dei Barretta e il presidente è ancora Francesco Barretta. Il passaggio dai Barretta alla cordata di tarantini guidata da Vittorio Galigani sarebbe già dovuto avvenire nei giorni scorsi, ma poi era slittato a oggi. E oggi è slittato nuovamente.

I maligni dicono perché la nuova cordata non è riuscita a mettere assieme la cifra da pagare ai Barretta. Che da imprenditori scafati non si fidano di nessuno e, quindi, pretendono al momento della firma dal notaio il pagamento in contanti o con assegni circolari. E, quindi, se non ci sarà questo “do ut des” l’accordo potrebbe saltare. Con quali conseguenze?

Ma torniamo a Trinchera. Nella sua stessa situazione ci sono tutti i giocatori contrattualizzati lo scorso anno dai Barretta. A questi “Galigani&Co” hanno proposto il taglio del cinquanta per cento dello stipendio per motivi di budget. “Ma quando hanno deciso di rilevare il Brindisi – si chiede Trinchera – non sapevano che c’erano questi contratti da rispettare? E se non li puoi rispettare non comperi la società”.

E aggiunge: “Sono molto dispiaciuto per la situazione che si è venuta a creare. Io sono molto legato a Brindisi. Giocavo in questa squadra agli inizi del Duemila e sono ritornato volentieri, lasciando la C1, per giocare in serie D. L’ho fatto perché avevo un feeling con i fratelli Barretta. Sono dispiaciuto perché i Barretta hanno lasciato la società e perché non è stata fatta la domanda di ripescaggio. Con i presidenti Barretta ho un rapporto particolare, e una volta smesso di giocare ero disposto ad assumere qualsiasi altro ruolo. Ma oggi la realtà è cambiata. I cicli si aprono e si chiudono”.

“La cosa che mi auguro – aggiunge Trinchera – è che la società dica la verità se si arriverà ad una separazione consensuale. Ne ho diritto, non sono uno qualunque”. La verità. Quale verità? “Che vado via solo per motivi di data di nascita e perché non ci sono i fondi per pagare i contratti in essere. Comunque, torno a dire, al momento non ci sono problemi. Io sono tornato a casa, autorizzato dalla società, e sono sempre tesserato del Brindisi”.

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Altre partenze? Teoricamente al momento tutti i “vecchi” biancazzurri sono sul piede di partenza. Tutti coloro, cioè, ai quali la “Galigani&Co” ha chiesto di dimezzarsi lo stipendio. Molti, che contrariamente a Trinchera, sono disposti a spostarsi in altre zone d’Italia lo faranno.

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