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Il Real Paradiso punta alla Promozione. "Alcuni imprenditori credono in noi"

Mentre una cappa di assoluta incertezza continua a pesare sulle sorti della Ssd calcio Città di Brindisi (nessuno si è fatto ancora avanti per rilevare la società che fu di Antonio Flora e che adesso è nelle mani di Vito Morisco), non va trascurato il progetto di rilancio di una realtà di nicchia del calcio locale, con oltre un decennio di storia alle spalle: il Real Paradiso.

BRINDISI – Mentre una cappa di assoluta incertezza continua a pesare sulle sorti della Ssd calcio Città di Brindisi (nessuno si è fatto ancora avanti per rilevare la società che fu di Antonio Flora e che adesso è nelle mani di Vito Morisco), non va trascurato il progetto di rilancio di una realtà di nicchia del calcio locale, con oltre un decennio di storia alle spalle: il Real Paradiso. Dopo aver concluso al sesto posto il campionato di Prima categoria 2014/2015, il sodalizio di Massimo Bungaro e Piero Siliberto punta al ripescaggio nel torneo di Promozione. 

Si tratta di un’ipotesi alla quale la dirigenza di via Della Torretta sta lavorando da giorni. E a quanto pare, più di qualche imprenditore ha mostrato un certo interesse verso le ambizioni di questo club, che fra l'altro riveste anche un’importante funzione sociale. “Siamo in contatto – dichiara Massimo Bungaro, dirigente di spicco del Paradiso – con alcuni imprenditori locali disposti a sostenere la nostra società”. 

Il progetto è ancora in una fase embrionale. I contatti intercorsi nelle ultime settimane non hanno ancora portato a nulla di concreto. Ma stando ad alcune voci che circolano in ambienti calcistici, pare che persone vicine  all’amministrazione comunale stiano seguendo questa operazione. Perché in ballo non c’è solo il futuro del Real Paradiso, ma quello del calcio brindisino in generale. “La nostra idea – dichiara Bungaro – è quella di rilanciare il calcio brindisino, ripartendo da zero. Stiamo lavorando a un programma serio, anche se non possiamo ancora sapere  quale sarà il budget su cui potremo fare affidamento. Se le cose dovessero andare per il verso giusto, però, non escludiamo di poter chiedere l’utilizzo dello stadio Franco Fanuzzi in vista della prossima stagione. Ovviamente non chiudiamo le porte a nessuno. Siamo disponibili a parlare di questo progetto con chiunque voglia farsi avanti”. 

Il Real Paradiso ha concluso lo scorso campionato di Prima Categoria fuori dalla zona playoff. Questo potrebbe complicare la strada verso il Massimo Bungaro-2ripescaggio, anche se dalla società filtra un certo ottimismo. “Facciamo calcio dalla seconda metà degli anni 90 – spiega Bungaro – e lo abbiamo fatto sempre in maniera pulita, puntando sui ragazzi del nostro vivaio. Non abbiamo debiti. Non abbiamo pendenze con la federazione. Non abbiamo mai fatto il passo più lungo della gamba”. Il settore giovanile del Real ha sfornato nell’ultimo ventennio dei calciatori che si sono fatti strada nel calcio professionistico. Su tutti l’attaccante Daniele Vantaggiato, reduce da un campionato da titolare fra le file del Livorno, in Serie B. 

“Il Paradiso – spiega Bungaro – ha dato già un importante contributo al calcio brindisino, in un’altra circostanza”. Il riferimento è alla stagione 1999/2000, quando la Nuova Brindisi Sport di Cogliandro affrontò un campionato di Promozione, con il titolo sportivo del Real. Il Brindisi Calcio, all’epoca nelle mani di Rubino, annaspava in Eccellenza. Nel mese di novembre, Cogliandro rilevò il Brindisi Calcio e lo rinforzò con i giocatori più promettenti della Nuova Brindisi Sport, affidandolo alla gestione tecnica di Enzo Carbonella e Marangio. Quell’annata si concluse con la promozione in Serie D dei biancazzurri. 

Va chiarito che vi sono ben pochi punti in comune fra la situazione attuale e quella di 15 anni fa. Perché all’epoca, anche se afflitta da varie problematiche, c'era una società di riferimento: il Brindisi Calcio appunto. Adesso, dopo il terremoto giudiziario legato all’inchiesta Dirty soccer che si è abbattuto sul Città di Brindisi, ci vorrebbe una sfera di cristallo per capire da dove e come si potrà ripartire. 

Se nessuno acquisterà le quote della Ssd calcio Città di Brindisi da Vito Morisco, questa società è destinata a finire nell’oblio. E a quel punto saranno due le strade percorribili: fondare una società ex novo, chiedendo l’affiliazione in Promozione; acquisire il titolo sportivo di una delle società della provincia che militano fra la Promozione e l’Eccellenza. In entrambi i casi, un ruolo di primo piano potrebbe essere giocato dall’associazione polisportiva PerBrindisi onlus, che poco più di un mese fa ha lanciato una campagna di sottoscrizione popolare. Le quote (da 10 euro l’una) fin qui acquistate dai tifosi sono quasi mille. Uno dei soci fondatori spiega che il 30 giugno si farà il punto della situazione e si avvierà la procedura per la convocazione dell’assemblea dei soci, durante la quale verranno ridefinite le cariche dell’organo direttivo e si deciderà il da farsi. In quella sede, insomma, verrà stabilito come muoversi, concretamente, per tenere in vita il calcio brindisino.

LA NOTA DELLA CURVA SUD -  Intanto, il gruppo Curva sud ha rotto un silenzio che andava avanti da mesi, con un comunicato che riportiamo di seguito. 

“La Curva Sud Michele Stasi esprime preoccupazione per il silenzio assordante che sta caratterizzando il futuro del calcio brindisino. Dopo gli scandali che hanno investito la società del Brindisi ci saremmo aspettati da rappresentanti istituzionali qualcosa in più di semplici frasi di circostanza o del classico ‘io lo sapevo’ o ‘lo avevo detto io’.

Al momento, da quanto apprendiamo dagli organi di stampa, ancora nessun rappresentante istituzionale ha richiesto informazioni presso la FIGC sull’iter da seguire per la eventuale iscrizione di una nuova società ad un campionato. E non ci si venga a dire che esiste ancora una società perché almeno un sondaggio informatico sul ‘dopo Flora’ andava fatto.

Nessuno della attuale o vecchia proprietà, Flora o Morisco per intenderci, si è degnato di fare un comunicato di scuse alla città (neppure adesso che sono tutti liberi ed il danno è rimasto solo a noi tifosi) e, soprattutto, per chiarire in che stato sia la ‘ssd città di Brindisi’ e quali siano le loro intenzioni. Al contrario, vediamo che altri soggetti coinvolti nell’inchiesta, in altre città, lo hanno fatto.

Silenzio, silenzio e solo silenzio. E’ il 16 giugno e nessuno si pone il problema che si rischia seriamente di restare senza calcio.
Co chiediamo: ma questa città lo vuole il calcio? Gli amministratori vogliono che la città abbia una squadra di calcio? Ed allora perché non cercare di attuare quello che avevano sempre detto? Fare una nuova società con base brindisina? O dobbiamo pensare che lo scandalo calcioscommesse sia giunto a puntino e può essere usato come la definitiva scusa per chiudere definitivamente con questo sport?”

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