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In 130 schierate al via: poi tutte sottocosta sino a Otranto

Partite. Si sono presentate in 130 alla linea dello start nell'avamporto di Brindisi, su 133 iscritte alla regata. Quindi record anche per numero di imbarcazioni che hanno preso il largo: questa Brindisi-Corfù 2016, la numero trentuno, conferma il trend di crescita

BRINDISI – Partite. Si sono presentate in 130 alla linea di partenza nell’avamporto di Brindisi, su 133 iscritte alla regata. Quindi record anche per numero di imbarcazioni che hanno preso il largo: questa Brindisi-Corfù 2016, la numero trentuno, conferma il trend di crescita e può ormai contare su un ragguardevole numero di armatori che ogni anno la inseriscono nei loro programmi (e budget). L’altra buona notizia è che almeno per la partenza il vento c’era, da nord-nord-ovest di intensità variabile tra gli 11 e i 12 nodi, e che stamani al briefing degli equipaggi con i giudici di regata è stata confermato il cancello obbligatorio di Otranto.

La spiegazione di questa scelta è semplice: nella tarda mattinata il vento di maestrale avrebbe formato una corsia sottocosta sino a Leuca, mentre più al largo, nella parte centrale del Canale, era già subentrato uno scirocco di intensità inferiore, ma soprattutto questo vento da sud-est avrebbe obbligato le barche ad una lunga bolina dalla sorte incerta. Lapalissiano: meglio scendere veloci e col vento in poppa. Così la scelta dei tattici e dei timonieri si è semplicemente differenziata sul  “quanto sottocosta”.

br-corfu 2016 Idrusa-2

Accantonate statistiche e considerazioni meteo, passiamo alle barche di testa. Ottima partenza di Paolo “Poncho” Montefusco, che ha portato il Farr 80 Idrusa che corre per i colori del Circolo della Vela Brindisi per prima fuori dal porto pur avendo a bordo un equipaggio abbondantemente diluito dai ragazzi di “Alba Mediterranea”, l’associazione di vela solidale che si occupa anche di devianze, come del resto altre due barche in regata.

Subito a ridosso le avversarie di sempre: Il Frers 64 Anywave con l’insegna del World Food Programme, il Felci 61 Buena Vista, il Comet 50 Verve Camer, il Cori 52 Moonshine, lo Starkell 55 Blu di Moro, il Grand Soleil 46 Luduan Reloaded, il Cori 45 Amadeus (Ungheria), poi il One Off Junoplano, il Gieffe Yacht 53 Bellamente, l’Italia Yacht 13,98 Thalia e nel mazzo anche il Grand Soleil 54 Nina Pope dello sponsor Marino Automobili Bari, e il Farr 65 Satori, greco.

br-corfu 2016 pubblico sulla diga-2

Una bella concentrazione, tra testa e gruppo degli inseguitori, di progettisti e cantieri famosi (ma anche di dimensione delle barche), che francamente renderebbe fuori luogo qualsiasi sorriso di sufficienza di fronte a questa regata made in Sud che si è conquistata un posto tra le più frequentate manifestazioni d’altura del Mediterraneo.

Da segnalare nella prima mezz’ora della gara, tra le prime venti, anche i due Sciarrelli Sagittario della Marina Militare e Angelica II di Monopoli, scafi stupendi in legno che ben portati danno filo da torcere a parecchie barche nate dagli stampi di costruttori famosi. Da notare anche il comportamento dell’Hanse 540E Acquarius, all’altezza delle barche da regata pura, a conferma che il cantiere tedesco (che possiede anche il marchio Dehler) grazie al duo Judel e Vrolijk progetta e costruisce barche da blu water molto comode ma anche molto veloci.

Nel momento in cui scriviamo la testa della regata si trova tra Frigole e San Cataldo, il resto è ancora davanti alla costa sud di Brindisi. Guida in tempo reale Anywave, più sottocosta, mentre più al largo procede Idrusa. Con un vento reale di 8,4 nodi, la barca armata da Vincenzo Pirato (sempre per il CV Brindisi) procedeva a 9,9 nodi, Paolo Montefusco a 8,1 nodi. Più staccate Moonshine, Buena Vista e Verve Camer, poi Junoplano, Blu di Moro, Luduan, Amadeus e Thalia.

Curiosi e appassionati possono seguire in tempo reale la flotta o anche una barca in particolare utilizzando il tracking online accessibile dalla pagina della regata (www.brindisi-corfu.it). I dati vengono trasmessi in tempo reale dai trasmettitori installati su ciascuna delle imbarcazioni.

Le foto sono di Vito Massagli

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