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In Sicilia il peggior Pullen della stagione. E ora non si può più sbagliare

E' stato il più classico ritorno al passato. A Trapani, contro Capo d'Orlando, l'Enel Brindisi ha riproposto il peggio delle sue esibizioni ritornando alle prestazioni in cui comprometteva il risultato con un inizio di gara rovinoso cercando poi di rimediare nel finale, quando le risorse fisiche e mentali sono in deficit e manca la giusta concentrazione per chiudere la partita

BRINDISI - E’ stato il più classico ritorno al passato. A Trapani, contro Capo d’Orlando, l’Enel Brindisi  ha riproposto il peggio delle sue esibizioni ritornando alle prestazioni in cui  comprometteva il risultato con un inizio di gara rovinoso   cercando poi di rimediare nel finale, quando le risorse fisiche e mentali sono in deficit e manca la giusta concentrazione per chiudere la partita. Orlandina Capo d’Orlando era considerata la partita più accessibile fra le cinque rimaste da disputare fino alla conclusione della fase regolare del campionato.

Ma sul  campo neutro di Trapani l’Enel Brindisi ha fallito l’obiettivo perdendo sia pure di misura (65-66) contro la formazione sicula, e giocando male e tradendo le aspettative della vigilia che prevedevano, invece, la conferma delle buone condizioni fisiche e di forma della squadra di coach Bucchi. L’Enel Brindisi, reduce da tre successi consecutivi che l’avevano ben rilanciata in classifica, contro l’Orlandina in affanno con otto sconfitte subite nelle ultime dieci partite di campionato, era la più facile delle considerazioni prevedibili, che poi sul campo si sarebbero dovute trasformare in gioco e risultato.

Non una formazione imbattile l’Orlandina, quindi, ma una squadra in cerca di punti per assicurarsi la matematica certezza della permanenza in serie A, dal tasso tecnico decisamente inferiore a quello della squadra brindisina, e che giocava  sul campo neutro di Trapani, senza avere cioè a sostegno la sua tifoseria, notoriamente un punto di forza dei ragazzi di coach Greccioli. Poi all’interno della partita il confronto Henry-Pullen, fra il play “tagliato” da Brindisi, ma che sta disputando un ottimo campionato con l’Orlandina, ed il play dell’Enel, ormai il vero quiz di coach Bucchi.

Henry 13 punti (2/6 da due e 3/6 da tre) si è trovato di fronte il peggior Pullen delle ultime partite, un giocatore che è stato inconsistente con i suoi miseri 3 punti realizzati ( con uno 0/4 da tre punti  e 1/3 da due punti) frutto di una serata negativa che ha avuto la sua conclusione ancora una volta nel finale. Come spesso è accaduto in questo campionato, l’Enel Brindisi ha trovato la forza di reagire negli ultimi cinque minuti finali passando dal -11 (61-50) al +2 (63-65) a soli 30 secondi dal suono della sirena, ma la squadra non ha saputo approfittare del vantaggio raggiunto.

Coach Griccioli, infatti, ha scelto di mandare in campo MeGee al posto di Hunt con licenza di tirare dall’arco dei tre punti per capovolgere il risultato. McGee ha rispettato le consegne realizzando i 3 punti del sorpasso dell’Orlandina, mentre Pullen, che avrebbe dovuto difendere sul giocatore appena entrato, invece lo guardava come volesse chiedergli di farsi un “selfie” con lui. La partita si sarebbe potuta riaprire (Brindisi aveva ancora due falli da spendere!) se ancora Pullen non avesse azzardato una entrata improbabile finendo con il servire  malamente Mays, ed infine se Denmon non si fosse lasciato prendere dalla voglia di essere il protagonista della vittoria tirando dall’arco un difficile pallone, invece di scegliere altre soluzioni in entrata.

Intanto Trento si conferma una delle formazioni più in forma del campionato e mette un sigillo sulla quinta posizione di classifica, almeno nei confronti di Brindisi a cui resta da consolidare un buon sesto posto da difendere ad ogni costo nelle prossime quattro partite in cui sarà impegnata in trasferta domenica prossima a Roma, poi in casa contro Avellino e Milano, per chiudere il campionato a Reggio Emilia.

Non è certo un calendario facile ma anche non impossibile se appena la squadra riuscisse a confermare la buona impressione lasciata nelle tre partite che hanno preceduto la trasferta di Capo d’Orlando, come condizione fisica e mentale,  potendo contare su un  James Mays in eccellenti condizioni fisiche e di forma (ancora ina volta protagonista in “doppia-doppia” anche contro l’Orlandina) e nella speranza che coach Bucchi riesca a  recuperare il miglior Pullen in questo finale di campionato.

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