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In crisi nera di risultati, nello sport brindisino qualcuno dovrebbe pensare alle dimissioni

RINDISI – Per fortuna che ci sono l’Ostuni, la Soavegel Nuovarredo Francavilla, la Miacard Ceglie e la Futura Brindisi (femminile) e la Junior Fasano (pallamano A d’Elite) a tirare su il morale degli sportivi di questa provincia. Quattro squadre di basket, l’Ostuni in A dilettanti e le altre tre in B dilettanti, che vincono e fanno divertire i loro tifosi. Per il resto, parliamo di società sportive di basket, calcio e volley che partecipano ai campionati maggiori, è proprio un fine anno nero. L’Enel Basket che continua ad inanellare sconfitte ed è precipitata all’ultimo posto in classifica; il Football Brindisi che non solo non vince ma è sommerso dai debiti e rischia di scomparire; sempre nel calcio il Francavilla e l’Ostuni, in serie D, senza solidità economica, sono destinate a retrocedere, e il Fasano, in Interregionale, che si barcamena. E infine la Volley San Vito, in A2 femminile, continua a perdere ed è sempre relegata in penultima

BRINDISI - Per fortuna che ci sono l'Ostuni, la Soavegel Nuovarredo Francavilla, la Miacard Ceglie e la Futura Brindisi (femminile) e la Junior Fasano (pallamano A d'Elite) a tirare su il morale degli sportivi di questa provincia. Quattro squadre di basket, l'Ostuni in A dilettanti e le altre tre in B dilettanti, che vincono e fanno divertire i loro tifosi. Per il resto, parliamo di società sportive di basket, calcio e volley che partecipano ai campionati maggiori, è proprio un fine anno nero. L'Enel Basket che continua ad inanellare sconfitte ed è precipitata all'ultimo posto in classifica; il Football Brindisi che non solo non vince ma è sommerso dai debiti e rischia di scomparire; sempre nel calcio il Francavilla e l'Ostuni, in serie D, senza solidità economica, sono destinate a retrocedere, e il Fasano, in Interregionale, che si barcamena. E infine la Volley San Vito, in A2 femminile, continua a perdere ed è sempre relegata in penultima posizione.

L'Enel Basket, che su dieci gare ne ha vinto solo due, è costantemente sull'orlo della crisi tecnica, rinviata sinora solo dal fatto che alterna performance inguardabili a prestazioni dignitose. Ma stiamo sempre parlando di sconfitte che hanno relegato la squadra all'ultimo posto in classifica, preceduta anche dalla Tercas Teramo che domenica ha vinto a Varese, svegliandosi da un lungo torpore. Una lunga serie di sconfitte che i tifosi attribuiscono al coach Giovanni Perdichizzi. E con la velocità della luce lo hanno detronizzato: non è più lo "sceriffo", indomito, che affronta tutto e tutti e vince, ma è Giovanni "Perditutto".

Il ragionamento dei tifosi non fa una grinza. E' stato lui ad allestire la squadra, gli uomini li ha scelti lui, i soldi ci sono (Enel non ha lesinato), per cui se c'è un responsabile di questo scempio è lui e deve trarne le conseguenze dimettendosi. Ma sulle dimissioni di Perdichizzi, non è d'accordo il patron Massimo Ferrarese. Si, proprio lui, il presidente della Provincia, che aveva annunciato (ma solo annunciato) il proprio disimpegno per non creare conflitti di interessi (ma tanto c'è il premier Berlusconi che lo fa, perché dovrebbe essere proprio un presidente di una piccola provincia a dare l'esempio?). Ferrarese dopo la spianata subita dall'Enel a Cantù ha fatto sapere che pretende il rispetto degli impegni assunti (non ha specificato da chi, ma riteniamo da Perdichizzi) e che non si cambia squadra. Al massimo ci sarà un innesto e una partenza: quella di Roberson (voluto da chi?) che avrebbe dovuto sostituire l'infortunato Monroe e invece le sue presenze sul parquet sono state piuttosto rare.

Dunque non si cambia nulla. Si continua sulla strada intrapresa. Una strada, però, che sa tanto di retrocessione. Soprattutto, come sembra, se la Tercas che ha vinto a Varese, nel prossimo match dovesse battere l'Enel, ospite in terra teramana. E sarà un vero peccato se questo dovesse accadere.

Il Football Brindisi (parliamo di calcio di Seconda divisione) in più dell'Enel Basket ha anche la crisi societaria. Non solo una squadra composta di giocatori che non vanno proprio, tanto che l'allenatore Massimo Rastelli sta pensando di lasciare, ma c'è pure una società alla sfascio, che sta accumulando debiti su debiti, non paga i giocatori (in sei l'hanno già messa in mora che significa l'arrivo di un punto di penalizzazione), non paga tutto il resto del personale, non sta onorando le cambiali firmate agli ex proprietari. Insomma in questo caso non si rischia la retrocessione perché in serie D finirà solo una squadra e il Catanzaro è già condannato.

No, nel caso del Football Brindisi si rischia il fallimento. Inutile spiegare agli sportivi brindisini cosa vuol dire. Hanno già visto tante volte sparire le loro squadre del cuore, sommerse dai debiti, per rinascere faticosamente dopo anni e scomparire di nuovo. Il calcio negli ultimi venti hanno è già scomparso due volte (gestione Mimmo Fanuzzi e gestione Mario Salucci); il basket ha avuto le stesse disavventure, dalla serie A di Mario Scotto e Giovanni Di Bella alla cessione del titolo ad altra città da parte di Oronzo Pennetta. E se Brindisi città si ritrova una squadra ad alti livelli è perché qualche anno addietro fu rilevata la D'Annunzio Ceglie, approdata in serie B.

Ma torniamo al calcio. I problemi del Football Brindisi sono arrivati nel momento in cui Vittorio Galigani e Antonio Pupino, tarantini, il primo di adozione, hanno deciso di proporsi come acquirenti (le rispettive mogli) della società messa in vendita dai fratelli Giuseppe e Francesco Barretta. Non avevano i capitali necessari eppure si sono tuffati in questa avventura. Ed ora è tutto allo sfascio. In questa situazione parlare di squadra non competitiva serve a ben poco. C'è solo da salvare il salvabile per conservare la Seconda divisione. L'unica strada è che la coppia Galigani - Pupino si dimetta e imprenditori brindisini si facciano avanti. La situazione al momento è seria, ma non è ancora irrecuperabile.

Del Francavilla, Ostuni, e Fasano si è già accennato. Anche in questi tre centri il calcio è in gravi difficoltà. A Francavilla il presidente Mino Distante è da tempo dimissionario anche se domenica era di nuovo in panchina. L'allenatore Logarzo e la maggior parte dei giocatori sono andati via. Distante ha minacciato di ritirare a gennaio la squadra perché da solo non riesce ad andare avanti. Cosa accadrà? Chissà? L'errore probabilmente lo ha commesso Distante nel momento in cui in estate, dopo la retrocessione in Eccellenza, ha chiesto il ripescaggio in serie D. Aveva annunciato con la retrocessione il suo disimpegno, ma poi Distante ha iscritto la squadra ed ha deciso di partecipare alla serie D. Probabilmente sperava così di attirare qualche sponsor.

Stessa situazione a Ostuni. La squadra, allestita alla men peggio, si trova in ultima posizione e domenica è stata affossata proprio dal Francavilla che ha vinto il derby. La nuova dirigenza, da qualche settimana, non ha ancora provveduto a rinforzare la squadra come da tempo chiede l'allenatore Vittorio Insanguine.

Si barcamena invece il Fasano che sotto di un gol domenica è riuscito a ribaltare la situazione in extremis. La nuova dirigenza, arrivata anche questa da Trani, ha portato nuovi giocatori e la situazione dovrebbe essersi stabilizzata. A meno che, come è accaduto con i precedenti "salvatori della patria" arrivati pure loro da Trani, da un momento all'altro decidano di raccogliere i ferri del mestiere e andare via.

La Cedat 85 San Vito, volley femminile, continua nella sua corsa ad ostacoli. Le ragazze allenate da coach Lo Re non riescono ad uscire dalle secche. Quest'ultima sconfitta, a Soverato, è ancora più pesante perché rimediata contro una diretta concorrente alla salvezza. Anche qui probabilmente ci vorrebbe una scossa molto forte, magari con il cambio della guida tecnica prima che la situazione sia irrecuperabile. Per carità, con questo non vogliamo addossare tutte le responsabilità al coach, ma quando le cose non vanno bene non si può certio cambiare l'intera squadra e quindi, purtroppo, il primo a pagare è l'allenatore.

Infine la Futura Brindisi, basket femminile. La squadra di coach Distante si sta difendendo bene in un campionato non facile come quello di B Eccellenza. Peraltro questa squadra è alla prima esperienza in serie B. Domenica ci si aspettava di più dalla gara giocata a Gualdo Tadino. Ma non sempre si può vincere. L'importante è che la squadra sia in salute e possa dire la sua in questo campionato.

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