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Le foto sono di Vito Massagli

Le foto sono di Vito Massagli

"In una città di incertezze, questa regata era e resta una certezza"

Non è la prima volta che Francesco Ettorre, da qualche mese alla guida della Federazione Italiana Vela, viene a Brindisi. C'è stato come membro di un equipaggio in regata, e confessa di sentire forte il richiamo della banchina

BRINDISI – Non è la prima volta che Francesco Ettorre, da qualche mese alla guida della Federazione Italiana Vela, viene a Brindisi. C’è stato come membro di un equipaggio in regata, e confessa di sentire forte il richiamo della banchina, e la voglia di essere della partita a bordo di una barca. Ma la serata del 6 giugno 2017 lo vede qui, davanti alla Scalinata virgiliana, dominata dalle colonne romane, che ancora una volta si presta a fare da tribuna per velisti e pubblico, in veste ufficiale.

Francesco Ettorre-2

Ed è un evento, perché mai sino ad ora un presidente federale era venuto ad assistere alla partenza di una delle edizioni della Brindisi-Corfù, che il 7 giugno di anni ne compie ben 32. Ettorre dà l’impressione di essere un presidente che gira per le Zone Fiv e per i circoli, e di non amare molto la scrivania. E’ quello che si augura tutto il popolo della vela italiano, che vince tanto nell’altura in giro per il mondo (quanta gente lo sa, che non c’è solo l’Americas Cup?), e che ora vuole un pronto riscatto a Tokio dopo il cappotto alle Olimpiadi di Rio, tante speranze nelle medal race e poi la delusione finale dei podi svaniti all’ultima boa, si potrebbe dire.

brindisi corfu 2017 vigilia 3-2

Tutto questo frulla per la testa mentre dal palco che ha come sfondo il Canale Pigonati e Forte a Mare, Mino Taveri chiama gli organizzatori, a partire dal presidente del Circolo della Vela Brindisi, Teo Titi, i partner greci, gli sponsor, i padri anziani della regata Livio Georgevich e Sotiris Vlachos. Questa cerimonia di benvenuto agli equipaggi sul lungomare Regina Margherita non è molto “intima” come quelle di una volta, l’adrenalina dell’attesa della sirena alla linea di partenza non è evidente e si diluisce, come i velisti tra la folla.

brindis corfu 2017 vigilia 4-2

E’ un po’ la maledizione della Brindisi-Corfù partire di mercoledì mattina quando la gente è a scuola o lavoro, quindi lontano dagli occhi (e quindi dal cuore), e di mostrarsi solo nel suo aspetto celebrativo alla città di cui ormai è un vanto. E stavolta la partenza sarà ancora più lontana anche dagli irriducibili, in mare aperto e fuori portata dalla Diga di Punta Riso. La gente vede le barche mollare gli ormeggi, e sa anche che non vedrà mai l’arrivo, dall’altra parte, a oltre 100 miglia. 

brindisi corfu 2017 vigilia 6-2

Strano destino, ma la regata tiene (124 iscrizioni quest’anno), gli eventi collaterali crescono. E Teo Titi dal palco può dire tranquillamente che “in una città di poche certezze, la Brindisi-Corfù era e resta una certezza”. Poi la palla passa al presidente della nuova Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico Meridionale.

A Ugo Patroni Griffi, Titi chiede di fare il massimo affinché le banchine del porto interno di Brindisi diventino una base attrattiva e conveniente per le imbarcazioni da diporto, lungo tutto l'arco dell'anno. Restino le attrezzature di ormeggio e le colonnine dell'energia elettrica e dell'acqua, le catenarie, anche dopo gli interventi di messa in sicurezza previsti. E Patroni Griffi non si sottrae.

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