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L'incidente di Simmons cambia gli scenari futuri della stagione di Enel Basket

Sul "crack" di Cedric Simmons si sono infranti i sogni da "grande squadra" dell'Enel Brindisi. La società brindisina, a costo di enormi sacrifici, aveva allestito un roster invidiabile, di primissima qualità, sulla carta sicuramente fra i migliori del campionato

BRINDISI - Sul “crack” di Cedric Simmons si sono infranti i sogni da “grande squadra” dell’Enel Brindisi. La società brindisina, a costo di enormi sacrifici, aveva allestito  un roster invidiabile, di primissima qualità, sulla carta sicuramente fra i migliori del campionato, secondo solo all’Armani Jeans di Milano ed al Banco di Sardegna Sassari. Poi un maledetto infortunio di gioco, dopo poco più di 7 minuti nel corso dell’anticipo di sabato scorso contro Varese, ha tolto dal campo e definitivamente per tutto il campionato Cedric Simmons, il giocatore più rappresentativo della squadra, con la terribile diagnosi di rottura del tendine del quadricipite sinistro.

Con l’ingaggio di Cedric Simmons l’Enel Brindisi aveva fatto un notevole salto di qualità, ma ora la società si vede costretta a ritornare sul mercato ed individuare il giocatore che possa sostituire il pivot, in un momento in cui non ci sono molte scelte di qualità, e comunque con le difficoltà per coach Bucchi di rimodulare ancora una volta l’impostazione della squadra. L’Enel Brindisi è passata da Mays con Herny e Ivanov, a Cedric Simmons con Jacob Pullen ed il rientro di Mays, in poco più di due mesi, con tutte le difficoltà che potrà ora comportare un nuovo rimpasto tecnico-tattico, da ricostruire con il campionato e la partecipazione all’EuroChalleng in corso.

Sull’andamento della partita e sul risultato finale ha certamente influito lo stato emotivo con cui ha giocato la squadra dopo aver percepito la gravità dell’infortunio subito da Simmons ed ancora di più dopo che i giocatori hanno visto il compagno in lacrime nello spogliatoio.  Dopo l’uscita dal campo di Simmons, infatti, la partita ha cambiato volto ed è significativo che Varese sia riuscita a vincerla proprio sotto i tabelloni, catturando ben 41 rimbalzi, di cui 31 in difesa e 10 in attacco, contro i 30 dell’Enel Brindisi.

Con Mays ancora non al massimo della condizione, con minutaggio ridotto alla presenza in campo a 19 minuti  e con James portato spesso  fuori dall‘area per marcare Diawara, la difesa Enel è apparsa spesso lenta nel chiudersi e soprattutto incapace di limitare i danni portati nel tiro dall’arco da Varese, con la squadra di coach Ducarello che ha chiuso la partita con  un sintomatico 54 per cento (7/11 Andy Rautins e 3/5 in momenti decisivi di Callahan!).

Poi la ruota della fortuna ha girato ancora contro Brindisi quando a 16 secondi dalla fine, con il risultato di parità 69-69, coach Bucchi ha riproposto la “schema-Ulm” che aveva consentito a Denmon di centrare il tiro da tre punti della vittoria dell’Enel Brindisi in Germania, chiamando fallo immediato per poter disporre dell’ultimo possesso e non lasciarlo agli avversari. Così Pullen ha commesso fallo su Robinson Dawan che ha realizzato i due tiri liberi portando Varese a + 2 (71-69),mentre Mays ha poi fallito il tiro da tre punti decretando la sconfitta dell’Enel Brindisi.

Si dirà che Pullen avrebbe dovuto commettere il fallo con più rapidità per consentire più secondi da giocare e la migliore gestione dell’ultimo possesso, ma quando tutto è legato all’ultimo tiro il rischio è chiaramente calcolato. Sull’ultimo quarto in particolare, tuttavia, ha pesato in maniera determinante l’atteggiamento dei tre arbitri  Enrico Sabetta, Massimiliano Filippini e Emanuele Aironna. L’Enel Brindisi ha giocato sempre in bonus ed a finito gli ultimi secondi con 5 falli a carico contro 1 solo fallo fischiato ai danni di Varese.

Nella gestione dei possessi finali, perciò, Varese  ha potuto spendere con giudizio due falli contro i giocatori brindisini mentre alla squadra di coach Bucchi è stata decisamente limitata l’azione difensiva concludendo il quarto/quarto sotto di 10 punti (13-23). Ma i tre arbitri si erano presentati già dopo 10 secondi di gioco fischiando un fallo di Pullen su  Deane Willie di quelli che non vengono mai decretati perché innumerevoli e normali in una partita di basket (difesa con gomito alto).

Coach Bucchi rivelerà poi nella conferenza stampa del dopo partita di aver invitato il ds Giuliani a chiedere agli arbitri che tipo di atteggiamento difensivo avrebbero dovuto tenere i suoi giocatori e soprattutto di pretendere uniformità di giudizio, senza lasciarsi condizionare dalla presenza del commissario di campo  Fabio Facchini. Coach Bucchi non poteva poi sapere che lo stesso commissario Facchini si era reso protagonista di un “siparietto” a dir poco inusuale, rispondendo in modo plateale a due tifosi del parterre che lo invitavano a non prendere appunti sull’operato degli arbitri perché non sarebbe servito a nulla, come al solito.

Il commissario ha anche preteso, facendosi accompagnare da un dirigente, di individuare i tifosi del parterre, come se non fosse mai entrato in un palasport e non conoscesse l’ambiente in cui si vive una partita. Non desta meraviglia, perciò, sapere che da arbitro il signor Facchini era stato sospeso, su segnalazione di un commissario di campo, per “motivi comportamentali” avendo definito il suo contegno “insolente e borioso” per aver redarguito platealmente un giocatore al quale aveva fischiato fallo tecnico. Sarebbe interessante ora conoscere la “pagella” del signor Facchini ed i voti dati ai tre arbitri.

La serataccia brindisina si è poi conclusa con lo show di coach Pozzecco ed il suo gruppo che facendo irruzione goliardica nella sala stampa con applausi scroscianti ed insistenti all’indirizzo del suo assistent-coach Ugo Ducarello ha interrotto per ben due volte la conferenza, provocando la reazione di tutti i presenti. Nulla di straordinario, tuttavia, se non fosse che l’allegro intervento di Pozzecco e del suo gruppo giungeva, senza alcun rispetto, qualche minuto dopo che il presidente Nando Marino aveva confermato la notizia shock del grave infortunio di Cedric Simmons.

Anche se l’ambiente del basket è da tempo abituato alle sue  estemporanee iniziative, questa il “Poz” avrebbe potuto risparmiarcela. Intanto la squadra vola oggi in Svezia per giocare domani (inizio ore 19) il ritorno dell’EuroChallenge contro la formazione del Sodertalje Kings per assicurarsi il passaggio al turno successivo nei “Last 16”.

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