Mercoledì, 22 Settembre 2021
Sport Mesagne

Il primo maestro del campione olimpico: "Vito un ragazzo bravo e umile"

Roberto Baglivo, fondatore della New Marzial Mesagne, parla di Vito Dell'Aquila e della centralità di Mesagne nel taekwondo mondiale

Il maestro Roberto Baglivo in una foto scattata nel 2012, all'aeroporto di Brindisi, in occasione del rientro di Molfetta dai giochi olimpici di Londra

MESAGNE - In 51 anni di attività, due ori olimpici, cinque titoli mondiali, 19 campionati europei e una sfilza di titoli italiani di cui si rischia di perdere il conto. Con la palestra New Marzial, il maestro Roberto Baglivo ha reso Mesagne la capitale italiana del taekwondo. Alle ore 14:45 di ieri pomeriggio (sabato 23 luglio) si è incollato davanti al maxischermo insieme ai suoi allievi per seguire l’impresa di Vito Dell’Aquila, il primo atleta italiano a conquistare una medaglia d’oro nei Giochi olimpici di Tokyo 2020. Nove anni fa, a Londra, era stato Carlo Molfetta a salire sul gradino più alto del podio. Entrambi sono cresciuti nella straordinaria fucina di talenti della New Marzial.

Giovanni Malagò con Carlo Molfetta e il maestro Roberto Baglivo-2

Contattato da BrindisiReport qualche ora dopo il trionfo del suo ragazzo, Baglivo ha già smaltito l’emozione. “A 15 secondo dalla fine – ammette il maestro – quando Vito stava perdendo, ho sofferto. Mi aspettavo una gara di quel tipo, perché quel ragazzo (il tunisino Mohamed Jendoubi, ndr) è un bravo atleta. Vito lo aveva già affrontato altre due volte in passato, battendolo più facilmente. Ma oggi mi aspettavo una finale combattuta”. L’oro olimpico a soli 20 anni è il coronamento di un percorso iniziato ben 15 anni fa. “Vito – racconta Baglivo – aveva 5 anni quando è entrato in palestra. Con il passare degli anni ho percepito che avrebbe potuto raggiungere grandi risultati. Ha sempre lavorato bene. E’ un ragazzo bravo e umile”.

Non si può non chiedere un confronto fra i due campioni olimpici mesagnesi, a chi li ha accompagnati fin dai primi passi mossi sul tatami. “Molfetta – spiega Baglivo – era più audace e aggressivo. Vito è più calmo, tranquillo. Hanno caratteristiche diverse. Ma ogni atleta, del resto, ha delle caratteristiche che lo rendono unico”. Dell’Aquila, Molfetta e Veronica Calabrese (quarta ai giochi olimpici di Pechino 2008, ndr), tutti cresciuti fra le file della New Marzial, hanno dato lustro alla città di Mesagne, proiettandola al centro dello scenario internazionale del taekwondo. “Mesagne – afferma Baglivo - è centrale in questa disciplina, ma neanche io sono in grado di dare una spiegazione di questa centralità. In qualsiasi tipo di sport, se si lavora bene, alla fine i risultati arrivano”. Attualmente il maestro Baglivo si prende cura di 120 ragazzi. Arriveranno altre medaglie in futuro? “Ci sono dei ragazzini – ammette – su cui so lavorando. Nel 2024 (giochi olimpici di Parigi, ndr) vedremo che succederà”. 

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