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Il campo di atletica di Masseriola "una vergogna nazionale"

Il presidente Fidal sdegnato: "Da mesi senza acqua, elettricità, defibrillatore, e ora anche i danni meteo"

BRINDISI - Ha ragione il presidiente provinciale della Federazione italiana di atletica leggera: la regina dello sporta Brindisi è trattata come una stracciona. "Una vergogna nazionale", si sfoga Giancosimo Pagliara. E annuncia quello che per gli agonisti è l'quivalente di uno sciopero: se la situazione del campo di atletica intitolato a  Lucio Montanile non sarà risolta, la Fidal non organizzerà più alcuna manifestazione e gara in questa città, "per tutelare l'incolumità dei tesserati".

Prima della nota ufficiale del presidente della Fidal provinciale, erano stati alcuni atleti a segnalare la situazione di totale abbandono e degrado. Pagliara riepiloga i fatti: "Da circa tre mesi, lo storico impianto di atletica leggera 'Lucio Montanile', sito in contrada Masseriola, è sprovvisto di elettricità e questo ha portato a numerosi e seri problemi. In prima battuta l’impossibilità di potersi allenare, nel periodo invernale e con giornate molto corte, per tutti gli atleti e studenti provenienti dalla città e da fuori, che in una corsa contro il tempo sono costretti a concentrarsi in orari proibitivi per chi frequenta la scuola, causando disagi logistici alle famiglie".

L'intervento dell'associazione "Brindisi in alto"

Ci sono i casi limite, come quello del velocista di casa, che porta i colori della scuola brindisina di atletica in giro per il mondo: "Atleti di caratura internazionale come Daniele Corsa (Folgore Brindisi) costretti ad allenarsi con i fari delle auto accese, così come si poteva immaginare forse 70 anni addietro", racconta il presidiente Fidal. "Essendo i fatiscenti 'spogliatoi' dotati di acqua pompata da un’autoclave elettrica, anche in questo caso si riscontrano problemi legati alla impossibilità di potersi lavare o di poter azionare lo sciacquone dei servizi igienici: vi lasciamo immaginare".

Campo di atletica di Masseriola-2

E ci sono i problemi in caso di emergenze mediche: "Inoltre, è del tutto assente una sala adibita ad infermeria, così come non si ravvisa la presenza di un defibrillatore, obbligatorio come da decreto del 26 luglio 2017, più volte richiesto agli amministratori". E qui entriamo in un campo di responsabilità molto serie, se dovesse accadere qualcosa che richiede un soccorso immediato quanto decisivo. "Come se non bastasse - continua Pagliara - a questo si uniscono una serie di ingenti danni riportati a causa dei forti venti delle scorse giornate, che hanno scardinato la zona della gabbia dei lanci e le zone di caduta dei salti, rendendo rischioso l’utilizzo dell’impianto ai fini della sicurezza".

"Potremmo poi proseguire con mille altri problemi di cui da mesi informiamo costantemente i funzionari comunali e responsabili degli impianti sportivi, senza successo. Riteniamo che sia una vergogna nazionale, infangare con tanta leggerezza quello che è stato uno degli impianti storici della realtà sportiva brindisina, e che sia un fatto di dignità poter godere di elementi basilari, come quelli sopracitati, per poter condurre ed espletare attività sia di livello agonistico che promozionale ed amatoriale"

"Per questi ed altri importanti motiv - conclude Giancosimo Pagliara -  qualora la situazione non dovesse migliorare il Comitato provinciale di Brindisi, in rappresentanza della Federazione italiana di atletica leggera, dichiara che non organizzerà gare e competizioni, per tutelare l’incolumità dei tesserati". Si attendono risposte, dopo mesi di segnalazioni e richieste di intervento.

                

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