Sport

La PerBrindisi batte cassa: "Il Città di Brindisi deve restituirci 10mila euro"

L'associazione polisportiva PerBrindisi ha dato mandato al suo avvocato, Giacinto Epifani, di adire le vie legali per recuperare i 10mila euro versati la scorsa estate alla Ssd Città di Brindisi per l'iscrizione della società al campionato di Serie D

BRINDISI - L’associazione polisportiva PerBrindisi ha dato mandato al suo avvocato, Giacinto Epifani, di adire le vie legali per recuperare i 10mila euro versati la scorsa estate alla Ssd Città di Brindisi per l’iscrizione della società al campionato di Serie D. Tale somma rientra nell’assegno di 47mila euro che lo scorso dicembre la Figc (Federazione italiana giuoco calcio) ha girato all’amministratore del sodalizio (radiato da ogni campionato), Domenico Solazzo, a titolo di rimborso per la mancata iscrizione al torneo di Serie D (oltre ai 10mila euro della PerBrindisi,in Federazione erano stati depositati altri 7mila euro donati da imprenditori locali, sempre per l’iscrizione, e 30mila euro risalenti alle vecchie gestioni).

In una nota diramata dalla PerBrindisi si legge che “la stessa (associazione, ndr) per volere dell’Assemblea del 06 luglio e delibera del proprio direttivo, ha messo tale importo a disposizione della Ssd Calcio Città di Brindisi in data 10 luglio., per mano del delegato dalla stessa, Gilberto Niccoli, perché questa fosse iscritta al campionato competente”. “La condizione, come scritto nell’accordo tra la Perbrindisi e la Ssd Calcio Città di Brindisi rappresentata dal signor Niccoli – si legge ancora nella nota - è  ‘l’impegno ad utilizzare detto denaro al sol fine di procedere  all’iscrizione della squadra Ssd Città di Brindisi al Campionato nazionale dilettanti’”. 

Una parte del comunicato della PerBrindisi, in realtà, non corrisponde del tutto al vero. Perché le decine di soci che lo scorso 6 luglio presero parte alla prima assemblea dell’associazione (alcuni dei quali con le deleghe di altri tifosi che non parteciparono all’incontro) votarono contro l’assegnazione al Città di Brindisi dei 10mila euro raccolti attraverso una sottoscrizione popolare alla quale aderirono centinaia di persone. Anche se per pochi voti, i no prevalsero sui sì. Nel giro di 48 ore, però, i soci fondatori decisero di non ritenere validi i voti espressi per delega, circoscrivendo il volere dell’assemblea ai soli voti espressi dalle persone presenti fisicamente al PalaMelfi (sede dell’incontro). 

Ad ogni modo, come noto, il Città di Brindisi venne estromesso dalla Serie D nell’ambito della sentenza della Corte Federale riguardante l’inchiesta Dirty Soccer e successivamente rinunciò anche al campionato d’Eccellenza, andando incontro alla radiazione. 

Secondo la PerBrindisi, l’attuale proprietario del sodalizio, Domenico Solazzo, “avrebbe dovuto tenere fede all’ accordo stipulato con l’Associazione Perbrindisi, confermato e riproposto sul profilo Facebook della società in data 5 settembre 2015, come di seguito riportato: ‘Si rende noto inoltre, che tutte le somme raccolte per l’iscrizione al Campionato nazionale di Serie D verranno restituite sia all’Associazione Per Brindisi che a tutti quei tifosi i quali, appassionati di calcio, sostenendo la causa “Salviamo il brindisi calcio”, hanno voluto contribuire alla realizzazione di questo sogno ormai svanito’”. 

Ma quei soldi non sono mai tornati indietro e l’associazione ha deciso di adire le vie legali “a tutela dei tanti tifosi che hanno creduto nella bontà del progetto ed esorta gli organi di stampa, le testate on line e i giornalisti che da anni seguono le vicende calcistiche della nostra città a dare il giusto risalto a quanto da noi testé denunciato”.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

La PerBrindisi batte cassa: "Il Città di Brindisi deve restituirci 10mila euro"

BrindisiReport è in caricamento