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Giovedì, 20 Gennaio 2022
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L'abito del play è stretto per Gibson

C’è squadra e squadra. La squadra che entusiasma e vince è quella in cui Jonathan Gibson gioca nel suo naturale ruolo di guardia e quella che, invece, stenta e fa fatica ad attaccare il canestro ed è quella in cui a Gibson viene assegnato il ruolo di play maker. E’ vero che l’adattamento di Gibson al nuovo ruolo richiede tempi di crescita completa non brevi perché il giocatore possa prendere maggiore dimestichezza senza compromettere la fluidità della manovra di squadra in attacco, ma è anche vero che il campionato di serie A non consente tempi lunghi per esperimenti che possono costare un prezzo elevato in termini di punti e di classifica.

BRINDISI - C'è squadra e squadra. La squadra che entusiasma e vince è quella in cui Jonathan Gibson gioca nel suo naturale ruolo di guardia e quella che, invece, stenta e fa fatica ad attaccare il canestro ed è quella in cui a Gibson viene assegnato il ruolo di play maker. E' vero che l'adattamento di Gibson al nuovo ruolo richiede tempi di crescita completa non brevi perché il giocatore possa prendere maggiore dimestichezza senza compromettere la fluidità della manovra di squadra in attacco, ma è anche vero che il campionato di serie A non consente tempi lunghi per esperimenti che possono costare un prezzo elevato in termini di punti e di classifica.

Coach Bucchi deve risolvere l'equivoco - Gibson in tempi rapidi. Contro Cremona Gibson è stato decisivo solo quando, nel secondo quarto, liberato da pressanti compiti di regia ha dato vita al "Gisbon-show" mettendo a segno ben 16 punti in 8 minuti sui complessivi 22 realizzati dalla squadra, facendo salire la percentuale di tiro al 71 per cento, e provocando uno stato confusionale al coach cremonese Attilio Caja che, non sapendo più a che Santo votarsi per fermarlo, più volte ha tentato di mettersi le mani nei capelli per stapparseli, dimenticandosi che è calvo.

Di sicuro coach Bucchi non potrà rinunciare a cuor leggero ed in tempi brevi a proseguire nel suo esperimento e affiderà ancora a Gibson compiti di play maker, ma non sia mai che per rispettare la volontà delle parti sancite in un accordo contrattuale con lo stesso giocatore e il suo procuratore, e che per guadagnarsi il passaggio nella Nba, debba rimetterci la squadra e la classifica. Gibson è un talento naturale che difficilmente riuscirà a restare intrappolato in un ruolo che ne limiti l'estro e la creatività e che lo porti a lavorare per gli altri.

Anche contro Cremona, di certo una squadra modesta, la manovra dell'Enel Brindisi è parsa impacciata e priva della necessaria fluidità con il Gibson play che in quel ruolo perde cinque palle delle 21 complessive di squadra, che stenta a far girare la squadra ed impone a coach Bucchi una scelta ponderata costata allo stesso Gibson ben 12 minuti di panchina. Ma molte sono le note positive emerse dalla partita contro Cremona. Prima di tutto il risultato che sblocca lo zero in classifica e che fa molto morale dopo la sconfitta interna ad opera di Varese,e poi la conferma che Scottie Reynolds può ben integrarsi con Gibson in regia, un giocatore utile che è destinato a migliorare quando sarà sorretto da una migliore condizione atletica ed avrà acquisito il necessario ritmo-partita, che finalmente ha saputo dimostrare di avere anche un buon tiro, di saper difendere e di sacrificarsi con successo in un gioco oscuro ma redditizio.

Note positive anche da Antywane Robinson e da Cedric Simmons ( ha catturato 9 rimbalzi complessivi e realizzato 9 punti) anche lui in ritardo di preparazione e che potrà certamente offrire un rendimento più continuo quando avrà acquisito il ritmo-partita. Poi l'apporto finalmente determinante degli italiani Ndoja, Fultz e Formenti che hanno dato a coach Bucchi la possibilità di tenere in panchina i giocatori che non rispondevano agli ordini di scuderia, colpevoli di distrazioni difensive inammissibili per la "dottrina-bucchiana". Ne ha fatto le spese Jeff Viggiano che pure aveva iniziato molto bene e che stenta ancora ad inserirsi nei giochi di squadra e ad acquisire maggiore intensità difensiva, così come richiesta da coach Bucchi.

Il risultato complessivo, fra note positive e negative, e l'andamento dei tempi di gioco, espresso anche in termini di risultati, spiegano chiaramente che la squadra è ancora alla ricerca della continuità di gioco e di rendimento, peculiarità che potranno essere recuperate solo quando sarà risolto l'equivoco - Gibson e giocatori come Reynolds, Simmons e Grant saranno nelle migliori condizioni fisiche di forma. Nel frattempo coach Bucchi chiuda i suoi giocatori nel PalaPentassuglia e li liberi quando avranno imparato ad eseguire una semplice rimessa.

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