rotate-mobile
Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Sport

Marconato spiega la rabbia dei giocatori. "Disconosciamo Galigani come presidente"

BRINDISI – I giocatori del Football Brindisi non riconoscono il presidente Galigani; restano a disposizione dell’allenatore perché non vogliono tradire i tifosi, la città e la maglia che indossano, e allungano una mano ad eventuali imprenditori che potrebbero rilevare il Brindisi dicendo che sono disponibili ad intese per salvare la società. Ne parla il portiere Massimo Marconato. Lo fa a titolo personale, ma la squadra è compatta, non ci sono defezioni sorta.

BRINDISI - I giocatori del Football Brindisi non riconoscono il presidente Galigani; restano a disposizione dell'allenatore perché non vogliono tradire i tifosi, la città e la maglia che indossano, e allungano una mano ad eventuali imprenditori che potrebbero rilevare il Brindisi dicendo che sono disponibili ad intese per salvare la società. Ne parla il portiere Massimo Marconato. Lo fa a titolo personale, ma la squadra è compatta, non ci sono defezioni sorta.

"Non lo riteniamo più il nostro presidente, questo lo può scrivere tranquillamente. Ci stiamo allenando e affronteremo tutte le prossime gare con determinazione e impegno. Lo facciano per la squadra, per i tifosi, per la città di Brindisi e per noi stessi. Siamo coscienti che dobbiamo dare il massimo anche se i problemi che stiamo affrontando sono tanti. Ne abbiamo svelati solo alcuni perché volevamo fare chiarezza con i tifosi e con la città, che meritano rispetto. Dico di più. Noi tutti speriamo che qualcuno si faccia avanti per risolvere questa situazione. E proprio perché non siamo contro il Brindisi, contro la città, ma è un presidente che ci ha dichiarato guerra e non vuole avere a che fare con noi, se qualcuno si farà avanti per salvare la barca, siamo disposti ad andargli incontro. Un accordo lo troveremo perché vogliamo il bene di questa squadra".

Massimo Marconato, 32 anni, portiere con una lunga e brillante carriera alle spalle, prelevato dalla Prima divisione, ha scelto Brindisi perché è una piazza importante anche se ha dovuto accettare un compenso molto inferiore a quello percepito altrove. Ma non immaginava di dover affrontare una situazione così paradossale. Un presidente che non solo non li paga, ma non vuole avere contatti con i suoi giocatori e sporge una denuncia alla Procura federale perché ritiene che in occasione della gara con la Vibonese da parte dei suoi ci sia stato un illecito sportivo.

"Non riesco a parlare con il presidente Galigani da tempo - racconta Marconato -. Se non fosse drammatica sotto tutti i punti di vista, verrebbe da ridere a raccontarla. Quando telefono il presidente mi rifiuta la chiamata. Ormai ci ho rinunciato. Spero che il mio avvocato o il mio procuratore, che sono entrambi di Taranto, un giorno riescano a incontrarlo per strada, dato che Galigani abita pure lui a Taranto, e quindi gli possano chiedere del destino che mi tocca".

Marconato viene ingaggiato dal Football Brindisi di Galigani. Lo stipendio non è basso. "Ho accettato - dice il portiere - solo perché Brindisi è una piazza importante. Mi ha promesso un premio sulla base del numero dei gol presi. Sulla parola. E io mi sono fidato. Poi non si cosa è successo. Fatto sta che due mesi fa Galigani e Pupino (il vice presidente; ndr) sono andati dal mio procuratore e gli hanno detto che dovevo andare via e mi avrebbero firmato immediatamente la risoluzione".

E invece? "Pensavo che avessero parlato con il mister (nel frattempo era arrivato Rastelli in sostituzione di Florimbj. ndr) e quindi non avrei più giocato. Non era così. Il mister due giorni dopo è venuto da me per parlarmi della squadra, dei suoi programmi. Gli ho spiegato quello che era accaduto, che ero molto rammaricato per quello che il presidente aveva detto e che, comunque, se il mister lo riteneva opportuno mi sarei messo a disposizione della squadra. E il mister mi rispose: 'Bene, se tu meriti sarai convocato'. Sicuramente in questi mesi ho commesso degli errori. Ma bisogna tenere conto che noi siamo esseri umani e non macchine. Che non è facile lasciare fuori i problemi. Io ho dovuto portare via, a Vasto, la mia famiglia perché non potevo pagare l'affitto, ed ora sto in casa con Ciccio La Rosa. Ho esaurito tutti i miei risparmi. Ho il mutuo della casa da pagare. Mica siamo ricchi. Noi giochiamo per vivere. E se non sai come pagare la rata del mutuo a non hai i soldi per la tua famiglia? Ma ci rendiamo conto?".

Ma torniamo alla risoluzione prospettata due mesi fa. Racconta Marconato: "Ho trovato due opportunità. Ma nel frattempo la risoluzione non c'è stata. Ho letto giorni fa su un quotidiano che in sede erano pronte le risoluzioni per me, Cejas e Lispi. Ma non ci è stato comunicato niente. Non so cosa stia facendo il presidente. Per ora sto qua e sono al servizio della squadra. Certo, se dovessi andare via chiederò la risoluzione e se non mi sarà data decideremo con il mio procuratore e il mio avvocato".

"Il discorso è semplice nella sua assurdità - aggiunge il portiere -. Se una persona sa che verrà pagata anche se non si sa quando, si mette il cuore in pace e aspetta, magari avendo piccoli acconti in modo da poter sopravvivere. E lo stesso accade se uno sa che non sarà pagato per niente. La nostra situazione è assurda perché non sappiamo niente di niente. Se il presidente ci dicesse: 'Non vi pago più' sarebbe preferibile rispetto al cumulo di bugie che dice in continuazione. Questo suo comportamento è deleterio. Ci pensi, ci ripensi, ti chiedi il perché, cosa è che sta succedendo. Si vive sulle notizie dei giornali. E questo si ripercuote sul piano nervoso. Perché come ho detto prima, siamo esseri umani non macchine. Non vogliamo più che si vada avanti con le bugie. Per questo nei giorni scorsi abbiamo convocato i tifosi; per questo avremmo voluto che all'incontro con i tifosi fossimo presenti anche noi. Vogliamo che venga detta la verità e non si continui a dire cose che non stanno né in cielo né in terra come ha fatto sinora Galigani senza il nostro contraddittorio".

Non si può certo dare torto ai giocatori. Sarebbe stato molto diverso se Galigani, invece di esternare in televisione, fosse andato nello spogliatoio e avesse detto come stanno le cose realmente. Cosa che fa sempre in tempo a fare prima che la situazione gli sfugga definitivamente di mano. I tifosi staranno buoni sino a quando? C'è stato un altro presidente, anzi lui era patron, che alla fine dovette lasciare la sede sotto scorta della polizia e non poté più rimettere piede in città. Stiamo parlando di Mario Salucci, imprenditore di Prato, sbarcato a fare affari in città. Tanti affari da far finire in carcere sindaco, amministratori, imprenditori. L'ultima sua venuta a Brindisi, prima che esplodesse la "tangentopoli brindisina", fu per un incontro con i tifosi nella sede del Brindisi Calcio. Circolavano voci di giocatori non pagati. Dovette uscire scortato. Gli stessi poliziotti fecero fatica a proteggere la sua incolumità: riportò una ferita al volto.

C'è però il rovescio della medaglia. Cosa può dire ai giocatori Galigani se non prendere tempo? E lo ha già fatto dicendo che a febbraio risolverà tutto. Come? Inspiegabile è la posizione di Antonio Pupino, vice presidente che costruisce piscine, la cui moglie ha acquisito il 98% delle quote del Football Brindisi. Lo hanno preteso i Barretta quando la coppia arrivata da Taranto ha detto agli ex proprietari Giuseppe e Francesco Barretta che poteva dare solo una piccola quota in contanti, mentre il resto doveva essere pagato a cambiali. Perché Galigani non poteva dare garanzie in solido, mentre Pupino sì, anche se pure lui non ha grandi possibilità, tanto è vero che la villetta data in garanzia è della suocera. Il più esposto è quindi lui perché ha una sua attività e c'è la casa di mezzo. Comunque pare che tra Galigani e Pupino qualcosa si è rotto. Non si capisce, però, di fronte a questo sfascio, perché Pupino, o meglio la moglie, non revoca l'incarico a Galigani, e prenda in mano lui la situazione cercando di salvare se stesso e la società.

La squadra, intanto, questo pomeriggio riprenderà ad allenarsi. "Siamo a disposizione del mister - ripete Marconato - e lo saremo sino a quando potremo anche se il presidente non vuole parlare con noi e non ci paga. Affronteremo nel migliore dei modi la prossima partita in casa e anche tutte le altre. Sempreché il presidente ce lo consenta". La squadra si allena ma in effetti non ha certezza di cosa accadrà. Galigani smentisce le voci che circolano sui fornitori non più disposti a fare credito. Ma i giocatori non sanno se per la prossima partita potranno fare nuovamente il ritiro presso l'Hotel Internazionale. Hanno sentito dire che anche la proprietà dell'albergo non sarebbe più disponibile. Non sanno se potranno contare su un pullman che li accompagni allo stadio. Questo per il 16. Poi la domenica successiva si dovrà andare ad Avellino. Le spese ci sarà qualcuno che le pagherà?

Gallery

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Marconato spiega la rabbia dei giocatori. "Disconosciamo Galigani come presidente"

BrindisiReport è in caricamento