Mentre Pupino cerca sponsor, i ragazzi del Brindisi si fanno onore con la Berretti

BRINDISI – Domenica senza calcio per i tifosi del Brindisi per questa ennesima sosta di campionato. Utile, ancora una volta all’allenatore Massimo Rastelli per mettere a punto la banda di ragazzini con i quali la squadra biancazzurra intende portare a termine questo campionato per via delle vicissitudini economiche susseguitesi in questi mesi. Ragazzini che ieri hanno giocato nella loro squadra di origine, la Berretti, andando a vincere a Campobasso. Stadio nel quale molti di loro (i due Tundo, Caravaglio, Gennari, Caputo) torneranno a giocare domenica prossima, nella gara di Seconda divisione, che vedrà il Brindisi opposto ai molisani.

Antonio Pupino

BRINDISI – Domenica senza calcio per i tifosi del Brindisi per questa ennesima sosta di campionato. Utile, ancora una volta all’allenatore Massimo Rastelli per mettere a punto la banda di ragazzini con i quali la squadra biancazzurra intende portare a termine questo campionato per via delle  vicissitudini economiche  susseguitesi in questi mesi. Ragazzini che ieri hanno giocato nella loro squadra di origine, la Berretti, andando a vincere a Campobasso. Stadio nel quale molti di loro (i due Tundo, Caravaglio, Gennari, Caputo) torneranno a giocare domenica prossima, nella gara di Seconda divisione, che vedrà il Brindisi opposto ai molisani.

La vicenda è ormai nota. Il Brindisi in estate, rinuncia al ripescaggio in Prima divisione e viene ceduto alla rispettive mogli della coppia Vittorio Galigani e Antonio Pupino. Che diventano presidente il primo e vice il secondo. Pagano 250mila euro in contanti ai fratelli Giuseppe e Francesco Barretta e il resto a rate da pagare mensilmente tra novembre e marzo. Nei mesi successivi Galigani apre un contenzioso con i Barretta; chiede il sequestro delle cambiali al giudice (che lo rigetta) perché ritiene che nel bilancio della società ci sia un surplus  di qualcosa come mezzo milione di euro, per cui, secondo lui, il prezzo di vendita dev’essere rivisto.

La situazione della società è diventata insostenibile. Presidente contro giocatori, accusati di concordare i risultati delle gare con gli avversari (è in piedi un’inchiesta federale avviata dopo il match tra Brindisi e Vibonese), stipendi non pagati e relativo deferimento dei dirigenti (a giorni dovrebbe arrivare un punto di penalizzazione), messa in mora da parte di sei giocatori, poi da alcuni ritirata, fornitori che bussano alla porta per i pagamenti, tifosi inferociti che non entrano alla stadio e vogliono le dimissioni della dirigenza. Il 23 gennaio Galigani annuncia le dimissioni e il 27 il consiglio di amministrazione le accoglie nominando presidente Pupino, marito di Maria Pia Lacatena, padre dipendente della “Lamborghini bruciatori”, proprietaria del 98% delle quote sociali del Brindisi.

Pupino ha preso in mano le redini della società e si è impegnato a salvarla dal tracollo finanziario. Compito non facile ma ci sta provando. Come ci riuscirà al momento non è dato sapere. Certo è che ha avviato contatti con i fratelli Barretta i quali, stando alle notizie trapelate, gli avrebbero detto d’essere disposti a ridurre notevolmente la cifra che debbono ancora ricevere per andare incontro al Brindisi ed evitare che la società, creata da loro, possa finire in malo modo. E questo, se verrà confermato, sarebbe già un grosso passo avanti per Pupino. Perché, peraltro, i Barretta gli avrebbero anche detto d’essere disposti ad aspettare tempi migliori per entrare in possesso della cifra notevolmente ridotta: si parla del 40-50% in meno.

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Nel frattempo Pupino si sta muovendo per cercare di trovare persone che vogliano entrare nella società o la vogliano rilevare. Anche su questo fronte nulla trapela. Giorni fa, dopo l’ingresso in campo e l’immediata ritirata di Giovanni Brigante, consigliere regionale del Partito democratico, si è parlato di una cordata di brindisini intenzionata a rilevare la società, guidata da Giuseppe Marchionna, ex sindaco socialista della città, grande appassionato di calcio e tifosissimo del Brindisi. Ma si è trattato, almeno ufficialmente, solo di voci. La squadra, intanto, ritornerà ad allenarsi martedì in vista della gara contro il Campobasso. Trentasei i giocatori a disposizione di Rastelli. Molti di questi sono gli ex titolari che sono stati messi fuori rosa ma che per contratto si debbono allenare regolarmente (e debbono essere pagati regolarmente).

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