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Mimmo Renna: il calciatore che incantò Garrincha

Approdato a Brindisi nella fase conclusiva di una carriera di altissimo livello, Renna un giorno catturò l'attenzione del campione brasiliano

BRINDISI - Per i brindisini Antonio Renna era semplicemente “Mimmo”, uno di famiglia, per aver fatto parte prima come giocatore e poi come allenatore nel periodo più esaltante della storia del calcio cittadino, legato a Luis Vinicio ed al presidente Franco Fanuzzi e ad un gruppo di giocatori straordinari, come il suo fraterno amico Aldo Sensibile,  Diego Giannattasio, Tonino La Palma, Mario Cantarelli, Beppe Papadopulo, Rosario Di Vincenzo, Aldo Bellan, Franco Castelletti e tutti gli altri ancora oggi legati da sincera amicizia.

L’approdo alla Brindisi Sport

Mimmo giunse a Brindisi sul finire della sua esaltante carriera da giocatore, e da subito aveva dimostrato anche in campo la sua saggezza tattica e la sua intelligenza, supportata da una tecnica individuale straordinaria, tale da essere considerato un allenatore sul terreno di gioco. Luis Vinicio ne aveva la massima considerazione e stima, di fatto ritenendolo il suo allenatore in campo, e tanta era la sua fiducia che quando c’era da tirare un calcio di rigore per il Brindisi, fermava il gioco e chiedeva la sostituzione per fare entrare in campo Mimmo Renna dalla panchina per affidargli l’esecuzione, certo che il suo amico fidato non avrebbe fallito.

La promozione in B e la salvezza all’ultima giornata

Di Mimmo Renna giocatore a Brindisi si ricordano esaltanti stagioni agonistiche con la promozione della squadra in serie B, ma anche e da allenatore in particolare la miracolosa salvezza matematica raggiunta all’ultima giornata di campionato di serie B 1974-75, dopo nove vittorie consecutive ed il pareggio per 1 a 1 conseguito in trasferta ad Arezzo del 22 giugno 1975, con al seguito di 3 mila tifosi.

Renna e Garrincha

La qualità della sua classe e del suo rendimento da giocatore è racchiusa anche in un episodio significativo vissuto a Brindisi. Da poco il Brindisi aveva esonerato il suo allenatore ed il presidente Franco Fanuzzi, straordinario e creativo, aveva convinto il suo amico Manè Garrincha, il campione del mondo e “stella” del Brasile di Pelè, ad assumere l’incarico tecnico della squadra brindisina, per ricreare l’entusiasmo nella tifoseria e far parlare di Brindisi tutta la stampa nazionale, pur sapendo che il regolamento federale vietava l’assunzione di allenatori stranieri per il campionato di serie C.  227px-MFdSantos-Garrincha-2

Manè Garrincha arrivò a Brindisi per assistere all’allenamento della squadra e mentre Mimmo Renna giocava in campo con i titolari chiese, nella sua stentata lingua fra italiano e portoghese, a chi gli stava accanto informazioni sul giocatore leccese. “Ma chi è quel giocatore con la maglia numero 7” -  domandò Manè Garrincha favorevolmente impressionato dalle qualità tecniche di Renna. Ed ancora “Ma come è possibile che non giochi in una grande squadra nella massima serie del calcio italiano”.

Fu spiegato a Manè Garrincha che Renna aveva già giocato con pieno merito in serie A e che aveva vinto anche uno scudetto con il Bologna, ma rimase ancora più sbalordito quando apprese che il giocatore che stava ammirando aveva 37 anni di età, commentò poi “…è un fenomeno!” Naturalmente il Brindisi non riuscì a tesserare Garrincha per il divieto federale e la squadra fu affidata proprio a Mimmo Renna che da allenatore in campo e fiduciario di Luis Vinicio, passò sulla panchina alla guida del Brindisi.

Sulla positiva esperienza brindisina Mimmo Renna costruì poi la sua straordinaria carriera di allenatore di grandi successi e di campionati vinti, con sempre al suo fianco l’inseparabile “amico-vice” allenatore Aldo Sensibile, facendosi apprezzare ovunque per la sua competenza, professionalità e correttezza, e come uomo da indubbi valori di onestà morale.

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