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Il calcio brindisino piange Giancarlo Manca, ucciso dalla Sla

La Sla (Sclerosi laterale amiotrofica), un male che ha già mietuto numerose vittime nel mondo del calcio, si è portata via anche Giancarlo Manca, uno dei calciatori brindisini più talentuosi degli anni '80, la cui carriera non ha reso giustizia alla sua capacità di dare del tu al pallone

BRINDISI – La Sla (Sclerosi laterale amiotrofica), un male che ha già mietuto numerose vittime nel mondo del calcio, si è portata via anche Giancarlo Manca, uno dei calciatori brindisini più talentuosi degli anni '80, la cui carriera non ha reso giustizia alla sua capacità di dare del tu al pallone. Giancarlo si è spento stamani in una clinica di Lecce. Il prossimo 22 agosto avrebbe compiuto 54 anni. Lascia un figlio. Anche uno dei suoi sei fratelli, Roberto, aveva giocato a livello agonistico.

Cresciuto fra le file della “Cattedral Brindisi”, storica società giovanile dell’epoca, Manca da giovanissimo è stato ingaggiato dal Casarano, in Serie C. Aveva una tecnica sopraffina. Gli amici, per rendere l’idea, dicono che giocava alla “Maradona”, con quell’estro e quell’imprevedibilità che lo rendevano una costante spina nel fianco per le difese avversarie.Manca in squadra-2

Sembrava destinato ai massimi palcoscenici del calcio nazionale. La leggenda narra che persino l’Inter fosse sulle sue tracce. Ma un po’ per sfortuna e un po’ per limiti caratteriali, Giancarlo si è dovuto accontentare dei campi in terra battuta dei campionati regionali e provinciali. Fra le varie realtà in cui ha militato, si conserva un ricordo della sua classe cristallina a San Pietro Vernotico, Carmiano e Montalbano.

Un amico d’infanzia cresciuto insieme a lui per le vie del rione Paradiso, Massimo Bungaro, attuale dirigente dell’Asd Paradiso Brindisi, dice che Giancarlo è stato uno dei calciatori più forti mai visti a Brindisi. “Giancarlo – dichiara Bungaro a BrindisiReport – aveva tanti estimatori. Nel 1987 andai a Ferrara per il servizio militare. Un capitano dell’esercito si accorse che provenivo da Brindisi e mi chiese se conoscevo un certo Giancarlo Manca, perché non aveva mai visto nessun giocare come lui”.

Giancarlo appese le scarpe al chiodo negli anni ‘90. Nel 2008 comparvero i primi sintomi della “bastarda”, nome affibbiato alla Sla da Stefano Borgonovo, ex calciatore con importanti trascorsi in Serie A Giancarlo Manca-2stroncato da questa malattia (ed è purtroppo lunga la lista di ex calciatori professionisti colpiti dalla Sla).

Il calvario iniziò con difficoltà a muovere le braccia e le gambe. Nel 2010, Manca non era più autosufficiente. Il figlio, i fratelli e gli ex compagni di squadra lo hanno assistito amorevolmente in questi anni segnati dalla sofferenza. Sulla sua pagina Facebook sono comparsi nel giro di poche ore numerosi messaggi di cordoglio. E l’immagine che gli amici conserveranno di lui è quella di un ragazzino che corre spensierato dietro a un pallone, pronto a farsi beffe di un difensore avversario con uno dei suoi irresistibili dribbling. 

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