Brindisi, nodo sanificazioni: impianti sportivi comunali in stand by

Chiusura provvisoria comunicata alle società. L'assessore Pinto: "Non ci sono norme ben definite, serve una regolamentazione comune"

BRINDISI – In un generalizzato quadro di incertezza che riguarda i protocolli anti Covid, il Comune di Brindisi ha dovuto sospendere l’utilizzo degli impianti sportivi di sua proprietà, ad eccezione di quelli dati in gestione a singole società. Il principale nodo da sciogliere è quello riguardante la sanificazione delle palestre. Le associazioni sportive, già gravate dal ticket, non sono assolutamente in grado di sostenere i costi di interventi quotidiani di sanificazione. Discorso analogo vale per l’amministrazione comunale, alle prese con una situazione economica “estremamente difficile”, come dichiarato ieri (mercoledì 9 settembre) dal sindaco Riccardo Rossi, nel suo intervento che ha preceduto l’approvazione del rendiconto 2019. La questione sarà al centro di un incontro fra tecnici comunali e assessori al ramo che si svolgerà oggi pomeriggio, in presenza anche del primo cittadino. L'obiettivo è quello di riaprire gli impianti entro il fine settimana. 

Le criticità più grosse riguardano la palestre scolastiche e gli impianti che ospitano più discipline (PalaMelfi e Palazumbo su tutti), con un continuo via vai di sportivi. Le linee guida per l’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere approvate dalla presidenza del Consiglio dei ministri-ufficio Sport lo scorso maggio pongono numerosi paletti. In particolare, per citarne alcuni, si chiede di: riorganizzare le attività con l’obiettivo ridurre il numero di operatori sportivi (e/o accompagnatori) contemporaneamente presenti; riorganizzare le mansioni/attività in modo da ridurne il numero nel rispetto dei vincoli richiesti dalla specifica disciplina sportiva ovvero della tecnologia, degli strumenti e dei limiti di operatività, considerata la necessità di fare formazione nel brevissimo periodo; suddividere gli operatori sportivi (e/o accompagnatori), necessari in presenza a valle della possibile riorganizzazione, in gruppi che svolgono la medesima attività/mansione e nei medesimi luoghi; determinare più dettagliatamente il rischio per area e la possibili dimensione degli spostamenti; organizzare un sistema di sanificazione dei locali e costante pulizia degli stessi.

Oreste Pinto-4

E quest’ultimo, appunto, è l'ostacolo più ingombrante, perché gli interventi di sanificazione costano e da regolamento devono essere svolti da enti accreditati. Una bella grana, insomma, sia per le società che per le amministrazioni comunali, che da Nord a Sud procedono in ordine sparso. “Non ci sono delle norme – dichiara a BrindisiReport l’assessore allo Sport del Comune di Brindisi, Oreste Pinto - ben definite. Si oscilla fra sanificazione periodica e sanificazione ad ogni cambio. Ancora oggi c’è un vulnus normativo. Alcune amministrazioni stanno risolvendo con una cosa che non è a mio avviso contemplata da nessuna parte, ossia sostituire la sanificazione con l’igienizzazione”. Pinto da giorni è in contatto con gli assessori allo Sport dei Comuni di Lecce, Taranto e Bari, con l’obiettivo di fare fronte comune. “Non si può lasciare – afferma Pinto – che ogni Comune faccia quello che vuole. Noi vogliamo che ci sia una regolamentazione univoca che non danneggi né le amministrazioni né le società. Per ora abbiamo dovuto chiedere alle società di fermarsi un attimo, in attesa che si decidano le linee guida. La soluzione passa assolutamente attraverso il confronto con gli altri capoluoghi”.

La Provincia

La Provincia di Brindisi, invece, nel rinnovare le concessioni d’uso delle palestre scolastiche di sua proprietà, ha imposto alle associazioni sportive la consegna alla direzione scolastica di un “ protocollo sanitario, conforme ai protocolli nazionali per lo svolgimento delle attività sportive, nel quale, tra l’altro, dovrà, con assunzione di ogni onere e responsabilità, impegnarsi ad eseguire, al termine di ogni uso quotidiano dell’impianto, tutte le necessarie opere di sanificazione dell’ambiente e delle attrezzature, con prodotti specifici che dovranno essere indicati specificatamente”.

Le associazioni dovranno inoltre: “Impegnarsi a rilevare la temperatura degli atleti per ogni accesso, direttamente o mediante acquisizione di autocertificazione personale dell’atleta o dei suoi genitori, se minore d’età”; “rendere disponibile, durante l’allenamento, apposito gel per la detersione delle mani, prima dell’accesso nell’impianto sportivo e al momento dell’uscita dallo stesso”.

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