Offese a Harrison: il giudice sportivo multa la Vanoli Cremona

“Offese, minacce collettive e frequenti nei confronti degli arbitri e del giocatore”. Ma la partita era a "porte chiuse”

Il giudice sportivo ha inflitto alla società Vanoli Cremona una multa di 3 mila euro per “offese, minacce frequenti e collettive del pubblico nei confronti di un tesserato avversario ben individuato (D’Angelo Harrison)”, provvedimento che spiega in termini precisi l’episodio che ha determinato l’atteggiamento di D’Angelo Harrison sanzionato con un fallo tecnico, il quarto personale del giocatore, inciso sul risultato finale. La presenza all’incontro dell’osservatore Dino Seghetti, un passato da grande arbitro ed attualmente direttore del settore tecnico del Comitato Italiano Arbitri, è servita così a stabilire la verità e la dinamica che ha portato la terna arbitrale composta da Vicino, Valzani e Grigioni a completare la propria giornata infelice, fischiando un fatto tecnico ad D’Angelo Harrison, colpevole di aver reagito con una occhiataccia agli insulti del pubblico presente. 

Il tweet di Harrison

Ed a seguito di quel fallo tecnico D’Angelo Harrison ha diffuso un tweet critico che trova immediato riscontro nella decisione del Giudice Sportivo: “I tifosi possono insultarti e dirti di tutto. Io ne ho guardato uno in tribuna dopo un tiro senza dire niente e mi sono preso un tecnico. Non lo capisco per niente”. E’ evidente che D’Angelo Harrison avrebbe dovuto evitare qualsiasi tipo di reazione, perché era tenuto sotto stretta osservazione da parte degli arbitri che, infatti, al momento opportuno hanno letteralmente brevettato un fallo tecnico che dovrebbe fare giurisprudenza nei regolamenti sportivi. 

La terna arbitrale passa alla storia

Vicino, Valzani e Grigioni, quindi, passano alla storia del basket, per aver sancito, forse per la prima volta, che ad un giocatore ripetutamente offeso e minacciato dal pubblico, come rilevato dal Giudice Sportivo, è fatto divieto di rivolgere lo sguardo verso le tribune. Non, quindi, un atteggiamento plateale e provocatorio, ma una semplice espressione di disapprovazione può determinare la sanzione di un fallo tecnico, come Vicino, Valzani e Grigioni “legiferano”, creando un precedente che ha dell’assurdo. Ma, poi, il protocollo per la gestione e l’organizzazione delle partite in modalità “a porte chiuse” prevede la presenza di pubblico non autorizzato a cui viene concesso di inveire con “offese e minacce collettive e frequenti nei confronti degli arbitri e di D’Angelo Harrison?”.

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