Palazzetto, il caos dei parcheggi: mancano i posti per andare a vedere la serie A/1

BRINDISI – La situazione ha assunto in alcuni momenti i toni del grottesco, sebbene si trattasse della realtà: nell'anno che vede Brindisi tra le squadre di serie A/1 del basket, mancano i parcheggi per andare a vedere la partita. E' successo anche questo, oggi pomeriggio, all'esterno del Palapentassuglia: sono volati insulti, offese, critiche, e in molti casi è mancato poco che si arrivasse addirittura alla zuffa. Niente, insomma, che faccia pensare ad un clima di festa come quello che dovrebbe caratterizzare la partita.

Il parcheggio del palazzetto

BRINDISI – La situazione ha assunto in alcuni momenti i toni del grottesco, sebbene si trattasse della realtà: nell'anno che vede Brindisi tra le squadre di serie A/1 del basket, mancano i parcheggi per andare a vedere la partita. E' successo anche questo, oggi pomeriggio, all'esterno del Palapentassuglia: sono volati insulti, offese, critiche, e in molti casi è mancato poco che si arrivasse addirittura alla zuffa. Niente, insomma, che faccia pensare ad un clima di festa come quello che dovrebbe caratterizzare la partita.

Code infinite si sono registrate all'esterno dell'impianto di contrada Masseriola già mezz'ora prima della partita tra il Brindisi e il Cremona. Il motivo dell'ingorgo, però, non era dovuto alle tipiche situazioni da traffico a ridosso di un evento. No, questa volta gli automobilisti non sapevano nemmeno dove parcheggiare le proprie vetture. Da qui, il rallentamento della circolazione e la rabbia di chi ha pagato un abbonamento per godersi la partita e deve invece dannarsi l'anima per capire dove lasciare l'auto per un paio di ore.

Le proteste sono partite non appena gli addetti della Multiservizi hanno sbarrato i due ingressi delle aree-parcheggio: i posti erano esauriti, da qui la decisione di non far passare più nessuno. Nemmeno gli agenti della polizia municipale potevano fare qualcosa, visto che le disposizioni restano quelle e che neppure loro potevano suggerire agli automobilisti di parcheggiare dove non c'erano aree apposite. Anzi, di fronte a coloro che – stufi di cercare ancora – avevano deciso di fermarsi nei punti di sosta vietata, hanno anche spiegato che in questi casi è previsto non solo il pagamento di una multa ma anche la rimozione del mezzo.

Fino a cinque minuti prima della partita, molta gente erano ancora fuori dal palazzetto a cercare un posto per l'auto. I meno pazienti hanno addirittura invertito il senso di marcia e hanno fatto rientro a casa, sdegnati per l'accoglienza ricevuta in contrada Masseriola.

I più intrepidi, invece, hanno dovuto giocoforza proseguire, fino a raggiungere addirittura il quartiere La Rosa, per poi fare diverse centinaia di metri a piedi per raggiungere il palazzetto. Altri hanno lasciato l'auto in piena campagna, ma questa soluzione estrema diverrà senz'altro meno praticabile nei giorni di pioggia, quando il fango renderà inaccessibili anche quelle aree.

A questo punto, in attesa di capire se e quando saranno mai ampliate le zone-parcheggio (i terreni adiacenti non mancano, resta da capire semmai a che punto si è con gli espropri), una proposta sembra essere la più indicata: perchè non istituire un bus-navetta che accompagni tifosi e appassionati al palazzetto? Questi ultimi, oltretutto, sarebbero ben lieti di pagare il prezzo del biglietto pur di risparmiarsi chilometriche code come quelle viste oggi. Nelle altre città, soluzioni del genere sono all'ordine del giorno. Qui, invece, a chi vuole solo andare a vedere una partita, tocca litigare con gli addetti alle aree-parcheggio, con un ausiliario del traffico, se non addirittura con un vigile urbano. Non proprio, insomma, uno scenario da serie A/1.

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