Basket: Petrucci dichiara concluso il campionato di Serie A

Decisione adottata dal presidente della Fip dopo una interlocutoria conference call fra la federazione e la Lega

Calano i titoli di coda sulla stagione 2019/2020 di basket. Il presidente della Fip (Federazione Italiana Pallacanestro), Giovanni Petrucci, nel tardo pomeriggio di oggi (martedì 7 aprile) ha dichiarato concluso il campionato di Serie A.  “Tale decisione - si legge nel comunicato della federazione - è stata presa a seguito della perdurante emergenza epidemiologica da Covid-19 su tutto il territorio nazionale. La Fip è determinata a tutelare la salute di atleti, tecnici, arbitri, dirigenti, di tutti coloro che partecipano all’organizzazione delle gare dei campionati e delle loro famiglie.”

“Considerato che dai Dpcm e dalle ordinanze emesse fino a questo momento dal Governo e dalle Regioni – si legge ancora nel comunicato - non emergono date certe circa la possibilità di ripresa dell’attività sportiva in condizioni di totale sicurezza, non si può pensare che si svolgano gare di basket sul territorio nazionale, ed in particolare nelle zone geografiche più colpite dall’epidemia”.
Dal Governo, dalle Regioni e dalla scienza, inoltre, arrivano precise e stringenti indicazioni che riguardano il distanziamento sociale. Misure impossibili da attuare per uno sport di contatto come la pallacanestro. È noto, altresì, che molte società hanno autorizzato la partenza verso il loro Paese di origine di molti atleti di cittadinanza straniera. È dovere, quindi, della Fip assumere ogni iniziativa che possa tutelare le proprie affiliate ed i propri tesserati”.

“Dichiarare conclusa l’attuale stagione sportiva – afferma Petrucci - permette ai club ed ai tesserati di adottare tutti quei comportamenti necessari ad evitare ulteriori costi da sostenere in assenza di attività. La Fip ritiene di adottare questo provvedimento anche in considerazione dell’impossibilità di disputare le gare alla presenza di migliaia di appassionati, patrimonio fondante del movimento cestistico italiano”.

E’ stato il presidente federale, dunque, a rompere gli indugi, dopo che la conference call fra Fip e Lega svoltasi nel pomeriggio si era conclusa con un sostanziale nulla di fatto. La decisione era stata infatti rinviata alla giornata di domani, facendo evidentemente prevalere la linea prospettata dalle due società bolognesi, Virtus e Fortitudo, schieratesi contro la chiusura del campionato, voluta invece da quasi tutte le altre società di Lega Basket, per evidenti motivi di infattibilità. Ha partecipato all’incontro virtuale, in rappresentanza della Happy Casa Brindisi, anche il presidente del sodalizio di contrada Masseriola, Nando Marino. 

Virtus e Fortitudo Bologna chiedevano i play off scudetto.

Nei giorni scorsi le società bolognesi, a firma di Luca Baraldi, per la Virtus, e di Christian Pavani per la Fortitudo, hanno fatto pervenire a Fip e Lega basket, due note curate dall’avvocato Mattia Gassani, noto esperto di diritto sportivo, con le quali in sostanza chiedevano di non procedere alla definitiva chiusura del campionato ma di attendere l’evoluzione degli eventi ed i provvedimenti che in merito avrebbe adottato il Governo, alla scopo di evitare una sorta di “inadempienza contrattuale di natura risarcitoria e restitutoria da parte delle televisioni, degli sponsor e degli abbonati”.

Secondo l’ordinamento sportivo nazionale, aveva ribattuto il presidente della Fip Gianni Petrucci, invece, ogni decisione relativa ad apertura e chiusura del campionato, è di stretta competenza delle federazioni.  Il confronto odierno fra Fip e Lega Basket, al quale ha preso parte il Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora con tutto il suo staff, si è concluso con “l’allineamento di tute le componenti circa i percorsi da intraprendere, nella piena consapevolezza degli interventi da adottare”. La Lega Basket aveva concluso l’ultima riunione dei assemblea con l’indicazione di confermare come data ultima il 30 giugno per la definitiva chiusura del campionato, di fatto non prendendo in considerazione il progetto presentato dalla Virtus Bologna di una diversa calendarizzazione del campionato con la conclusione ben oltre la data del 30 giugno, consistente in una fase play off fra le prime 16 squadre della attuale classifica, da disputarsi fra agosto e settembre.

Progetto irrealizzabile

Questo progetto è sembrato improponibile ed irrealizzabile in una situazione di grave emergenza sanitaria ed in cui sarebbero state coinvolte città come Milano, Cremona, Brescia, Venezia, non tiene conto che molte società non dispongono di impianti sportivi con aria condizionata, che quasi tutti i giocatori sono rientrati in America, compresi tutti quelli della Virtus (ad esclusione di Frank Gaines), e con il contratto in scadenza al 30 giugno. Mancherebbero, pertanto, anche i tempi tecnici per realizzare questo eventuale disegno proposto dalle società bolognesi. In questa situazione si sarebbe verificata una nuova ed enorme disparità di valori in campo fra le diverse formazioni, considerato anche che lo slittamento a settembre avrebbe potuto compromettere la partenza della prossima stagione agonistica 2020-2021, con alcune squadre che rischiano di non potersi iscrivere al prossimo campionato. 

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