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Quando Milano inciampò in Malagoli e i suoi

Correva l’anno….. 1981 quando la Bartolini Brindisi scrisse una delle più belle pagine della storia del basket brindisino che nessuno mai ha voluto e potuto cancellare, una partita mai rimossa dalla memoria dei tifosi che la vissero con i loro beniamini.

Correva l'anno?.. 1981 quando la Bartolini Brindisi scrisse una delle più belle pagine della storia del basket brindisino che nessuno mai ha voluto e potuto cancellare, una partita mai rimossa dalla memoria dei tifosi che la vissero con i loro beniamini. Era il 15 novembre del 1981 quando il "miracolo a Brindisi" fu opera di Sarra 8, Campanaro, Cavaliere, Fischetto 2, Spinosa 2, Malagoli 22, Howard 28, Ponedexter 12, Goti, Vitali allenati da Rudy D'Amico che riuscirono nell'impresa di vincere (74-72) contro "giganti" del basket come D'Antoni 20, Lamperti 2, Ferracini 10, Giannelli 18, Premier 22, Gallinari, Innocenti, Della Monica, Pignolo, Del Buono di coach Dan Peterson, partita arbitrata da Cagnazzo e Filippone di Roma.

A fine partita Dan Peterson si fece attendere in sala stampa. Dall'interno del suo spogliatoio si udivano urla conseguenza di discussioni fin troppo animate. Un arrabbiatissimo e pallidissimo Dan Peterson cercava di giustificare la sconfitta con l'assenza di Dino Meneghin, e quando Pompeo Barbiero gli chiese conto delle urla che venivano dal suo spogliatoio, replicò a muso duro e con toni minacciosi "?.lei cancelli questa domanda!". Grande Dan! Ancora oggi il mitico Dan Peterson quando incontra un brindisino (l'ultima volta, avvenne pochi mesi fa, ero con Piero Pasini nell'Unipol Arena di Bologna) gioca d'anticipo e attacca dicendo "Lo so, adesso mi vuoi dire della sconfitta della mia Billy Milano a Brindisi??", e subito dopo aggiunge una domanda-risposta crudele che non lascia spazio alla sentenza "?chi vinse lo scudetto quell'anno? Mia Billy! Chi retrocesse? Brindisi".

Okay coach. Partita chiusa e beviamoci sopra. Ma, nonostante le cattive domande-risposte di coach Dan, i brindisini non potranno mai dimenticare quella strepitosa vittoria contro Billy Milano al primo anno di serie A. Trentadue anni dopo la storia di ripete. Il 13 ottobre 2013 segna un'altra data storica che sarà a lungo ricordata. Anche questa volta l'Enel Basket Brindisi ha battuto la formazione milanese dell'EA7. Cambiano i protagonisti. Non più Dan Peterson ma il bravo Luca Bianchi che non ha elementi per giustificare una sconfitta eclatante e lealmente ammette i meriti dell'Enel Brindisi. La squadra di coach Bucchi ha giocato una partita perfetta per essere ancora alla prima giornata di campionato e con un gruppo ancora in fase di intesa, composto in larga parte da giocatori che si conoscono da appena due mesi, molti dei quali alla prima esperienza del campionato di serie A, che si è concessa qualche breve pausa solo nel secondo quarto.

E' piaciuta l'intensità difensiva, la continuità di rendimento e la voglia di non mollare mai, ribattendo colpo su colpo a giocatori prestigiosi che compongono una squadra destinata a lottare per la conquista dello scudetto ma, soprattutto, l'Enel Brindisi ha dato la sensazione di poter ancora crescere e migliorare il rendimento dei suoi giovani. Solo qualche ritardo che coach Bucchi ha già individuato e che sarà certamente corretto con il passare del tempo. Non a caso il coach brindisino ha deciso di schierare Zerini in quintetto base, evidentemente consapevole del giustificato ritardo di preparazione e di inserimento di Alade Aminu negli schemi di gioco. La squadra ha bisogno del suo pivot sotto i tabelloni ma intanto, proprio contro Milano, Miroslav Todic ha sfoggiato una prestazione eccezionale, fatta non solo di "muscoli" sotto canestro (7 rimbalzi, recuperi difensivi e spazi limitati agli avversari) ma anche di buona presenza in attacco.

Zerini e Todic rappresentano una buona garanzia per coach Bucchi in attesa del pieno recupero di Aminu. Ottima impressione hanno destato James, Dyson , Lewis e Campbell, mentre Snaer ha mostrato notevoli doti potenziali ed è giocatore destinato a crescere se coach Bucchi, così come ha fatto contro Milano, saprà gestirlo al meglio nel corso della partita. E' una garanzia anche Massimo Bulleri che coach Bucchi ha utilizzato con raziocinio nei momenti topici della partita, quando si è resa necessaria lucidità e saggia amministrazione del gioco, in particolare contro avversari di grande esperienza e qualità tecnica. C'è stato spazio anche per Matteo Formenti, giusto il tempo per scendere in campo e piazzare una "tripla" di grande effetto che ha ricordato le migliori azioni , a conclusione come da schema dello scorso campionato.

L'Enel Brindisi che ha piegato l'EA7 Milano, naturalmente, ha ancora da lavorare e rimuovere le cause del 2/10 dall'arco che ha limitato la squadra nel corso del secondo tempo ed il 6/21 finale, e le 15 palle perse di cui ben 7 solo nel secondo tempo (ma, attenzione, si giocava contro una delle formazioni più forti del campionato!). La squadra ha messo al sicuro due punti pesantissimi che valgono doppio. Non saranno molte le squadre che nel corso del campionato riusciranno a battere l'EA7 Milano, in particolare le formazioni che hanno gli stessi obiettivi dell'Enel Brindisi.

Intanto i giornali a larga diffusione nazionale, nell'esaltare la vittoria da scrivere ancora nelle più significative pagine della storia del basket brindisino, riferendosi al PalaPentassuglia, hanno trovato modo di aggiungere che "?.l'impianto è imbarazzante per la serie A, ne serve uno nuovo". Ma oltre ai tifosi ed alla società, non si vede in giro più nessuno che provi imbarazzo e vergogna per costringere la città a misere figuracce di immagine. Il "palavergogna" continua ad essere il simbolo di una città ormai incapace di arrossire.

 

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