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Rastelli: "Squadra tutta da rifare, almeno dieci giocatori da cambiare"

BRINDISI – E’ un boccone che più amaro non può essere. “Preferisco perdere le partite giocando piuttosto che pareggiarle come è accaduto oggi contro la Vibonese”. Massimo Rastelli, allenatore del Football Brindisi, soppesa le parole. Non vuole perdere il controllo, ma si vede che è una pentola che a malapena contiene il contenuto in ebollizione. “In questa condizione – dice – non è possibile andare avanti. Qui si debbono sostituire almeno dieci giocatori per poter raddrizzare la situazione. C’è bisogna di persone motivate, che abbiano il necessario entusiasmo. Con gli elementi che ho a disposizione qualsiasi cosa si faccia non produce risultati”.

BRINDISI - E' un boccone che più amaro non può essere. "Preferisco perdere le partite giocando piuttosto che pareggiarle come è accaduto oggi contro la Vibonese". Massimo Rastelli, allenatore del Football Brindisi, soppesa le parole. Non vuole perdere il controllo, ma si vede che è una pentola che a malapena contiene il contenuto in ebollizione. "In questa condizione - dice - non è possibile andare avanti. Qui si debbono sostituire almeno dieci giocatori per poter raddrizzare la situazione. C'è bisogna di persone motivate, che abbiano il necessario entusiasmo. Con gli elementi che ho a disposizione qualsiasi cosa si faccia non produce risultati".

Due mesi fa Rastelli è stato chiamato a sostituire Carlo Florimbj, il tecnico che aveva allestito questo mega-gruppo. "Facile dire ora - risponde - dire chi me l'ha fatta fare. Con il senno di poi tutto è possibile. Due mesi fa le condizioni che mi erano state prospettate erano totalmente differenti. Non era ciò che ho trovato e non era quello che mi aspettavo di trovare". Qualcosa, o meglio, più di qualcosa non va. Come cambiare rotta? Chiarisce Rastelli: "Bisogna subito recuperare unità di intenti, capire quali obiettivi ha la società e cambiare, come ho detto, almeno dieci giocatori". E prosegue: "Gli ultimi quindici minuti di partita non mi sono affatto piaciuti, questa squadra è tutta da rifare".

Il campionato ora si ferma. Una lunga pausa. Che sarà anche di riflessione. Rastelli dà l'impressione di essere sul punto di mollare. Che accadrà in questi giorni? "Ho a disposizione diversi giorni per riflettere risponde Rastelli -. Rifletterò a lungo sul da farsi". Dei dirigenti non c'è nessuno. Il presidente Vittorio Galigani ha lasciato lo stadio prima che la partita finisse. Le parole di Rastelli sono rivolte soprattutto a lui. Vuole chiarezza da parte della società, conoscere gli obiettivi. Ma non solo Rastelli vuole chiarezza. A questo punto è il popolo biancazzurro a pretendere chiarezza, perché ha il diritto di sapere che cosa ha in mente di fare e il presidente Vittorio Galigani ha il dovere di dire chiaro e tondo come stanno le cose.

Non è più tempo di tergiversare. Né è onorevole seguire la gara da un angolo nascosto e lasciare lo stadio in tutta fretta prima della fine della partita. Chiarisca come è la reale situazione economica, se ha il denaro per portare avanti la squadra oppure faccia le valige prima che si arrivi al fallimento. Sarà di sicuro molto più apprezzato. Francamente non crediamo che il presidente Galigani voglia appiccicare sulla sua giacca un'altra simile "onorificenza". Ha già quelle di Potenza (società fallita lo scorso anno), del Taranto e prima ancora del Foggia. Una quarta "onorificenza" del genere sarebbe davvero troppo, da guinness dei primati.

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