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Brindisi-Valona-Brindisi, è stata una regata tosta. Ecco chi ha vinto

Vento di intensità media di 27-28 nodi, ma con punte attorno all'Isola di Saseno sino a 45 nodi. Due barche costrette al ritiro per danni all'armo velico, ma avarie anche su altre che tuttavia hanno proseguito

BRINDISI – Vento di intensità media di 27-28 nodi, ma con punte attorno all’Isola di Saseno sino a 45 nodi. Due barche costrette al ritiro per danni all’armo velico, ma avarie anche su altre che tuttavia hanno proseguito. Questa è stata la quarta edizione della regata Brindisi-Valona-Brindisi, nata come competizione per equipaggi composti da due persone, ma da questa volta aperta anche ad equipaggi completi. Diciamo subito che ha vinto la classifica  “per due” in tempo compensato Orc  l’X-332 Florenxia della Lni Campomarino, portata da Michele Semeraro e Andrea Palminteri. Entrambi laseristi (Palminteri fa parte del Laser Sailing Team del Circolo della Vela Brindisi), confermano l’assunto che chi proviene dall’agonismo su queste derive non sfigura affatto al timone o alla tattica nelle regate di altura.

Michele Semeraro e Andrea Palminteri-2Secondo posto, sempre nella classifica “per due” in tempo compensato, guarda caso un altro equipaggio di laseristi, quello del Bavaria 38 Rubinicco, Lni Brindisi, composto da Mirko Gallone (anche lui del Laser Sailing Team del Circolo della Vela Brindisi) e Guido Bianco. Ha vinto invece in tempo reale la regata Brindisi-Valona-Brindisi “per due” il Bavaria 42 Match My Best Love di Marco Navazio, Circolo della Vela Brindisi, che si è aggiudicato così il Trofeo dell’Accoglienza, che richiama lo spirito della regata che è quello di ricordare il grande sbarco di 27mila albanesi nel marzo del 1991 a Brindisi. Vittoria, infine, nella Brindisi-Valona-Brindisi  “per tutti” del First 36.7 Ederan di Pietro Caliandro, della Lni Brindisi (nella foto, Semeraro e Palminteri).

Al via di sabato scorso si sono presentate dodici imbarcazioni. Condizioni di regata nelle prime due ore più che abbordabili con un vento di scirocco non superiore ai 10-12 nodi. Ma come già detto nell’articolo di presentazione della regata, il Canale d’Otranto riserva molte sorprese. Andrea Palminteri racconta che le medie di vento reale sono passate poi ai 25-27 nodi, e la situazione è peggiorata man mano che la flotta si avvinava all’isola di Saseno, nel golfo di Valona. Due barche erano già state costrette al ritiro per avarie non rimediabili: Biggest (una delle favorite), l’Elan 37 SD di Gianni Cavallo, che ha rotto due genoa, mentre ha rotto randa e genoa Alinaturali, l’Elan 36 di Sandro Colucci, barche entrambe della Lni Brindisi.

Guido Bianco e Cosimo Gallone-2Ma hanno avuto guai con l’armo anche Blu Fantasia (vang), il First 40.7 di Federico Gagliano, del CV Brindisi, la stessa Florenxia (genoa) e My Best Love, tanto per citarne alcune. La situazione si è fatta dura lasciando a destra l’isola di Saseno. Qui l’ostro (sud) è salito a 35 nodi di media con punte di 45 nodi, costringendo le imbarcazioni ad una bolina complicata per doppiare l’isola e mettersi sulla rotta del rientro. Le prime barche in tempo reale a giungere al cancello di saseno sono state, nell’ordine, My Best Love, il Grand Soleil 40 S Grande Cesare di Giosuè Barsotti (Lni Brindisi), Igarapè, il Sun Odyssey 49 P di Marino Zigrossi (CN Riva di Traiano), e Florenxia (nella foto, Bianco e Gallone) .

Rientro al traverso con 20-25 nodi di ostro, che prima di Brindisi ha ruotato a nord-ovest diventando un maestrale di 15-20 nodi. Lavoro tosto, quindi, soprattutto per le imbarcazioni con equipaggi di due persone, che non hanno potuto rifiatare se non una volta in banchina a Brindisi. Gli arrivi sono cominciati poco dopo le 3 del mattino di domenica, nella serata la cerimonia della premiazione presso la sede della Lega navale italiana a Brindisi, organizzatrice della regata.

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