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Venerdì, 12 Aprile 2024
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Riflessioni dalla vetta della classifica

Sarà pure una classifica provvisoria, ma questa è, senza trucchi e senza inganni e con pieno merito. Ed allora, perché no: salutiamo la capolista Brindisi che , con Bologna e Cantù, aspettando Siena, occupa la prima posizione come sancisce la classifica ufficiale della Lega A .

Sarà pure una classifica provvisoria, ma questa è, senza trucchi e senza inganni e con pieno merito. Ed allora, perché no: salutiamo la capolista Brindisi che , con Bologna e Cantù, aspettando Siena, occupa la prima posizione come sancisce la classifica ufficiale della Lega A . Brindisi fra i giganti del basket, che guarda dall’alto della classifica Milano e Varese, è la più bella pagina della storia del basket brindisino, una grande soddisfazione sportiva che merita di essere pienamente partecipata e vissuta da squadra, staff tecnico, tifosi e società.

E, per favore, almeno per questa settimana, non passiamoci il bostik a presa rapida sotto i piedi per tenerli ben attaccati per terra solo per paura di volare e non togliamoci pure il piacere di sognare un posto al sole per la propria squadra pensando alla classifica che verrà. Ci penseremo tutti insieme, con piena coscienza, quando l’Enel Brindisi non sarà più in vetta alla classifica ma, per il momento, questa è una squadra che fa punti e spettacolo e che, perciò, può far sognare.

Contro Reggio Emilia la squadra di coach Bucchi ha sofferto gli avversari per tutta la partita ma ha avuto il grosso merito di riuscire a tenere in equilibrio le sorti della gara e strappare la vittoria nel corso di un finale thrilling degno della miglior regia di Alfred Hitchcock. E’ successo che la squadra di coach Bucchi era riuscita a prendere 8 punti di vantaggio (72-64) a poco meno di due minuti dalla fine della partita, quasi una garanzia di vittoria con la gestione razionale del vantaggio acquisito. Ma l’imprevedibile ed il bello del “giallo” sta nel finale, quando James va a tirare da sotto e fallisce, ma sbaglia doppio perché avrebbe potuto anche far scorrere il cronometro.

Nell’immediato time-out coach Bucchi, che per Hitchcock sarebbe stato il personaggio del “L’uomo che sapeva troppo”, ha giustamente sbriciolato James, senza sapere che dopo sarebbe arrivato il peggio con una palla persa un canestro di Bell ed uno di White da tre punti. Con un solo punto di vantaggio 72-71 Reggio Emilia va alla rimessa con sei secondi da giocare. Palla a Karl Coby che da tre punti tira sul ferro. L’assassino è lui! E per fortuna di Brindisi la partita finisce lì. In quei due minuti finale, in cui la squadra ha preso un 5 a 0 rimettendo in discussione il risultato, ci sono gli argomenti di lavoro più importanti per coach Bucchi.

La squadra è andata in corto circuito appena il coach emiliano Menetti ha schierato la sua squadra “a zona” cogliendo di sorpresa l’Enel Brindisi e trovando i giocatori brindisini impreparati ad attaccarla. Ma la partita contro Reggio Emilia ha anche confermato i progressi di Lewis e di Snaer, giocatori attesi da tempo al miglior rendimento, mentre da Bulleri c’è ancora da aspettarsi molto di più in termini di qualità e quantità di gioco. Le conclusioni finali sono, quindi, che questa squadra può ancora crescere e migliorarsi e che sicuramente ha il sapore del prodigioso il risultato conseguito fino ad ora da una formazione completamente rinnovata.

Intanto il “coro degli ultras” è ritornato a cantare il vecchio ritornello del “palazzetto, vogliamo il palazzetto” che si canta dai tempi di Nilla Pizzi e Claudio Villa, ma senza ottenere il successo che merita. E’ calato il silenzio e tutti zitti per favore, e non disturbate i conducenti. La stessa società New Basket è molto attenta a non alzare i toni del malcontento, tacciono i giornali , le televisioni e radio locali sono concentrati sulle imprese di James e Dyson e poco importa se lavorano con grande difficoltà in ambienti ristretti e angusti e la città è messo in ridicolo dalla stampa nazionale per un palazzetto dell’era paleolitica.

E chi ci può dire niente, del resto siamo la città riconosciuta fra le meno intelligenti d’Italia, ma anche la più assuefatta al peggio, dove in molti sognano di trasferirsi nell’ ”eden di Avellino” , terra promessa della Campania , dove una popolazione di poco meno di 55 mila abitanti, con amministratori che evidentemente non si sono mai posti problemi di priorità (?), hanno a disposizione uno stadio da 30 mila posti, un palazzetto da 5195 posti a sedere ed un bel teatro, il “Carlo Gesualdo”, da 1189 posti. (Le foto sono di Vito Massagli)

 

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