Il basket italiano fra polemiche, ripescaggi e autoretrocessioni

Campionato di Serie A 2020/21 a 18 squadre. Già ripescata dalla A2 Torino, ma Ravenna Insorge. Pesaro e Roma a rischio autoretrocessione. Incertezze sui budget

BRINDISI - L’Assemblea di Lega Basket, nella riunione di venerdì della scorsa settimana, ha stabilito che il prossimo campionato di Serie A sarà disputato a 18 squadre, pur nella piena consapevolezza che molte società sono in difficoltà e non sarebbero in grado di fare fronte alle rigide regole finanziarie imposte dalla stessa Lega. Alcune di queste potrebbero avvalersi del diritto di riposizionamento e chiedere l’autoretrocessione in Lega 2, entro la data del 15 di giugno.

La Lega ha deciso: Torino 18esima squadra del campionato

Il primo ripescaggio è stato ufficialmente individuato nella squadra di Torino, prima classificata del girone ovest di A2 al momento dello stop al campionato, di proprietà di Stefano Sardara, già patron della Dinamo Sassari che aveva trasferito nel capoluogo piemontese il titolo rilevato dal Cagliari di serie A2, lo scorso anno. E’ stata una scelta decisa sulla base di parametri che hanno tenuto conto non solo dei meriti sportivi, manche delle infrastrutture e del bacino di utenza. Il patron Stefano Sardara ha già ufficialmente annunciato di aver messo in vendita le quote di sua proprietà, per evitare un chiaro conflitto di interesse, ma anche che ci sono acquirenti pronti a rilevare la società attualmente nelle mani dell’amministratore delegato Renato Nicolai (apprezzato ex dirigente della New Basket Brindisi) e del direttore generale Viola Frongia.

Stefano Sardara-2

Ravenna insorge. Il sindaco contesta

La formazione di OraSì Ravenna, che aveva chiuso in testa alla classifica del girone est, prima della chiusura anticipata del campionato, rivendica la mancata partecipazione alla corsa per il ripescaggio, in quanto non sono stati resi pubblici i requisiti ed i criteri di valutazione per l’ammissione, pur avendo avuto la Lega tempo fino al 15 giugno, data fissata dalla delibera della Fip, per definire il riposizionamento delle società aventi diritto ad occupare il 18mo posto per la composizione del girone. E’ stato così negato alla società di Ravenna la possibilità di formulare e presentare ufficialmente la propria candidatura per il ripescaggio. La decisione della Lega Basket è stata fortemente contestata dal presidente della società ravennate Roberto Vianello, sostenuta dal sindaco della città Michele De Pascale che ha ritenuto la scelta del ripescaggio di Torino “una accelerazione incomprensibile ed umiliante” per la società e per la squadra, considerato che la Federazione aveva fissato al 15 giugno la data ultima per il riposizionamento delle società di serie A.

Resa dei conti al 15 giugno

Le 18 società che hanno maturato il diritto alla iscrizione dovranno presentare alla data del 15 di giugno la domanda di ammissione al campionato nazionale di basket di Serie A presentando poi, nel successivo mese di luglio, le garanzie richieste secondo i parametri previsti dalla Federazione. Le società che invece non saranno nelle condizioni di garantire il sostegno finanziario richiesto, possono esercitare il diritto di autoretrocessione al campionato di serie A 2. Sarà difficile prevedere quante società saranno in grado di dimostrare di aver onorato e definito tutti gli impegni pregressi nei confronti dei propri dipendenti, giocatori, staff, di non aver debiti nei confronti dell’erario e di presentare un budget con i parametri imposti di un preventivo consolidato e avvalorato da sponsorizzazioni, così come sarà vagliato dalla Commissione Tecnica di Controllo (Com. Tec).

Il budget impossibile fra porte chiuse porte aperte

Quale bilancio, allora, potranno presentare le società se ad oggi non si possono preventivare i ricavi più rilevanti rivenienti dagli abbonamenti e dal ticketing, quando non si sa ancora se si potrà giocare a porte aperte o a porte chiuse? E quale sostegno potranno ancora concedere gli sponsor attualmente in difficoltà ed alle prese con una sconvolgente crisi economica e finanziaria che ha colpito l’intero apparato produttivo nazionale ed in attesa di conoscere se e quali sgravi fiscali potrebbero ottenere?

Ma Fip e Lega Basket vogliono giustamente evitare che nel corso del campionato emergano gravi difficoltà finanziarie di alcune società, rilevate inadempienti dalla Commissione Tecnica di Controllo, tali da compromettere il comportare il rischio di falsarne la regolarità. Ed è per questo motivo che la data del 15 giugno potrebbe rappresentare quella della selezione più radicale degli ultimi anni, con il campionato che rischia di essere ridimensionato a 16 squadre.

A rischio Pesaro e Roma

Due piazze storiche del basket nazionale rischiano di scegliere il riposizionamento e proporre l’autoretrocessione (Pesaro) o, addirittura, di dover rinunciare anche a questa possibilità che viene offerta (Roma). Pesaro si interroga per bocca del suo responsabile Ario Costa (foto inn basso) e fa sapere di essere in regola, ma anche se con il ridotto budget a disposizione non sia più conveniente auto retrocedere e ricominciare dalla serie A2 per meglio consolidarsi invece di avventurarsi in un campionato umiliante come quello trascorso. L’ultima parola, tuttavia, spetta al consorzio che gestisce la società per prendere tempo ed utilizzare al meglio il mese che manca fino al 15 giugno, aiutata nella decisione dall’ attuale consulente Livio Proli, ex presidente Olimpia Milano.

pesaro-ario-costa-abbiamo-toccato-fondo-assumo-tutte-responsabilit-600-2

A Roma si cerca rimedio alla decisone del presidente Claudio Toti, da 20 anni patron della società, di lasciare il titolo e mettere a disposizioni le quote societarie. La speranza è riposta nelle amicizie e nell’abilità di Giovanni Malagò, presidente del Coni e dirigente sportivo, a cui si chiede di non far morire il basket nella capitale e di operare un autentico miracolo avendo a disposizione poco meno di un mese fino alla data del 15 giugno. A rischio sarebbe anche un’altra società di serie A che nel corso dell’ultima stagione agonistica è stata più volte considerata in crisi irreversibile ed in pericolo di ritirarsi nel corso del campionato, dopo i controlli della Com. Tec.

Giovanni Malagò 2-2

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Pronti alla scalata

Ad occupare i posti che rimarrebbero eventualmente liberi dopo la data del riposizionamento c’è OraSì Ravenna in prima linea che vanta i requisiti richiesti e che da prima classificata del girone est, rivendica una speciale priorità, così come è stata riservata al Torino. Interessate a vario titolo e con diverse possibilità a ricoprire eventuali posti resi vacanti potrebbero esserci grandi piazze come Verona e Genova, che dispongono di strutture di primo livello e palasport importanti, ma anche Napoli il cui interesse si è di recente smorzato, e Roseto con la sua tradizionale vocazione per il basket.

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