"Saremo coerenti. Passeremo la squadra ad altri"

BRINDISI – Il Football Brindisi 1912 non morirà. Questa al momento appare l’unica certezza in questi giorni frenetici, in cui le speranze si sono alternate alle delusioni. E non è finita. Lo psicodramma, come lo ha definito il nostro direttore Marcello Orlandini, continuerà ancora per giorni. Chiusa la parentesi ripescaggio in C1, ora resta la C2. Che è pur sempre un campionato rispettabile. Che ne sarà? “Alla fine – dice il vice presidente del Football Brindisi 1912 Giuseppe Barretta – vedrete che la nostra coerenza prevarrà”. Che vuol dire? Addio anche alla C2? “Vuol dire - spiega Barretta – che noi usciremo di scena così come abbiamo più volte ripetuto in questi ultimi mesi e al nostro posto arriverà qualcun altro che ci sostituirà degnamente perché le nostre trattative non si sono certo arenate”.

Giuseppe Barretta

BRINDISI – Il Football Brindisi 1912 non morirà. Questa al momento appare l’unica certezza in questi giorni frenetici, in cui le speranze si sono alternate alle delusioni. E non è finita. Lo psicodramma continuerà ancora per giorni. Chiusa la parentesi ripescaggio in C1, ora resta la C2. Che è pur sempre un campionato rispettabile. Che ne sarà? “Alla fine – dice il vice presidente del Football Brindisi 1912 Giuseppe Barretta – vedrete che la nostra coerenza prevarrà”. Che vuol dire? Addio anche alla C2? “Vuol dire  - spiega Barretta – che noi usciremo di scena così come abbiamo più volte ripetuto in questi ultimi mesi e al nostro posto arriverà qualcun altro che ci sostituirà degnamente perché le nostre trattative non si sono certo arenate”.

Qualcuno di Brindisi o da fuori? È la domanda d’obbligo. “Voglio dire solo una cosa – prosegue Giuseppe Barretta -. In sei anni noi abbiamo operato in totale solitudine, investendo un sacco di denaro e vincendo due campionati. Da una parte ci sono sacrifici e fatti concreti; dall’altra parte sei anni di assenteismo totale, di parole e promesse mai mantenuto da parte di Comune, Provincia e imprenditori”.

“Noi ci chiediamo: gli imprenditori brindisini – prosegue Giuseppe Barretta - in questi anni dove stavano? Come mai non si sono mai interessati al calcio? Compaiono all’improvviso tre giorni prima del fatidico 23 luglio (ultimo giorno utile per presentare la domanda di ripescaggio, ndr) e non consentono in nessun modo di avviare la trattativa, rispondendo no a qualsiasi nostra proposta”.

La cordata guidata da Pasquale Giurgola ha sostenuto che la trattativa si è arenata per colpa dei Barretta che non hanno presentato i bilanci. “La nostra – chiarisce Barretta – è una Srl, con un collegio sindacale, controllata e certificata dalla Covisoc. Se i conti non sono in perfetto ordine la Covisoc non consente l’iscrizione al campionato. E noi, devo rammentarlo, non solo avevamo avuto immediatamente l’iscrizione alla C2, ma avevamo le carte in regola anche per la C1. Quindi, più garanzie di queste. Ma noi non è che non abbiamo voluto nascondere i bilanci. Abbiamo semplicemente detto che era necessario prima trovare un accordo di massima e poi saremmo passati alla verifica di conti e quant’altro”.

“Ma non è stato possibile avviare nessuna trattativa. Abbiamo offerto loro la possibilità di farci da sponsor e hanno detto no; abbiamo detto che eravamo disposti a una lunga rateazione e hanno detto no. La volevano gratis la squadra, ben sapendo – accusa Barretta - qual era la nostra posizione in merito. Ecco perché riteniamo fosse una manfrina orchestrata alla perfezione. Dal Comune che voleva uscire da questa vicenda come chi ha fatto il proprio dovere chiedendoci di regalare la società. E’ chiaro che per i dodici imprenditori sarebbe stato un grosso affare”.

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Il sindaco chiedeva di regalare la squadra e gli imprenditori non volevano pagare? “In questi anni abbiamo speso tanti soldi – dice Giuseppe Barretta -. Non abbiamo mai preteso che rientrasse tutto, ma almeno qualcosina. La nostra posizione, che è stata volutamente travisata, è sempre stata chiara: se qualcuno vuole fare calcio deve sapere che dovrà investire capitali, e che, per quanto ci riguarda, vogliamo recuperare gli ultimi soldi spesi per mantenere il titolo in C2. Per noi questo aspetto è importante. Ovviamente stiamo cercando tuttora di vendere la squadra. Come già detto, siamo coerenti”.

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