Senza stipendio ma danno il massimo, solo un rigore ferma le "V" bianche

BRINDISI - Il Football Brindisi 1912 si appresta all’incontro con l’emergente Neapolis, quarta forza del campionato, in quel di Mugnano, in terra napoletana, con ben dieci punti di ritardo rispetto alla squadra campana. I giovani del Brindisi, sempre a zero euro di guadagni personali, sperano che anche nella popolosa periferia di Napoli possano mettersi in evidenza, dimostrando ancor di più di assimilare e digerire i consigli e gli schemi dell’ottimo allenatore Massimo Rastelli che sta trasformando in “oro” il materiale umano a sua disposizione.

Rastelli, ha saputo giocare la carta dei giovanissimi

BRINDISI - Il Football Brindisi 1912 si appresta all’incontro con l’emergente Neapolis, quarta forza del campionato, in quel di Mugnano, in terra napoletana, con ben dieci punti di ritardo rispetto alla squadra campana. I giovani del Brindisi, sempre a zero euro di guadagni personali, sperano che anche nella popolosa periferia di Napoli possano mettersi in evidenza, dimostrando ancor di più di assimilare e digerire i consigli e gli schemi dell’ottimo allenatore Massimo Rastelli che sta trasformando in “oro” il materiale umano a sua disposizione.

Il mister del “Brindisi” sta plasmando i ragazzi bianco-azzurri, con il virtuoso obiettivo che questo giovane manipolo si metta in mostra, perché già dalla prossima stagione calcistica i ragazzi che lo compongono possano trovare opportunità in un mercato che possa farli accasare al meglio. A dirigere le operazione sul campo “Vallefuoco” di Mugnano è il signor D’Iasio di Matera.

S’inizia, inspiegabilmente, con otto minuti di ritardo, con un Brindisi che, ben messo in campo, comincia davvero forte. Il Neapolis sta a guardare gli ospiti, perché chi gioca e si rende pericolosa è proprio la formazione ospite. Sono sempre i biancoazzurri adriatici che si propongono pericolosamente al 5’, al 6’ e al 24’ con palloni che sfiorano i legni della porta dei napoletani, tiri partiti dai piedi del dinamico e lucido Maiorino.

Sembra che i locali per segnare debbano sfruttare solo sfere inattive, poiché nessuna palla manovrata arriva ad impensierire l’estremo pugliese Prisco, uscito per infortunio; neppure il subentrante Locatelli corre rischi.

E quello che sembra dover accadere, succede; l’arbitro Michele D’Iasio di Matera, molto generosamente, concede un rigore al Neapolis per presunto fallo di Taurino commesso su Improta, lo stesso Improta manda alle spalle di Locatelli per l’uno a zero a favore dei partenopei.

Si va al riposo col minimo vantaggio per i padroni di casa. Ad inizio di secondo tempo è il Brindisi a subire, tanto che a mettersi in evidenza è l’estremo bianco-azzurro Locatelli. Il rettangolo di gioco, al limite della praticabilità, appesantisce le gambe, le idee gli schemi. Da una parte e dall’altra c’è una serie di batti e ribatti infruttuoso e senza sussulti, anche se il Brindisi, generosamente, prova a reagire, giocando di rimessa.

Al 23’ fa il suo ingresso in campo il classe ‘92 Cosi che preleva il maratoneta D’Avanzo; Massimo Rastelli, quasi coach di basket, fa “girare” tutti i suoi giovani. Dopo tre minuti di recupero, si finisce con un Brindisi arrembante che riesce a mettere paura agli esperti e quotati avversari. Al triplice fischio, il Neapolis vince una cavalleresca partita arbitrata, o quasi, dal timido, pavido ed impreciso signor Michele D’Iasio di Matera.

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Al di là del risultato decretato dal campo, nelle prossime ore, ciò che attiene l’aspetto societario è quel che per il momento interessa ad ogni appassionato di calcio; si sa che Antonio Pupino è presidente al 100 per cento della società, ora sono attesi sviluppi: Pupino lascerà il titolo sportivo nelle mani del sindaco? L’attuale presidente farà fronte ad ogni incombenza amministrativa? Una cordata di volenterosi imprenditori brindisini si farà avanti per evitare il fallimento? Interrogativi e dubbi che permettono di fare esprimere il cronista, facendolo attingere dalle parole del grande poeta Alessandro Manzoni: “Ai posteri l’ardua sentenza”.

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