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Tracollo Enel Basket: coach Bucchi si assuma le sue responsabilità

Più che la precaria posizione di classifica e le difficoltà di un calendario decisamente problematico, preoccupa la condizione fisica e mentale dell'Enel Brindisi, pesantemente sconfitta a Reggio Emilia, per la quarta partita consecutiva

BRINDISI - Più che la precaria posizione di classifica e le difficoltà di un calendario decisamente problematico, preoccupa la condizione fisica e mentale dell’Enel Brindisi, pesantemente sconfitta a Reggio Emilia, per la quarta partita consecutiva. Ma la classifica, il calendario e l’attuale condizione di forma della squadra, dicono chiaramente che dopo aver fallito tutti gli obbiettivi in programma, dalla mancata partecipazione alle final eight di Coppa Italia, alla deludente partecipazione in EuroCup, ora è evidente anche che l’Enel Brindisi dovrà rinunciare alle posizioni che danno diritto a disputare i play off, per cambiare definitivamente obbiettivo, quello mai neppure pensato, di salvare la permanenza della squadra nel massimo campionato nazionale di serie A. 

E in questa nuova ed inattesa dimensione, la squadra di coach Bucchi in caduta libera da quattro settimane, dovrà misurarsi e competere, invece, con squadre in costante crescita di condizione di forma e dal morale rigenerato da successi straordinari, come Capo d’Orlando che batte Milano, come Torino che vince ed  interrompe la straordinaria serie positiva di Avellino grazie ad un superlativo Dyson, come Varese che vince contro Pistoia e Pesaro che si concede il lusso di espugnare il campo di Venezia.  Questa è la nuova realtà con la quale la squadra di coach Bucchi dovrà confrontarsi fino al 30 aprile, a cominciare da domenica prossima quando dovrà affrontare EA7 Milano, reduce dalla umiliante sconfitta di Capo d’Orlando, per poi sostenere la trasferta di Torino, ritornare in casa contro Caserta e concludere il campionato a Cremona. 

Altro che play off! In questo periodo la squadra dovrà necessariamente ritrovare la convinzione nei propri mezzi  e  dare fondo a tutte le proprie energie, fisiche, atletiche e soprattutto mentali, per affrontare questo ciclo di partite terribili con la consapevolezza di dover mettere in campo tutto il coraggio necessario per salvare il salvabile da questo disastroso campionato. 

Ed in questa fase l’Enel Basket Brindisi dovrà innanzitutto ritrovare il miglior coach Bucchi, chiamato ad assumersi tutte le responsabilità della condotta della squadra e dei risultati conseguiti. In particolare nelle ultime partite il coach brindisino non è parso all’altezza delle sue capacità e della sua riconosciuta esperienza e la squadra sta negativamente esprimendo ora, partita per partita,  tutte le sue contraddizioni tattiche, le sue incertezze ed i suoi condizionamenti nelle scelte.

Non crea certamente l’ambiente giusto, alla vigilia della difficile partita contro Milano, come si legge in qualche intervista, discutere sul valore attuale di questa squadra che è stata certamente costruita da coach Bucchi e dal general manager Giuliani, con ampia libertà di scelta e di impostazione da parte della società. Anzi, si guarda increduli con quanta facilità Capo d’Orlando “pesca” sul mercato un certo Ryan Boatright un play che in un niente ha cambiato il volto della squadra trascinandola fuori dalla secche della zona retrocessione, nel momento in cui Brindisi, invece, sceglie Trotter. 

Coach Bucchi dovrà ritrovare nel lavoro in palestra i presupposti necessari per recuperare la condizione fisica e di forma della squadra, e  risolvere i problemi che ancora una volta sono emersi anche a Reggio Emilia, per poter riprendere giusto in tempo le posizioni di classifica.  

Ci spieghi, coach Bucchi, come è possibile il crollo del “terzo quarto” della squadra, con un passivo di 21 a 7 in favore di Reggio Emilia, 1 su 13 da tre punti e 7 palle perse,  e stabilisca quali sono le cause che determinano un 2 su 20 complessivo nel tiro da 3 punti, con percentuali non degni di una squadra di serie A, che hanno segnato e decretato la fine della partita; trovi finalmente i rimedi giusti per attaccare con qualche possibilità di riuscita le difese avversarie che si schierano “ a zona”, con la certezza di scoprire il punto debole della squadra brindisina; riveda, coach Bucchi, il compito dei pivot che a Reggio Emilia, contro una squadra priva di Lauvrinovic e Golubovic, hanno messo a referto la miseria di 2 punti di Anosike, 2 due punti di Zerini, 0 punti di Milosevic, e  15 di Gagic di cui 13 realizzati, però, a risultato già definito; ripensi, coach Bucchi, a predisporre tiri costruiti per Banks, Scott, Cournooh ed Harris, giocatori che notoriamente hanno punti nelle mani, ma che da qualche partita si sono persi e che potrebbero, invece, risultare determinanti in questo prossimo finale di campionato. 

Il resto lo dovrà fare il pubblico del PalaPentassuglia, notoriamente un punto di forza della squadra, che sa essere determinante nei momenti più delicati del campionato. E questo è giusto il momento di mettere da parte i fischi e le contestazioni, di scendere in campo e fare quadrato e sostenere la squadra,  che è un patrimonio della città. La partita di domenica sera contro EA7 Emporio Armani Milano, una squadra che ha fatto la storia del basket italiano ed europeo, ricca di gloria e di trofei, arriva in tempo utile per ricordare a tutti che Brindisi è nell’olimpo del basket nazionale, da dove non può e non vuole scendere (si giocherà domenica sera, al PalaPentassuglia, con inizio alle 20:45 con diretta su Rai Sport 1 HD).

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