Triplo: Greco, un salto per Londra

ANCONA – Nessuno avrebbe scommesso, dopo i primi due salti, che Daniele Greco oggi avrebbe strappato il pass per le Olimpiadi di Londra 2012. Il livello del salto triplo si è alzato di molto, negli ultimi anni, e per andare a Londra ci voleva un minimo di 17,20. L’atleta quasi 23enne delle Fiamme Oro, nato a Nardò l’1 marzo del 1989, oggi sulla pista di Ancona era impegnato ad eguagliare come minimo il suo record personale, che è esattamente quello necessario alla qualificazione olimpica. Invece dopo un 16,30 e 16,58 molto lontani dal passaporto per le Olimpiadi in terra britannica, il poliziotto neretino ha trovato la zampata giusta.

Daniele Greco

ANCONA – Nessuno avrebbe scommesso, dopo i primi due salti, che Daniele Greco oggi avrebbe strappato il pass per le Olimpiadi di Londra 2012. Il livello del salto triplo si è alzato di molto, negli ultimi anni, e per andare a Londra ci voleva un minimo di 17,20. L’atleta quasi 23enne delle Fiamme Oro, nato a Nardò l’1 marzo del 1989, oggi sulla pista di Ancona era impegnato ad eguagliare come minimo il suo record personale, che è esattamente quello necessario alla qualificazione olimpica.  Invece dopo un 16,30 e 16,58 molto lontani dal passaporto per le Olimpiadi in terra britannica, il poliziotto neretino ha trovato la zampata giusta.

Entusiasmo alle stelle nella nazionale di atletica, ma soprattutto nel gruppo sportivo della Polizia di Stato, dove dal 2008 Daniele Greco, giovanissima promessa dell’atletica azzurra, è riuscito a trovare l’ambiente giusto per crescere sino a questi livelli. Nei giorni scorsi Greco aveva accusato un risentimento alla schiena che pareva potesse condizionarne la tabella di marcia verso la qualificazione per Londra 2012. Ma il ragazzo è stato molto determinato, sentiva di aver raggiunto condizione fisica e psicologica ottimale malgrado il mal di schiena, ed ha voluto assolutamente tentare, riuscendo a superare di quattro centimetri il proprio limite e quello della qualificazione olimpica.

E’ il primo italiano a strappare il biglietto per la gara del triplo a Londra, ma si spera che la pattuglia azzurra possa ingrossarsi e magari, chissà, far rivivere le emozioni forti che ci regalò Giuseppe Gentile nella fase finale della specialità alle Olimpiadi del 1968 a Città del Messico, quando fissò il record mondiale prima con 17,10 il 16 ottobre alle qualificazioni, quindi a 17,22 nella finale, dove però lo stesso record fu sbriciolato dal brasiliano Nelson Prudencio che saltò poco dopo a 17,27, quindi dal sovietico Viktor Sanejev che vinse con la straordinaria misura di 17,39.

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Va rimarcato che Giuseppe Gentile in quella finale gareggiò con una vistosa fascia elastica, per una seria sofferenza muscolare ad una coscia, che lo condizionò in maniera determinante. Il record attuale è di 18,29, fissato nel lontano 7 agosto 1995 a Goteborg al coperto dal britannico Jonathan Edwards. Il record olimpico è altrettanto datato: 18,09 realizzato dallo statunitense Kenny Harrison il 27 luglio 1996 ad Atlanta. Il record italiano è di Fabrizio Donato, che il 7 giugno del 2000 ottenne a Milano 17,60.

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