Un Brindisi rabberciato e svuotato cade con la penultima. Forse Galigani lascia

BRINDISI – “La squadra è questa, ha molti limiti e non si può pretendere di più”. L’allenatore Massimo Rastelli non può dire altro per commentare la sconfitta per due gol a zero subita da un’Isola Liri che era penultima in classifica e mai si sarebbe sognata di vincere nello stadio Fanuzzi. Ma il Brindisi è questo. Alla prima difficoltà si scioglie come neve al sole e non riesce a reagire. “Tutto vero – ammette il capitano Roberto Taurino -, ma io credevo molto in questa gara. Sono tre settimane che mi sto spendendo per cercare di rimettere in piedi la baracca, ora dico basta. Da questo momento non sono più il capitano del Brindisi. Giocherò se il mister lo vorrà, mi impegnerò come ho fatto sinora per cercare di risolvere la grave crisi societaria che c’è, ma non sarò più il capitano”.

Massimo Rastelli

BRINDISI – “La squadra è questa, ha molti limiti e non si può pretendere di più”. L’allenatore Massimo Rastelli non può dire altro per commentare la sconfitta per due gol a zero subita da un’Isola Liri che era penultima in classifica e mai si sarebbe sognata di vincere nello stadio Fanuzzi. Ma il Brindisi è questo. Alla prima difficoltà si scioglie come neve al sole e non riesce a reagire. “Tutto vero – ammette il capitano Roberto Taurino -, ma io credevo molto in questa gara. Sono tre settimane che mi sto spendendo per cercare di rimettere in piedi la baracca, ora dico basta. Da questo momento non sono più il capitano del Brindisi. Giocherò se il mister lo vorrà, mi impegnerò come ho fatto sinora per cercare di risolvere la grave crisi societaria che c’è, ma non sarò più il capitano”.

C’è molta amarezza nelle parole di Taurino che parla a nome di tutti i compagni. I quali a fine gara si sono incontrati con una delegazione di tifosi. Tifosi che non sono entrati nello stadio. Hanno sostato fuori per tutta la gara in segno di protesta contro il presidente Vittorio Galigani “assente perché ammalato”. Si dice che si  sia trattato di una malattia strategica e che domani dovrebbe rassegnare le dimissioni. Allo stadio c’era il vice presidente Antonio Pupino il quale prima dell’inizio della gara aveva fatto sapere che al termine del match avrebbe tenuto una conferenza stampa. Ma poi ci ha ripensato e non è presentato in sala stampa.  Dall’addetto stampa ha fatto annunciare un movimento di mercato: il portiere Marconato passa all’Andria e in cambio arriva il secondo portiere della squadra del Nord Barese Alessio Locatelli che negli ultimi cinque anni ha messo assieme soltanto cinque presenze: quattro nella Pro Vercelli, in C2, nel campionato 2004/05 e una nello Spezia, in C1, nel novembre 2005.

La gara si è svolta di fronte a pochi spettatori. La Curva Sud era vuota. Solo un grande striscione: “Galigani vattene”. La contestazione è pacifica ma molto forte. Gli slogan contro l’attuale dirigenza sono continui. I tifosi a fine gara se la prendono anche con quei giocatori che avrebbero dovuto fare la differenza e invece si sono perduti contro un avversario di scarsissimo livello. Dice Alessandro Grossi, allenatore dei laziali: “Siamo una squadra giovane, abbiamo approfittato delle occasioni che si sono presentate”. E aggiunge: “D’altro canto il Brindisi lo avete visto tutti”. Si, il Brindisi della gestione di Vittorio Galigani. Non solo costruito male, ma demoralizzato da una società che non c’è, da un presidente che non paga i giocatori da mesi (alcuni non sono stati mai pagati) e per giunta denuncia i suoi tesserati per una presunta combine e li multa perché un pomeriggio non si sono allenati per discutere del loro futuro.

Rastelli ha dovuto mandare una squadra rabberciata. In porta Prisco, difensori Mottola a destra e Fruci a sinistra, centrali Taurino e Larosa. In mediana Battisti, Alessandri, D’Avanzo (ultimo arrivato) a destra e Matarazzo a sinistra, Moscelli e Maiorino in attacco. La gara Rastelli la conclude con tre ragazzi della Berretti in avanti: Faccini, Caravaglio e Gennari entrati al posto di Maiorino, Alessandrì e Moscelli. Il Brindisi parte bene. Per i primi diciassette minuti assedia la porta avversaria. Al 18’ gli ospiti si affacciano nella metà campo dei padroni di casa. Calcio di punizione battuto da Vigna, colpo di testa di Bianchini e gol.

E’ la fine del Brindisi. Non riesce a reagire. Sparisce il gioco. E al 35’ arriva il raddoppio degli ospiti. Tiro di Bianchini che il portiere Prisco respinge, riprende Caira e mette in rete. Il futuro del Brindisi è sempre più fosco. Stando a quel che si dice, Pupino avrebbe deciso di sganciarsi da Galigani e con l’ingresso di un nuovo socio che acquisirebbe il 30% delle quote, tentare di salvare la società dal fallimento e quindi salvare anche se stesso. La conferma a queste notizie che circolano l’avrebbe potuta dare lo stesso Pupino se si fosse presentato in sala stampa a rispondere alle domande dei giornalisti.

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FOOTBALL BRINDISI-ISOLA LIRI 2-0

Brindisi – Prisco, Mottola, Fruci, Battisti, Larosa, Taurino, D’Avanzo, Alessandrì (dal 26’ st Caravaglio), Maiorino (dal 1’ st Faccini), Moscelli (dal 16’ st Gennari), Matarazzo. A disp.: Marconato, Montella, Piro, Tunto. All.: Rastelli

Isola Liri – Fiorini, Martinelli, La Rocca, Mucciarelli, Lucchese, Paolacci, Caira, Costanzo, Bianchini (dal 37’ st Bussi), Vigna, Conte (dal 44’ st Ferrara). A disp.: Grasso, Falco, Marziale, Terrazzino, Jukic. All.: Grossi

Arbitro – Strocchia di Nola

Reti – Nel pt al 18’ Bianchini, al 35’ Caira

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Note – Ammoniti  Fruci e Taurino per il Brindisi, Vigna per l’Isola Liri; angoli 4-0 (2-0) per il Brindisi; recupero: 2’ nel pt, 3’ nel st; sono stati venduti 23 biglietti, abbonati 377.

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