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Raffiche a 40 nodi sulla Brindisi-Valona. Solo tre all'arrivo

Un’edizione così della Brindisi-Valona-Brindisi chi se la dimentica? Delle 12 barche al via solo tre sono rimaste in gara. Il resto, “sterminato” da un groppo di burrasca da sud-ovest, esattamente la direzione opposta del vento reale in quel preciso momento

BRINDISI – Un’edizione così della Brindisi-Valona-Brindisi chi se la dimentica? Delle 12 barche al via solo tre sono rimaste in gara. Il resto, “sterminato” da un groppo di burrasca da sud-ovest, esattamente la direzione opposta del vento reale in quel preciso momento, che soffiava da nord-ovest. A un maestrale moderato, da passeggiata, si è sostituito in un attimo una sferza di scirocco che ha quasi coricato sull’acqua un maxi come Blu di Moro, strappato la randa ad una barca da regata come il Comet 41S Aria, la favorita della vigilia, e ridotto a mal partito quasi tutti. Tranne, appunto tre.

Un caso analogo si era verificato due anni addietro, e sempre nello stesso punto del percorso, all’altezza dell’isola di Saseno, nel golfo di Valona. Ma non c’era stata una strage come quella che ha segnato questa edizione della regata organizzata dalla sezione di Brindisi della Lega Navale Italiana. La domanda è: perché nessuno è riuscito a ridurre in tempo la velatura assumendo un assetto adatto ad affrontare le raffiche, che si sono succedute per ore, togliendo il respiro agli equipaggi?

Due imbarcazioni della Brindisi-Valona-2Ci racconta come è andata Andrea Palminteri, che con il First 40.7 First Flight del Circolo della Vela Brindisi è arrivato secondo in tempo reale e terzo in compensato, dietro il Grand Soleil 40 Grande Cesare di Giosuè Barsotti (Lni Brindisi) e l’X 332 Florenxia  di Michele Semeraro (Lni Monopoli). “La Brindisi-Valona 2016  è stata una regata dura. Gli equipaggi, partiti con 20 nodi di maestrale, hanno poi dovuto affrontare ore di vento leggero sotto un sole caldo. Poi, all'improvviso, è arrivato uno scirocco sopra i 40 nodi. Infine nuovamente è arrivato un calo di vento estenuante”.

Andrea Palminteri prosegue: "Eravamo nei pressi di Saseno in terza posizione e avevamo lo spy, gonfio mure a sinistra, con 5 nodi di maestrale. All'improvviso la vela si è gonfiata al contrario e fortunatamente abbiamo fatto appena in tempo ad ammainarlo e issare il fiocco. Subito l'anemometro ha iniziato a segnare 30...31...35...37..e sotto raffica ha superato i 40 nodi. Abbiamo fatto il giro dell'isola con quel vento, cercando di evitare le onde più grosse e depotanziando al massimo le vele. La barca sbandava molto ma la situazione mi sembrava assolutamente sotto controllo”.

“L'equipaggio in falchetta, ben assicurato con le cinture di sicurezza alla life line, sembrava tranquillo, e io stesso lo ero. La decisione  - spiega ancora Palminteri - è stata quella di continuare a regatare. Abbiamo dovuto scegliere il momento giusto per virare e doppiare il capo sud di Saseno. Dopo averlo passato abbiamo potuto poggiare e correre in direzione di Brindisi. Dopo altre 3-4 ore di vento sopra i 30 nodi la situazione è andata via via migliorando, fino a trovarci senza vento a 10 miglia dal Trombillo”.

“L'equipaggio,  stanco e provato, ha dovuto sopportare lo stress di una assenza totale di vento, ma la concentrazione non è calata  - conclude Andrea Palminteri - e siamo riusciti a raggiungere il traguardo alle 13,38 in seconda posizione. Dopo il traguardo abbiamo scoperto che solo tre barche su 12 sono riuscite a superare la buriana senza subire danni e senza ritirarsi. È stata una regata dura, più di molte altre. La soddisfazione per il risultato è stata grande”.

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