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Un kosovaro alla corte di Boccolini

BRINDISI – Un centrale albanese per la difesa del Città di Brindisi indebolita dall’assenza per infortunio del capitano Roberto Taurino, per il quale la prognosi minima è di 40 giorni a causa di una slogatura dell’articolazione di una spalla. Grazie al già avvenuto recapito alla Figc del transfer da parte della federazione belga, si potrà infatti completare il tesseramento di Emir Ujkani, classe 1985, proveniente dall’SC Wielsbeke, che milita nell’equivalente della nostra Prima Divisione.

BRINDISI - Un centrale kosovaro per la difesa del Città di Brindisi indebolita dall'assenza per infortunio del capitano Roberto Taurino, per il quale la prognosi minima è di 40 giorni a causa di una slogatura dell'articolazione di una spalla. Grazie al già avvenuto recapito alla Figc del transfer da parte della federazione belga, si potrà infatti completare il tesseramento di Emir Ujkani, classe 1985, proveniente dall'SC Wielsbeke, che milita nell'equivalente della nostra Prima Divisione.

Ma Emir Ujkani, fratello di Samir Ujkani, portiere del Novara in serie A e della Nazionale albanese, ha giocato anche nella massima serie in Albania, ed esattamente nel Bylis (2008), mentre come calciatore è cresciuto in Belgio giocando a lungo nella seconda serie: nel KSV Ingelmunster dal 2001 al 2003, nel KRC Harelbeke fino al 2005, una stagione nel Lauwe e dal 2006 con la maglia biancorossa del KV Kortrijk, una squadra che attualmente milita in Jupiler League (la seria A belga).

"Fisico possente (1,85 cm per 76 kg, ndr) e grande affidabilità, il giocatore - assicura la SSD Città di Brindisi - può finalmente inserirsi nella difesa della squadra brindisina aggiungendo esperienza al reparto, un innesto particolarmente prezioso anche alla luce dello stop per infortunio di capitan Roberto Taurino". Emir Ujkani teoricamente, risiedendo a Brindisi, dovrebbe essere più vicino alla sua terra di Origine che è il Kosovo - è nato nel villaggio di Resnik Vushtrri -, ma tutta la sua famiglia risiede in Belgio dove si è trasferita nel 1998 durante la crisi balcanica divampata attorno alla regione che, reclamata la propria indipendenza dalla Serbia, fu prima invasa dall'esercito di Belgrado, e poi divenne teatro di una dura battaglia che vide l'intervento della Nato.

Intervento seguito da mesi di alta tensione culminata nei bombardamenti delle città serbe da parte dei cacciabombardieri dell'Allenza Atlantica (Italia inclusa). Ancora oggi in Kosovo stazionano le forze di interposizione tra popolazione albanese popolazione serba. Un dramma da cui la famiglia di Emir Ujkani dovette allontanarsi come tante altre. A chi gli ha chiesto se sogna di indossare un giorno la maglia della nazionale albanese, o meglio di quella del Kosovo se sarà un Paese indipendente, lui ha risposta che gli piacerebbe che quella maglietta portasse i colori della pace. Il padre di Emir è albanese, la madre è serba.

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