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Nando Marino

Nando Marino

«Vogliamo i play-off, non le chiacchiere»

BRINDISI - «Il caso Reynolds era una bufala, nessuno ha mai pensato di tagliarlo». Parola del presidente Nando Marino, che guarda al nuovo traguardo: «Non puntare ai play-off sarebbe da autolesionisti». Ma torna la richiesta di sempre: «Chiediamo certezze sul nuovo palazzetto».

BRINDISI - Il fatto non sussiste: con buona pace del sito nazionale che ha lanciato la notizia e dei giornalisti locali che l'hanno rilanciata senza controllarne la veridicità. «Reynolds resta a Brindisi e nessuno ha mai pensato di tagliarlo», ha detto il presidente Nando Marino in una conferenza stampa convocata per rispondere alla bufala di mercato, ma anche alle critiche di quanti avevano sostenuto che il refrain della società sull'obiettivo salvezza avesse in qualche modo tolto gli stimoli ai giocatori.

Il taglio di Reynolds. «Il caso non esiste e non è mai esistito», ha tuonato Marino, mai apparso così infuocato. «C'è stato qualcuno che ha scritto una bufala e dovrà darne conto alla società, perché ha destabilizzato per qualche ora l'ambiente. Scottie ha appreso la notizia lunedì sera, mentre giocava al computer con la figlia. Potete immaginare il suo sconcerto».

Un contatto tra società e procuratori dei giocatori americani c'è stato, ma non per discutere di esoneri: «Abbiamo parlato con loro per dire che vogliamo il massimo impegno fino alla fine del campionato, e che rendere al massimo fino all'ultima partita conviene a tutti i nostri ragazzi, per ovvie ragioni di mercato».

Solo uno stupido avrebbe esonerato un giocatore come Reynolds in questo momento del campionato. E solo qualcuno a digiuno di basket poteva andar dietro a certe voci.

Obiettivo play-off. «Continuo a ribadire che l'obiettivo iniziale era ed è ancora oggi la salvezza, che non è ancora matematica. Ma faccio notare che è dal 29 gennaio, con una intervista rilasciata alla Gazzetta, che parliamo di play-off, quindi i santoni che ci accusano di non aver alzato l'asticella hanno preso un granchio», ha "gridato" il presidente, rivolgendo poi una domanda a giornalisti e tifosi: «Ma secondo voi, noi non vogliamo andare ai play-off? Questa è follia! Faremo di tutto per arrivare ai play-off, saremmo autolesionisti a non farlo».

Il futuro (palazzetto). Inesorabilmente, il discorso è finito ancora una volta sul PalaEventi. «Ancora oggi non possiamo programmare il futuro perché non sappiamo ancora dove giocheremo l'anno prossimo e tra due anni. Ho il massimo rispetto per il sindaco, so che svolge un ruolo difficilissimo, ma non possiamo fare un progetto a lungo termine se non sappiamo quale sarà la nostra casa».

La New Basket reclama un palasport da 5/6000 posti, e Marino auspica che nasca in un centro commerciale «per creare sinergie tra sport, spettacolo, economia cittadina». Se poi dovesse essere il PalaPentassuglia allargato, andrà bene lo stesso, purché si faccia.

Dunque nessuna volontà di tirare i remi in barca, o di andare a giocare a Bari: «Piuttosto guardiamo ad esperienze come quelle di Sassari e Varese, che dimostrano che in pochi anni si possono costruire grandi squadre e raggiungere la vetta del massimo campionato. Ma per farlo, per creare basi solide e progetti seri, ci vogliono almeno tre anni».

Per dare solide basi alla New Basket si sta pensando di costituire un Consorzio di aziende: «I mecenati sono scomparsi a livello italiano, figuriamoci a Brindisi, dove forse non ci sono mai stati. Oggi siamo una banda di folli che stanno spendendo cifre che, per il periodo che stiamo attraversando, non sono degne di essere nominate. Ma auspichiamo che i soci di questo istituendo consorzio acquistino le quote della New Basket che sono oggi sul mercato». Agli investitori interessati sarà proposta la sottoscrizione di quote minime di ingresso e sponsorizzazioni, con contratti almeno biennali. E poi si sta lavorando ad un'altra novità: «Le azioni del tifoso, che ci consentirebbero di parlare di un azionariato popolare».

In attesa di capire se c'è qualche azienda interessata a costruire l'impianto (la manifestazione d'interessi del Comune scade il 10 aprile), il destino è segnato: «Se rimarremo qui, dovremmo ritoccare i prezzi». Poiché è impensabile che a settembre ci sia il nuovo palazzetto, gli abbonamenti per la prossima stagione costeranno di più. Ma per la LegaA il sacrificio si può fare.

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