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Wild card, pasticcio all'italiana

E’ la semplice storia di un colossale pastrocchio annunciato. L’Alta Corte di Giustizia Sportiva del Coni ha giustamente annullato la decisione della Corte Federale , sancendo la validità del ricorso presentato dalla Reyer Venezia e relativo al ritardato pagamento di Teramo della wild card,contro la Federazione Italiana Pallacanestro e nei confronti dello sesso Teramo Basket, per cui viene consentita la diretta iscrizione della Reyer Venezia nel massimo campionato italiano di serie A.

E' la semplice storia di un colossale pastrocchio annunciato. L'Alta Corte di Giustizia Sportiva del Coni ha giustamente annullato la decisione della Corte Federale , sancendo la validità del ricorso presentato dalla Reyer Venezia e relativo al ritardato pagamento di Teramo della wild card,contro la Federazione Italiana Pallacanestro e nei confronti dello sesso Teramo Basket, per cui viene consentita la diretta iscrizione della Reyer Venezia nel massimo campionato italiano di serie A.

Una decisione che viene accolta con grande soddisfazione da parte di tutti gli uomini di sport e che ridicolizza la scelta paradossale di applicare la "wild card-premio di risultato" stabilita da autentici luminari di regolamenti che, non sapendo come complicare ulteriormente i meccanismi di promozione e retrocessione, si sono inventata e concepita la formula più antisportiva e contraria ai più elementari principi dello sport.

Secondo Dino Meneghin, presidente Fip, e Valentino Renzi, presidente della Lega A di basket, la penultima classificata del campionato di Serie A, al termine della regular-season può mantenere il diritto a disputare il campionato di serie A versando una "elemosina" di 500 mila euro alla seconda classificata di Legadue (ma Renzi e Meneghin si sono resi conto di quanto costa un campionato da promozione?). Una regola contraria ai principi di sport che proprio Dino Meneghin, bandiera del basket nazionale e fra gli sportivi più apprezzati di tutti i tempi,non avrebbe mai dovuto pensare.

Che dire di Valentino Renzi,presidente della Lega A di basket, se non che dovrebbe dimettersi immediatamente con tutto il consiglio di Lega, avendo partorito il più grosso inciucio della storia del basket nazionale, portando avanti questa idea, irrazionale ed illogica, contro il volere di molte società di Legadue, e degli sportivi, imponendola come se fosse un fatto personale.

Ora,alla vigilia dell'inizio dei campionati, Meneghin e Renzi devono sbrogliare questa maledetta matassa con la certezza di creare comunque malcontento ed ulteriori nuovi ricorsi. Il Consiglio Federale dovrà trovare una rapida soluzione che non potrà certamente essere indolore e scegliere fra allargare il campionato a 17 squadre (si aprirebbe allora la corsa al ripescaggio per il diciottesimo posto), oppure ammettere il Venezia a svantaggio del Teramo ( con la sicura rivendicazione di Teramo società a cui era stato garantito il posto in serie A).

Ma non basta. Il campionato a 17 squadre determinerebbe un immediato cambio di regolamento nei meccanismi di promozione e retrocessione della Serie A e della Legadue con il rischio concreto di scontentare ancora una volta sia le squadre di Serie A che quelle di Legadue. Tutto questo succede a pochi giorni dall'inizio dei campionati con i calendari già da tempo confezionati ed ora da rifare, nella piena consapevolezza che si tratti di un colossale pasticcio all'italiana, che nello sport non ha precedenti, e che gli organi competenti non hanno fatto nulla per evitare, ben sapendo a quale rischio si andava incontro,a cominciare dal probabile slittamento della prima giornata di campionato, con Brindisi e Ostuni fermi al palo.

Anche Marco Bonamico, presidente della Legadue ed in quanto tale componente di diritto dell'Assemblea Generale, non è riuscito a salvaguardare gli interessi delle società di Legadue, considerato questo risultato finale. La palla passa ora al Consiglio Federale, convocato per oggi e domani, che dovrà prendere delle decisioni vitali per le sorti di molte società e che potrebbero scontenteranno tutti. Ma l'unica decisione che troverebbe tutti d'accordo e che sarebbe la più giusta e corretta e che decidessero di dimettersi e dedicarsi ad altro,evitando così di fare ulteriori danni al basket nazionale, e che a Dino Meneghin sia affidato un ruolo più confacenti alle sue peculiarità, magari una carica all'interno della Nazionale.

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