Cgil: "Fortemente a rischio i lavoratori Cara e Cpr di Restinco"

Il segretario generale Antonio Macchia afferma che non si è riusciti a raggiungere un accordo significativo

BRINDISI - Ancora incerto il futuro dei 33 lavoratori del C.a.r.a. (centro d’accoglienza richiedenti asilo) e del C.p.r. (centri permanenza per il rimpatrio) di Restinco. A spiegare cosa sta accadendo, ai microfoni di Brindisi Report, è il segretario provinciale della Cgil, Antonio Macchia: “Purtroppo – afferma  Macchia - pur avendo beneficiato della mediazione da parte della prefettura, non siamo riusciti a raggiungere un accordo significativo”. E’ a rischio, infatti, buona parte della platea storica impiegata presso C.a.r.a. e C.p.r. e per alcuni si prospetta un taglio significativo del monte ora che potrebbe passare da 36 a 12 ore settimanali. Per altri addirittura non sarebbe prevista nessuna collocazione. “Questo è il risultato della memoria salviniana - incalza Antonio Macchia - che mette fortemente a rischio professionalità di alto livello, arrivando persino tagliarle fuori dal mercato del lavoro”. 

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