Mercoledì, 20 Ottobre 2021

Cinema, ambiente e diritti umani: a Brindisi il "Life after Oil", nel ricordo di Valentina Pedicini

Dedicato alla regista brindisina, morta prematuramente nel novembre 2020, un premio dell'international film festival che si svolgerà il 17 e 18 settembre. Stamattina la presentazione

Gentilissimi colleghi, si è tenuta questa mattina nella Sala dell'Università di Palazzo Granafei Nervegna a Brindisi, la conferenza stampa di presentazione dell'ottava edizione di “Life After Oil International Film Festival”, manifestazione cinematografica dedicata ai temi dell'ambiente e dei diritti umani che approda per la prima volta in Puglia. 

All'incontro hanno partecipato: Riccardo Rossi, sindaco di Brindisi, Simonetta Dellomonaco, presidente della Fondazione Apulia Film Commission, Massimiliano Mazzotta, direttore artistico del Life After Oil International Film Festival, Marilù Mastrogiovanni, giornalista e presidente della giuria del premio mondiale Unesco per la libertà di stampa “Guillermo Cano”, e Maurizio Portaluri, in rappresentanza dell'associazione Medicina Democratica. 

L'ottava edizione di Life After Oil International Film Festival si svolgerà tra Brindisi (17 e 18 settembre) e Villanovaforru, paese della provincia del Sud Sardegna (dal 22 al 26 settembre). Una collaborazione resa possibile dalla volontà dei due Comuni ospitanti, il contributo della Regione Sardegna e della Regione Puglia, il sostegno della Fondazione Apulia Film Commission e della Fondazione Sardegna Film Commission. 

La manifestazione nasce nel 2014 in Sardegna su iniziativa del documentarista Massimiliano Mazzotta, pugliese di nascita e sardo d'adozione. Un concorso cinematografico che punta su film, corti e lungometraggi, incentrati su tematiche ambientali e riguardanti umani. Il festival, inoltre, si pone anche come luogo di incontro tra registi e attivisti di tutto il mondo.   

Film iscritti e selezionati

Arrivano da 86 Paesi diversi le 1036 opere che hanno partecipato al bando per questa edizione di Life After Oil. La commissione di selezione – composta da Birgit Schuler, Claudia Morelli, Cinzia Ghiani, Elisa Russi, Emiliano Froldi, Fabio Canessa, Francesco Mazzotta, Francesco Villa, Gianfranco Lunetta, Marco Piras, Massimiliano Mazzotta, Mauro Negri, Raffaela Lunetta, Riccardo Albuzzi e Riccardo Russi – ha partecipato al concorso 49 film tra lungometraggi e corti di diverso genere (documentari, fiction, lavori di animazione e sperimentali) di cui 8 sono opere prime. Come sempre il numero di temi affrontati dai registi con i loro lavori, sia dal punto vista ambientale sia da quello dei diritti umani, è molto ampio. Si va dall'agricoltura sostenibile ai danni alla salute provocati dall'inquinamento.

Le opere in concorso

Sono 7 le sezioni competitive di questa edizione del festival: lungometraggi ambiente, cortometraggi ambiente, mediometraggi diritti umani, cortometraggi diritti umani, world panorama, animazioni, sperimentali. Le proiezioni si terranno a Brindisi (tra il Cinema Arena Eden in viale Francia e il Cinema Teatro Impero in via De' Terribile) e Villanovaforru in piazza Costituzione (in caso di maltempo CAS Centro di accoglienza straordinaria Hotel I Lecci Viale del Rosmarino).

Lungometraggi ambiente

A formare la sezione dei lungometraggi sui temi ambientali sono 4 film. Due di questi si concentrano sul rapporto tra l'uomo e la terra e un modo coltivare tradizionale e sostenibile: “Earth Muted”, girato in Cina dagli svedesi Asa Ekman, Mikael Kristersson e Oscar Hedin, e il peruviano “Madri della terra” firmato da Alvaro e Diego Sarmiento. In concorso anche “Ophir” di Alexandre Berman e Olivier Pollet sulla rivolta indigena in Papua Nuova Guinea e “Inferno in paradiso” (anteprima italiana) di Tiziana Caminada sul contrasto tra bellezza e inquinamento nel Salento. Compongono la giuria il regista e docente di documentario Lorenzo Hendel, il critico cinematografico Giampiero Raganelli, il giornalista Pietro Dommarco.

Diritti umani mediometraggi

Tra i film iscritti nella sezione, pensata sia per lunghi sia per mediometraggi, i selezionatori hanno scelto soltanto lavori che per durata rientrano nella seconda categoria. Per questo motivo sarà una sfida tra 4 mediometraggi quella del concorso riservato alle opere che per tema fanno parte della sezione. Da “Bedu Beddna Naiesh” di Tekla Taidelli che ripercorre la storia dei beduini, al lavoro di archivio sulle miniere del Sulcis fatto da Daniele Atzeni con “Inferru”, dall'indagine sulla rete WikiLeaks proposta da Luc Hermann, Nicolas Vescovacci e Paul Moreira con “Julian Assange: The Price of Truth” (anteprima italiana) al documentario “The Lost Kids of Kalahari” di Niccolò Bruna sulla scuola come speranza per i giovani delle comunità africane. I tre giurati della sezione sono il regista Michael Niermann, la produttrice Barbara Conforti,
 

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