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Fuggivano da guerra e miseria: la comunità africana ricorda le stragi di migranti

Le comunità Africane e Nigeriane, Anpi, Aps Voci della terra, Arci, Community Hub e volontari si sono dati appuntamento alle colonne terminali della via Appia

 

BRINDISI - Hanno scelto di svolgere la commemorazione di fronte alle colonne terminali della via Appia a Brindisi ma i ragazzi della comunità africana di Brindisi oggi (sabato 3 ottobre) hanno ricordato chi il viaggio non è riuscito a portarlo a termine: è la ricorrenza della strage di Lampedusa del 2013. A largo dell'isola morirono quasi 400 uomini che fuggivano dalla guerra e dalla miseria. Oggi hanno voluto commemorare, insieme ad Anpi, Aps Voci della terra, Arci, Community Hub e volontari, tutti i migranti morti nel deserto e in mare. Hanno partecipato anche alcuni brindisini, assiepandosi sulle scalinate virgiliane.

Ha partecipato Drissa Kone, presidente della comunità africana di Brindisi, insieme a Donato Peccerillo dell'Anpi e Osadolor, della comunità Nigeriana a Brindisi. C'erano tamburi e berimbao (uno strumento musicale brasiliano di origine afro), c'era musica. Ma c'era anche silenzio, un momento di raccoglimento per le vittime. Poi, il lancio delle rose, consegnate ai presenti, nelle acque del porto di Brindisi, di fronte alle colonne che indicano la fine di un cammimo. Per quei migranti che il loro cammino non l'hanno mai terminato, incontrando la morte in un lager, nel mare o nel deserto.

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