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Cala Materdomini, iniziati i lavori: entro 100 giorni un lido al posto dei ruderi

Sono iniziati stamani (9 aprile) i lavori di restyling di cala Materdomini, vecchia spiaggia dei sottufficiali della Marina Militare, sui cui ruderi sorgerà un lido comunale. Una pala meccanica è entrata in azione per demolire il muro perimetrale che lambisce il tratto iniziale della litoranea a nord di Brindisi e le cabine fatiscenti, da anni in balia del degrado.

I lavori, appaltati alla ditta Carparelli costruzione, dovranno essere portati a termine entro 100 giorni (poco più di tre mesi) come previsto dal contratto siglato lo scorzo marzo.

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Il progetto presentato dalla società Carparelli prevede “un angolo ristoro e una caffetteria, oltre alla ri-proposizione della storica zattera, tanto cara nella memoria dei brindisini, che verrà posizionata al margine di un pontile galleggiante”. Le previsioni sul fronte della capacità di accoglienza, portano a sostenere che Cala Materdomini “potrà ospitare circa mille persone”.

“Quale miglioria al progetto a base di gara”, è stata inserita la realizzazione di un camminamento pedonale con verde di bordura sino al porticciolo turistico, in modo tale da favorire l’uso della spiaggia da parte dei diportisti e migliorare la fruibilità turistica dell’area”. Per raggiungere questo risultato verranno rimossi tutti i manufatti cementizi.

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Quanto all’eliminazione e alla mitigazione della pericolosità geomorfologica saranno eseguite “opere di ingegneria naturalistica di sistemazione della scarpata”. L’erosione costiera sarà “mitigata grazie alla realizzazione di un pennello permeabile costituito da blocchi di roccia, tale anche da garantire nel tempo l’opera di ripascimento prevista”.

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Il progetto del verde è “curato da ricercatori dell’Unisalento, si rifà alle essenze tipiche locali, con particolare riferimento all’ambito costiero”, è stato precisato. “Sono previsti solarium erbosi ed aree sabbiose, con pavimentazioni e camminamenti in listoni di legno composito, nonché sistemi e tecnologie a basso impatto ambientale, quali illuminazione alimentata da fonti rinnovabili e sistemi per il recupero delle acque delle docce ai fini irrigui”.

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