Cambi di appalto, Fiom: "Lavoratori nell'angoscia, serve la clausola sociale"

A ogni cambio di appalto, torna l’incubo di perdere il posto di lavoro. Il segretario provinciale della Fiom Brindisi, Angelo Leo, solleva nuovamente la necessità di introdurre la cosiddetta clausola sociale all’interno di Petrolchimico e centrale Enel Federico II. Perché è soprattutto in queste realtà industriali che il ricorso a ribassi esagerati può ripercuotersi sulle condizioni contrattuali dei lavoratori.

“A ogni gara – afferma Angelo Leo - sia chiaro che chiunque subentri debba riassumere i lavoratori che già svolgono questa attività, alle condizioni economiche e contrattuali che hanno raggiunto. Delle volte, purtroppo, vengono ridotti anche del 30 per cento i salari di questi lavoratori”.

BrindisiReport ha inoltre raccolto la testimonianza di Paolo Celeste, operaio specializzato che da 17 anni lavora nel petrolchimico. “Ogni tre anni – racconta – affrontiamo la preoccupazione di restare senza lavoro. Questa agitazione la portiamo anche all’interno delle nostre famiglie”. Sono centinaia i lavoratori delle imprese appaltatrici che in occasione dell’indizione di nuove gare, si ritrovano in una situazione di assoluta incertezza. Da anni le organizzazioni sindacali si battono per l'introduzione della clausola sociale nei contratti fra le grandi committenze e le aziende dell'indotto, ma la questione resta in sospeso. 

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