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In carcere a Brindisi per un Natale speciale: i bimbi festeggiano con papà

Grazie al lavoro della cooperativa Eridano, del progetto #Bambinisenzasbarre e la collaborazione della direttrice della casa circondariale, Valentina Meo Evoli, alcune famiglie si sono abbracciate per qualche ora di spensieratezza e normalità

BRINDISI - "Guarda papà ci sono le patatine e l'aranciata" e poi le favole, i colori, i sorrisi e tanta emozione. Un momento davvero speciale quello vissuto da alcuni bambini e bambine che martedì pomeriggio hanno potuto abbracciare i loro papà detenuti nel carcere di Brindisi in un momento di incontro famigliare importante in occasione del Natale organizzata grazie alla collaborazione della cooperativa Eridano, dei volontari del progetto nazionale #Bambinisenzasbarre e della direttrice della casa circondariale Valentina Meo Evoli. Un piccolo passo verso la normalità: i giochi insieme ai genitori, le fotografie scattate ad ogni famiglia, il panettone e la commozione dei papà con in braccio i figli e per mano le mogli in un clima disteso, molto diverso dai colloqui dove il tempo è contingentato e non puoi esprimerti liberamente.

Basta poco per rendere il carcere più umano grazie, anche, ai volontari che da tempo si muovono in questo delicato ambito: "Il nostro compito è quello, innanzitutto, di affiancare i genitori ed aiutiarli a vivere questa difficile esperienza nella maniera più giusta, senza vergogna – dice Angela Corvino, referente per la provincia di Brindisi del progetto nazionale #Bambinisenzasbarre - e sosteniamo i figli dei detenuti ad incontrare i loro papà, ad accettare quel che sta succedendo e lo facciamo organizzando dentro il carcere laboratori, letture. Non dimentichiamoci che il carcere dev’essere un luogo di recupero." Lo dice anche la nostra Costituzione: il carcere non è un luogo di disperazione bensì un luogo di recupero, di speranza in una nuova vita e in un futuro migliore, una volta fuori. E ci sono momenti come questi che fanno capire che quella è la strada giusta: "Ciao papà, ti voglio bene, ci vediamo presto", e si torna a casa con il cuore un po’ più leggero.


 

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