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Mercoledì, 8 Dicembre 2021

Così la spiaggia delle tartarughe diventerà un parco per brindisini e turisti

BRINDISI - Abbiamo intervistato, seguendo con loro il percorso naturalistico al centro del progetto, le due architette protagoniste dell'operazione Giancola: il complesso di interventi che trasformerà l'omonima spiaggia, incluso il promontorio con l'antica torre di guardia aragonese, il letto del torrente sino al santuario di Iaddico, e il Bosco del Compare, attualmente isolato da una piena possibilità di fruizione dal fatto che sorge accanto ad una arteria stradale ad alta percorrenza, in un parco.

L'architetto Mina Piazzo, la progettista, e l'architetto Roberta Lopalco, assessore comunale all'Ambiente, spiegano in questo servizio realizzato da Salvatore Barbarossa, cosa mette in collegamento la spiaggia agli altri siti importanti di quello che a tutti gli effetti diventerà un nuovo parco con credenziali non solo paesaggistiche e faunistiche, ma anche storiche. Al centro di tutto il torrente Giancola, quello che una volta era una via d'acqua navigabile sino a Iaddico.

La progettista, architetto Mina Piazzo-2

Non a caso, sulle sue sponde sono state rinvenute fornaci di epoca romana in cui venivano realizzate anfore e altre terrecotte destinate al traffico delle merci in tutto il bacino del Mediterraneo sud-orientale. Le anfore venivano caricate direttamente su imbarcazioni da cabotaggio costiero e trasferite al vicino porto di Brindisi o sulle navi che le avrebbero utilizzate. Nella vicina contrada Marmorelle è stato rinvenuto il complesso di una villa (fattoria) sempre di età romana con impianti per la vinificazione, con una statua di Bacco. E' straordinario pensare che la zona sia da allora rimasta un luogo coltivato a vite.

E il torrente Giancola costeggiava anche il sito dell'attuale santuario mariano di Iaddico, che è stato èprima una taberna romana e nel medioevo un luogo di sosta utilizzato dai cavalieri templari, e di ristoro della Via Francigena sud. Infine, il Bosco del Compare, dove il leccio ricorda quale fosse la vegetazione originaria di questa campagna quando non c'erano gli uliveti: una estesa foresta di querce. Con un  finanziamento destinato al Comune di Brindisi da una misura del più recente Por Puglia, ora tutto questo percorso storico e ambientale sarà attrezzato, rinaturalizzato e messo in comunicazione e diventerà percorribile sia a piedi che in bicicletta.

L'assessore comunale all'Ambiente, architetto Roberta Lopalco-2

Punto di partenza, la spiaggia, che è un sito accertato di riproduzione della tartaruga marina Caretta caretta: tutti i manufatti esistenti saranno demoliti, si procederà al recupero della torre di guardia (anche attraverso un concorso di idee per la sua nuova destinazione), in maniera tale da restituire a brindisini e visitatori un arenile di libero accesso e di alto valore ambientale. Il letto del torrente, già Sito di interesse comunitario per la fauna stanziale e migratoria che lo popola, sarà oggetto di interventi di manutenzione e di bonifica, e gli eventuali scarichi abusivi saranno individuati ed eliminati in collaborazione con i carabinieri forestali.

La città deve guardare in maniera positiva a tutto questo. C'è perplessità, e anche delusione, per le complicazioni prima legate al contenzioso post gara di appalto, poi al problema del ripascimento della spiaggia, che stanno rallentando il progetto di Cala Materdomini. Ma si riuscirà a venire fuori anche da questi intoppi. E progressivamente la costa nord di Brindisi comincerà a cambiare volto.

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