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Anticorpi monoclonali, un alleato contro il Covid: i primi risultati nel Brindisino

Otto pazienti fragili hanno già beneficiato degli effetti positivi di questa cura. Le interviste alla direttrice della farmacia dell’ospedale Perrino e alla direttrice dell’unità di medicina interna dell’ospedale di Ostuni

 

Anche l’Asl di Brindisi è dotata di anticorpi monoclonali. E’ partita da circa un mese, infatti, la somministrazione presso l’ospedale di Ostuni e già 8 pazienti hanno beneficiato degli effetti positivi di questa cura. Brindisireport ha intervistato la dottoressa Teresa Calamia, direttrice della farmacia dell’ospedale Perrino di Brindisi, sede di stoccaggio e distribuzione del farmaco e con la dottoressa Emanuela Ciracì, direttrice dell’unità di medicina interna dell’ospedale di Ostuni e responsabile post Covid dell’ospedale di Mesagne, che ha somministrato il farmaco al primo paziente pugliese.

Gli anticorpi monoclonali rappresentano una delle cure più efficaci contro il Covid-19. Teresa Calamia spiega che “non essendo un farmaco autorizzato in Italia, la distribuzione è gestita direttamente dal commissariamento per l’emergenza Covid”, aggiungendo che “la Puglia è al sesto posto in termini di somministrazione”. Attualmente gli anticorpi monoclonali non hanno un costo per le Asl e la somministrazione è prevista solo a soggetti non ospedalizzati che, pur avendo una malattie lieve/moderata risultano ad alto rischio di sviluppare una forma grave di Covid. Emanuela Ciracì spiega i criteri di selezione dei pazienti (che per maggiore chiarezza inseriamo qui sotto) e le modalità di somministrazione.

Criteri selezione-2

“Il paziente deve ricevere il farmaco entro i primi giorni, massimo dieci, dal momento in cui risulta positivo, perché se iniziano a comparire sintomi gravi,  gli anticorpi monoclonali risultano inefficaci". “Purtroppo - prosegue - questa terapia comporta dei rischi e la somministrazione richiede una certa attenzione”. Caramia spiega nella videointervista i motivi per cui non è prevista una somministrazione ad ampio spettro, ma si preferisce vaccinare le masse. La Ciracì chiude l’intervista invitando i colleghi di prima linea a tenere in considerazione gli anticorpi monoclonali come un’importante opportunità terapeutica che potrebbe salvare delle vite.

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